di Umberto Gambino
Diciamoci la verità: i vignaioli indipendenti sono un po’ tutti dei bravi “creativi” ai quali non difetta certo l’originalità. L’idea di scegliere la casa del cinema italiano, Cinecittà, per la consueta tappa romana del Mercato FIVI, è stata una genialata. Sì, perché si sposano alla perfezione vini artigianali e pellicole che hanno fatto la storia della nostra cinematografia, in un luogo cult, come il grande Teatro 10 della cittadella del cinema sulla Tuscolana, che ha ospitato per due giorni 200 vignaioli indipendenti: ciascuno con la sua storia, le sue fatiche vere in vigna e in cantina, le sue emozioni e, ovviamente, i suoi vini. E poi, i vignaioli indipendenti FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) sono davvero socievoli e non hanno mai la puzza sotto al naso: è un piacere farsi raccontare i vini da loro.

La vastità della sede scelta (il Teatro 10 di Cinecittà è la più grande struttura al chiuso d’Europa dedicata al cinema) ha permesso di ospitare agevolmente banchi d’assaggio e corsie per il pubblico che, così, ha potuto degustare con calma e senza pressioni. Un plauso all’organizzazione e a Matilde Poggi, dinamica presidente dei vignaioli indipendenti, che ha scelto la location giusta. Un autentico palcoscenico nel quale, fra un calice e l’altro, la FIVI ha voluto rendere omaggio a Ermanno Olmi trasmettendo su maxi schermo Rupi del vino, il film documentario dedicato alla Valtellina e alla viticoltura di montagna lì praticata, girato nel 2009 dal grande regista recentemente scomparso. La pellicola racconta le difficoltà quotidiane di chi coltiva le sue vigne su terreni impervi e scoscesi, difficili da raggiungere e che spesso devono essere lavorati completamente a mano, senza l’aiuto di macchine e con notevoli sacrifici. Dai lunghi tempi di preparazione dei vigneti e del terreno, alla costruzione dei muri a secco per i terrazzamenti: un autentico omaggio alla “viticoltura eroica” a al rapporto positivo tra uomo e ambiente.

A questo proposito, la FIVI propone che venga fatta una mappatura accurata anche di questi piccoli vigneti eroici e che vengano recuperati i vigneti storici, evitando così che si perdano varietà genetiche di vitigni tipici che hanno fatto la storia della viticoltura italiana.

Ma, oltre alla gigantesca testa coronata in cartapesta del Casanova di Fellini, collocata sul prato all’ingresso di Cinecittà, che accoglie i visitatori, oltre alle idee azzeccate e alle proposte, sotto i riflettori del Teatro 10 ci sono i 200 vignaioli indipendenti con i loro vini che raccontano storie tutte da scoprire. Ne abbiamo assaggiati parecchi e alla fine …

Ecco i 10 vini consigliati dal Mercato FIVI di Roma

Rizzini – Metodo Classico millesimato 2008
Bella sorpresa da questa piccola azienda (circa 15.000 bottiglie in tutto) di Monticelli Brusati (BS), del Nord-Est della Franciacorta, con un eccellente Metodo Classico “blanc de blancs” da uve Chardonnay: 84 mesi sui lieviti prima della sboccatura avvenuta nel maggio 2016. Nel calice emerge una bella nota mentolata e balsamica, poi il pan grigliato, il profumo intenso dei lieviti. Sorso molto sapido, minerale, avvolgente, intenso. Solo 5 grammi di residuo zuccherino. Una delizia per il palato.
www.rizzinifranciacorta.it

Tenuta La Viola – InTerra Albana secco 2016 Forlì Bianco Igt
Le uve provengono da viti di 14 anni di età. Fermentazione e macerazione per 6 mesi in anfora per un 20-30% sulle proprie bucce. Naso molto nitido, floreale bianco e agrumato. In bocca scorre molto sapido, praticamente salino, persistente, freschissimo e anche un po’ tannico (il che non guasta in questi casi). Solo 752 le bottiglie prodotte da questa piccola cantina di Bertinoro, nel cuore di Romagna.
www.tenutalaviola.it

TreBotti – L’Incrocio 2017
Siamo nell’Alto Lazio, a Castiglione in Teverina (VT), quasi al confine con l’Umbria. Qui si trovano i vigneti di un’azienda biologica che si è data (anzi: ha) un nome proprio azzeccato: “TreBotti”. Perché proprietaria è la famiglia Botti: Francesco Maria e Giulia, con i tre figli, Bernardo, Clarissa e Ludovico. Per nulla scontati i loro vini.  
L’Incrocio nasce da uve Manzoni bianco: diffonde profumi di susina, timo e ginestra e al palato è sapido, rotondo, avvolgente con una scia finale agrumata molto gradevole. Affinamento sulle fecce fini per 6 mesi e altri 3 mesi in bottiglia.  
Presentato in anteprima anche L’Ancestrale 2015, uno spumante da sole uve Manzoni bianco, vinificato appunto con il metodo ancestrale, nel quale la prima fermentazione in vasca è bloccata; la seconda avviene in bottiglia a 18-20° C per 4 mesi. Poi il vino rimane due anni sui propri lieviti. Nessuna sboccatura.
www.trebotti.it

