di Umberto Gambino
Fra gli innumerevoli eventi dedicati al mondo del vino, il Merano Wine Festival si distingue sempre per una caratteristica positiva: il clima di festa che vi si respira. Gioia e convivialità trovano qui, in Alto Adige, ospitalità vera, senza inutili formalismi, nei cinque giorni che segnano questa kermesse, divenuta un cult del calendario enologico internazionale. E se poi la baraonda all’interno dell’imperiale Kurhaus cresce a dismisura, poco importa. Fa parte del gioco, no?

Il vino è popolare e l’importante è che sia un successo.
Giunto alla ventisettesima edizione, il MWF 2018 ha segnato un + 8,5% nel numero dei visitatori: parliamo di oltre 11 mila presenze, per la soddisfazione del patron Helmuth Kocher e del suo staff. Il maggior afflusso è stato registrato nelle giornate di sabato, domenica e lunedì con punte di gradimento particolari per Bio & Dynamica (la rassegna dei vini biologici, biodinamici e i PIWI, cioè le varietà di vite resistenti) e per Catwalk Champagne. Da segnalare la partecipazione quest’anno alla Official Selection guidata da Helmuth di 950 cantine e più di 120 artigiani del gusto.

Però, dopo tutto, lasciando da parte i numeri celebrativi, eravamo a Merano per assaggiare alcuni fra i migliori vini italiani presenti sul mercato e allora ecco, qui di seguito, i nostri 13 Best Wines.

La Top 13 del Merano Wine Festival 2018

Valdo – Cuvée Viviana Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG Dry s.a.
Da uve Glera. Giallo paglierino, brillante, perlage di grana finissima. Note di frutta matura come pera, banana, albicocca e anche esotica (ananas, pompelmo, papaya). Gusto lievemente amabile, vellutato, di gradevole freschezza e decisa sapidità, con una scia finale di pepe bianco e salvia. Nasce dai vigneti della porzione più alta della collina di Cartizze, l’autentica sottozona pregiata della DOCG. Uve da vendemmia tardiva. Una bollicina “al femminile”, garbata che solletica piacevolmente il palato senza eccedere con l’effervescenza.
Charmat lungo di 5 mesi e altri 3 mesi di affinamento in bottiglia.  

Bersi Serlini – Franciacorta DOCG Satèn s.a.
Chardonnay 100%.
Giallo dorato, brillante, dal perlage finissimo e persistente, si apre pian piano su note fresche di gelsomino, iris, pera e pompelmo, con punte gradevoli di timo e pepe bianco. Fanno capolino anche tinte mentolate e di liquirizia. Un bouquet delicatissimo che si fa cercare e trovare. Il sapore conferma morbidezza e cremosità, grazie a grande freschezza e sapidità. Una bollicina nel complesso rotonda e delicata. La cuvèe è ottenuta assemblando vini esclusivamente base Chardonnay con fermentazione ed affinamento parte in barrique (30%) e parte in acciaio. Affinamento sui lieviti per 36 mesi. Pressione atmosferica inferiore a 5 bar. Vigneti in Provaglio d’Iseo, nel cuore della Franciacorta.

 

Borgo San Daniele – Jiasik – Friuli Isonzo DOC 2017
Da uve Riesling e Malvasia Istriana coltivate a Giassico (piccolo borgo friulano in stile austro-ungarico a 3 chilometri da Cormons,Gorizia), e vinificate sapientemente dai fratelli Alessandra e Mauro Mauri. Un bianco fresco e giovane. Giallo paglierino. Sentori di gelsomino, mela verde, pepe verde, zenzero e una rinfrescante nota salmastra. Fonde mirabilmente la componente aromatica del riesling e la morbidezza della malvasia. Sorso freschissimo, minerale, persistente.
Pressatura soffice e fermentazione con batonnage settimanale durante il riposo sui lieviti. La vinificazione segue le fasi lunari. Affinamento almeno 4 mesi in bottiglia.

 

Sorrentino – Vigna Lapillo Lacryma Christi del Vesuvio Rosso Doc Superiore 2017
Piedirosso 80%, Aglianico 20%.
Rosso rubino intenso. Profumi di ciliegia rossa, fragola, rosa fresca, liquirizia, pepe nero, cannella. Sorso avvolgente, immediato, morbido, in cui si apprezza bene il frutto fresco e maturo. Buona persistenza e tannini piacevoli. Un calice tira l’altro. Da vigneti a 500 metri sul livello del mare. Da Boscotrecase, alle pendici del Vesuvio, un bel rosso bio con tutte le sue cose al posto giusto.
Vinificazione in acciaio, maturazione per 8 mesi in tonneau, poi 3 mesi di affinamento in bottiglia.