Ancilla Lugana – La Ghidina Lugana DOC 2016
L’azienda ha i volti e i nomi di Luisella Benedetti e di sua madre Maria Teresa. Dalle vigne di Sirmione, sul Garda, uve Turbiana leggermente appassite, vino invecchiato in barrique di quinto passaggio e poi affinato per 6 mesi in bottiglia. Note eleganti di pesca gialla, ananas, papaya, naso intenso. Gusto polposo, ricco e ben bilanciato, morbido e con un filo di sapidità che rende questo Lugana davvero grintoso oltre che leggiadro.

www.ancillalugana.it

Cantine Carpentiere Armentario 2012 DOCG Castel del Monte Riserva
Presentato dalla brava enologa Valentina Ciccimarra, il vino di questa cantina di Corato (BA) si distingue per la perfetta corrispondenza con il territorio di provenienza delle uve. Diffonde un bel mix di freschezza ed evoluzione, fra ciliegia rossa in confettura, spezie e balsamicità ben assortita mentre il sorso è sostenuto da una notevole freschezza che lo rende lungo, armonico e ben bilanciato. Nota di merito per il trattamento dei tannini: morbidi e nobili.
www.cantinecarpentiere.it  

Villa Crine – Amarone Classico 2013 
Corvina 60%, Rondinella 19%, Molinara 10%. Il nostro personale Giro d’Italia FIVI punta decisamente al Nord con la classica interpretazione di un intenso ed elegantissimo Amarone Classico che, nonostante i suoi 16% alcol, sfoggia equilibrio freschezza. Profumi di confettura di ciliegia, tabacco dolce e pepe. Gusto molto equilibrato, fresco, balsamico coerente, armonico. Le uve vengono poste ad appassire sui graticci per 4 mesi. Poi fermentazione per un mese in acciaio e dopo altri tre anni di affinamento in botti vecchie da 15-30 ettolitri. L’azienda si trova a Pedemonte, nel cuore della Valpolicella Classica. I vini sono presentati da Giovanni Battista Venturini.
www.villacrine.it

Corte Martini – Amarone 2012
Questa cantina di Torbe di Negrar, il balcone della Valpolicella Classica, sfoggia un Amarone con i controfiocchi. Piacevolmente evoluto, fra confettura di amarene, chicchi di caffè torrefatto, tabacco, cuoio e spezie quali bacche di ginepro e chiodi di garofano, che si compiono in un sorso corposo, rotondo, ricco di freschezza ed eleganza. Tre anni di affinamento in botti di rovere. Un Amarone da manuale che durerà nel tempo.
www.cortemartini.it

Pietraventosa – Volere Volare 2015 IGT Puglia Primitivo 
Un altro gioiello enologico pugliese, firmato dalla vulcanica Marianna Annio. Da uve Primitivo al 100%, da Gioia del Colle, si affina 12 mesi in acciaio e per altri 12 in botti grandi, propone profumi di rosa fresca, more e macchia mediterranea. Al palato scorre morbido, corposo con garbo, avvolgente, grazie ai suoi tannini setosi. Coerente nel suo finale di frutta rossa fresca. Nota di merito a parte per l’etichetta che attira subito lo sguardo.
www.pietraventosa.it

Istine – Chianti Classico DOCG 2014 Vigna Cavarchione  
I Chianti Classico presentati da Angela Fronti hanno sempre qualcosa in più che colpisce: la genuinità percepita. Li ho assaggiati più volte e in più occasioni ed è sempre complicato decidere qual è il Top. Vigna Cavarchione nasce dalle uve Sangiovese raccolte nel vigneto di Cavarchione e Gaiole in Chianti. Fermentazione in vasche di cemento e poi affinamento per 12 mesi in botti di rovere di Slavonia da 20 ettolitri. Mostra un bouquet composito scuro, di sottobosco, macchia mediterranea, molto balsamico, con punte di liquirizia evidenti e marasca in confettura. Il gusto è rotondo,sapido, molto fresco, intenso e di grande equilibrio. Un Chianti Classico armonico e territoriale.
www.istine.it

Fenech – Disiato 2016
La novità assoluta arriva in coda, dalla mia Sicilia e precisamente dall’isola di Salina. Francesco Fenech è un concentrato di simpatia e intraprendenza. Qui presenta per la prima volta il suo Passito da Corinto nero in purezza (il Corinto è vitigno tipico eoliano, assai simile geneticamente al Sangiovese che entra per il 5% nel disciplinare di produzione della Malvasia delle Lipari DOC). Fermentazione in barrique di rovere francese nuove, poi un breve passaggio in anfora di terracotta. Naso delicato di cioccolato fondente, vaniglia, piccoli frutti rossi e liquirizia con spiccata nota fumé. Gusto elegante, fresco, sapido, minerale, equilibrato con scia finale che ricorda i chicchi di caffè appena tostati. Vino molto fine, particolare. Unico nel suo genere.
www.fenech.it