Antonella Corda – Cannonau di Sardegna DOC 2016
Al Vinitaly avevo apprezzato il bianco autoctono Nuragus, a Merano si fa preferire un eccellente Cannonau, il rosso identitario dell’isola. Le sensazioni olfattive richiamano con certezza il terreno e il vitigno di provenienza. Intenso perché non è necessario avvicinarsi troppo al calice per capire le sfumature di rosa fresca, ciliegia, frutti di bosco, visciola e pepe rosa. Scopriamo che ha fatto un passaggio in legno (barrique di rovere non tostato) e prima in acciaio, ma profumi e gusto sono quelli del vitigno. Scorre con grande freschezza e tannini morbidi. Ecco un vino che ti berresti sempre, in molte occasioni perché … non stanca mai!   

Gianfranco Fino – Es 2016 Salento Primitivo IGT
Primitivo di Manduria raccolto da vigneti di circa 60 anni d’età, coltivati ad alberello. Resa per pianta, solo 400 grammi. Vendemmia da uve leggermente appassite sulla pianta. E’ questa l’essenza della filosofia vitivinicola di Gianfranco Fino, vigneron artigianale a tutto tondo, che si esprime in un nettare rosso che profuma di tutto il caleidoscopio immaginabile di frutti rossi freschi e ben concentrati: pensatene qualcuno e lo troverete nel bouquet di Es. Amarena, lampone, ciliegia, fragola, mora. E poi il mix di evoluzione che emerge dal ginepro, dai chiodi di garofano, dal mirto, dal pepe nero, dal tabacco dolce, dal cuoio, dal rabarbaro, dalla macchia mediterranea che si sentono e si respirano nel calice. Tutto ben amalgamato con le note più fresche ancora presenti. Il sorso è vivace, immediato, ampio, un autentico abbraccio al palato e ai sensi: grande concentrazione ed equilibrio, morbidezza, freschezza, tannini vellutati e lunghezza infinita. Emozione pura!
Macerazione sulle bucce per quasi 4 settimane e maturazione per 9 mesi in barrique per metà nuove e per l’altra metà di secondo passaggio. 

Tenuta di Trinoro Vini Franchetti – Tenuta di Trinoro Rosso Toscana IGT 2016
Merlot 52%, Cabernet Franc 48% 
Dal cilindro magico di Andrea Franchetti (primo vignaiolo toscano a sbarcare sull’Etna in tempi non sospetti) ecco un Supertuscan che rende al massimo le potenzialità di un terroir particolare, all’inizio della val d’Orcia, nel comune di Sarteano (SI). Rosso rubino con bordo granato, svela gradualmente il suo bouquet di amarene mature, petali di rosa secca, alloro, maggiorana, chiodi di garofano. Il tutto ben mixato con sfumature balsamiche e di tabacco dolce. Profumi intensi e sorso corposo ed elegante, ben disteso su tannini setosi e una piacevole scia finale di ciliegia matura. Concentrato e profondo. I vigneti hanno un’età di 25 anni. L’assemblaggio comprende le uve di 16 differenti vigneti raccolte nei loro momenti migliori.
Invecchia per 8 mesi in barrique nuove di rovere francese e 11 mesi in vasche di cemento.  Imbottigliamento: luna calante di aprile 2018. Solo 6.000 bottiglie.

Castello di Fonterutoli Mazzei – Siepi Toscana IGT Rosso 2016
Sangiovese 50% e Merlot 50%
Siepi è il nome dell’unico vigneto da cui derivano le uve da cui nasce questo rosso “imponente” e “stiloso”. Rosso rubino nel calice, presenta note di confettura di more, cannella, cacao, cuoio, confettura di caffè, erbe officinali, intessute su un bel corredo balsamico. Al gusto è fine, rotondo, molto fresco, sfoggia tannini nobili e persistenza lunghissima. Una delizia assoluta!
Maturazione per 18 mesi in barrique di rovere francese (nuove per il 70%), poi 4 mesi di affinamento in vasche di cemento.     

Paternoster – Don Anselmo 2013 Aglianico del Vulture DOC
Un grande rosso del Sud, da una regione che anno dopo anno dimostra di avere grandi potenzialità. L’Aglianico del Vulture di Paternoster è un cult del territorio e qui ne abbiamo la conferma. Nonostante l’annata calda, il vino dedicato alla memoria del nonno fondatore ha una veste rosso rubino fitta e diffonde profumi di cuoio, tabacco dolce, cioccolato fondente su una trama balsamica netta da cui affiorano ancora profumi più freschi di ribes, liquirizia e fumé. In bocca è caldo, molto muscolare, con tannini dolci e levigati. Decisamente austero, elegante,  territoriale. Non lo assaggiavo da tempo e mi è piaciuto molto.  
Vinificato in acciaio, matura in seguito in botte grande di rovere di Slavonia per il 50% e in barrique francesi per il restante 50%; segue affinamento in bottiglia per 12 mesi.

Castello del Terriccio – Lupicaia Toscana IGT Rosso 2010
Cabernet Sauvignon 90%, Merlot 10% 
Un altro Supertuscan “storico” che non ha bisogno di presentazioni, frutto della creatività di Carlo Ferrini. Quest’annata è incentrata soprattutto sul Cabernet Sauvignon con un saldo di Merlot e zero Petit Verdot. Siamo a Castellina Marittima (Pisa) e anche da queste terre è possibile tirare fuori dei “signori vini”. E’ un rosso granato nel calice che esprime balsamicità spinta, note minerali, macchia mediterranea, ribes, spezie dolci, il tutto racchiuso in un bouquet intenso e arioso. Al palato è ricco, potente, muscolare il giusto, con tannini morbidi e decisamente “piacione”. E perciò piace tanto.
Maturazione in tonneaux d’Allier per 22 mesi.

 

Tommasi – De Buris – Amarone Valpolicella Riserva DOC 2008
Corvina (62%), Corvinone (25%), Rondinella (5%), Oseleta (8%)
Pluripremiato dalla critica ancor prima della commercializzazione, ero curioso di provare il De Buris, una sorta di “Super Amarone”: 8.000 bottiglie in edizione limitata, frutto delle vigne e delle uve migliori che danno vita a un vino destinato al mercato “luxury”. I vigneti sono quelli di “La Groletta” nel comune di Sant’Ambrogio. Rosso granato nel calice, dipana un bouquet composito di ciliegia in confettura, rose appassite, tabacco dolce, chicchi di caffè, menta, incenso, liquirizia, resine e chiodi di garofano. Il gusto è morbidissimo, potente, fine, vellutato, equilibrato e ovviamente lunghissimo. Un “vinone” sì, ma con garbo e senza arroganza, “costruito” apposta per l’export.
Il vino fa due volte la fermentazione malolattica nei primi due anni di invecchiamento in botti di rovere di Slavonia, seguendo le fasi lunari e le stagioni. Poi matura per 5 anni nelle botti di rovere da 15/30hl dell’antica cantina di Villa De Buris e ulteriore affinamento in bottiglia.

Cantina Tramin – Terminum Alto Adige DOC 2015
Gewurztraminer
vendemmia tardiva. Giallo dorato luminoso. Il ventaglio aromatico spazia dalla pesca gialla all’albicocca, dal miele millefiori alla buccia di arancia per continuare su profumi intensi di frutta esotica come mango, litchi, papaya chiudendo su tinte di caramello, timo, salvia e burro fuso. In bocca scorre dolce, misurato, minerale, ben bilanciato e lunghissimo. Un’autentica delizia del palato che non stanca mai. fine mineralità. Finale estremamente persistente ed equilibrato. Un classico di questa organizzatissima realtà cooperativa altoatesina.
Fermentazione in barrique fino a 9 mesi, poi altri 10 mesi di affinamento sempre in barrique e 3 mesi di bottiglia.

Vigna Petrussa – Picolit DOCG Colli Orientali del Friuli 2015
Giallo dorato brillante, al naso è intenso fra profumi di gelsomino, iris, pesca, melone, ananas, papaya, fichi secchi e miele di acacia. Una cascata di profumi cui fa seguita un’armoniosa sinfonia al palato, ricco, dolce ma non stucchevole, giustamente delicato, morbido, elegantissimo e di lungo sorso dal finale ammandorlato. Un autentico gioiello dei vini da dessert o da meditazione.
Nasce dall’omonimo vitigno coltivato sulla collina di Santo Spirito sovrastante la piana di Albana nella zona di Prepotto (UD) quasi al confine con la Slovenia. Fermenta in barrique di rovere francese e matura per 18 mesi nelle stesse botti piccole.

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