di Silvia Parcianello
Succede che arriva il secondo fine settimana di novembre. Per gli appassionati di vino arriva puntuale, come le tasse, come il Natale… tutti felici ed emozionati come bambini davanti ai regali ci prepariamo alla bolgia infernale che è il Merano Wine Festival, il top tra gli eventi dedicati all’enogastronomia, eccellenza allo stato puro.
Succede che oramai si conosce il Kurhaus, si sa perfettamente dove si trova il produttore che tanto ci ha affascinato negli anni precedenti, si incontrano un sacco di amici goderecci come noi… e ciascuno di loro ha un vino del cuore da consigliare, un vignaiolo da presentare, una storia da ricordare.

I miei amici sommelier della Fisar Treviso avevano prestato servizio al galà inaugurale. Ne ho incontrati parecchi durante le scorribande degustative meranesi e mi sono lasciata aiutare da loro nel cercare qualche grande vino, perché dopo anni di MWF la tentazione di riprovare tutte le delizie delle volte precedenti è forte. E siccome ancora non mi sono trasformata in una botticella di vino non posso aggiungere ogni anno vini nuovi: al mio fegato tengo parecchio.

Ecco quindi la mia personale lista di dieci vini davvero affascinanti. Ancora di più perché condivisi con amici appassionati quanto me.
Champagne Encry, 2009 Zero Dosage: comincio con una conferma. Avevo amato il non dosato di Encry l’anno scorso, lo amo ancora quest’anno. Chardonnay in purezza,al naso è meno citrino del precedente, più elegante se vogliamo, ma conserva la nota minerale che gli dà carattere. Un pizzico di zenzero si presenta ben fuso con mela verde e cedro. La beva è croccante e verticale, di estrema finezza e per nulla ruffiana. Quando lo stappate consiglio di non averne una bottiglia sola. Pesce, pesce, pesce. Crudo, se vi piace. Antipasto alla veneziana per gli amanti del cotto.
Montenisa, 2007 Conte Aymo Franciacorta Docg: 95% pinot nero e 5% chardonnay la cuvèe di questo Franciacorta. Un equilibrio straordinario di potenza ed eleganza. Al naso oltre alla classica crosta di pane spiccano note di frutta bianca e gialla, il sorso è sostenuto dalla potenza del pinot nero che dona pienezza e suggerisce un abbinamento insolito. La pizza margherita, con mozzarella di bufala.
Champagne Hurè Freres, S.A. L’Insouciance Brut Rosè: una cuvèe particolare a prevalenza pinot meunier, 42%,poi pinot nero, 40%, chardonnay, 10%. Un rosè particolare, versatile. Al naso la nota burrosa iniziale si stempera subito rivelando un cuore di frutta rossa, fragolina su tutto. Al palato è deciso, morbido ed equilibrato. Perlage setoso. Risotto con radicchio trevigiano e salsiccia. Lo proverei anche con un tortino al cioccolato amaro e agrumi.
Marisa Cuomo, 2012 Fiorduva Furore Bianco Costa d’Amalfi Doc: solo uve tradizionali, Ripoli, Ginestra, Fenile, per questo vino bianco che viene da uno dei posti più suggestivi e impervi del mondo: il fiordo di Furore. Nel bicchiere porta il sole della Divina Costiera, al naso la frutta bianca e gialla, pesca saturnina e nespola, nota minerale potente. È un vino in cui la morbidezza prevale, quasi non si sente la vicinanza del mare, tanto è bilanciato. Il mare lo accosterei nel piatto. Spigola all’acqua pazza.
Hermann Moser, 2013 Kellerterrassen Riesling Reserve Krenstal DAC: siamo in Austria, qui il riesling è quasi una religione. Riflessi verdolini nel bicchiere e aroma tipico di idrocarburi appena versato. Poi avanzano i fiori. Bianchi, mughetto, giglio. Poi la frutta, esotica, con una nota di banana. Fresco di acidità continua anche al palato a sprigionare note di frutta esotica. Vino ideale per piatti speziati orientali. Nasi goreng indonesiano. O anche sushi, al posto della birra giapponese che solitamente ci propinano. Un’alternativa decisamente felice.
Kante, 2006 La Bora Carso Doc: è proprio il caso di dire che il territorio entra nel vino. Lo chardonnay di Edi Kante porta dentro di sé tutta l’asperità del Carso. Tutti i vini di Kante fanno 12 mesi di maturazione nel legno e poi continuano l’affinamento in bottiglia. La Bora ha “solo” 8 anni. Sa di mela essiccata e di pietre carsiche, la prima nota gustativa ricorda la noce ma è un attimo, subito dopo esplode di freschezza e sapidità. Un’onda del mare che si frange. Prosciutto di Trieste cotto alla brace.
Palari, 2012 Palari Faro Doc: un vino che non si dimentica facilmente. Siamo a Messina,vicino al mare, e si sente. L’aroma balsamico di pino marittimo ci assale subito, poi compaiono frutta rossa e spezie, cardamomo e vaniglia. Nel bicchiere il rosso è scarico, tipico delle uve etnee Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, di cui è composto. Quello che rimane impresso è la beva. Sembra un vino nordico. Con sentori mediterranei. Spaventoso. Coniglio in porchetta alle melanzane, poi formaggi stagionati, poi spezzatino di capriolo, fosse solo per metterlo alla prova e capire come reagisce.
Marchesi di Gresy, 2010 Martinenga Barbaresco Docg: eleganza. Racchiuderei questo vino in una sola parola. Ha una struttura misurata, al naso le note di frutta rossa, marasca su tutte, sono delicate. Anche le spezie si accompagnano con grazia, liquirizia, pepe leggero, e poi affiorano le note floreali tipiche dei grandi nebbiolo: viola e rosa. È un vino giovane, il tannino è fine ma vigoroso, regalerà grandi soddisfazioni. Costata cotta sul sale con burro aromatizzato.
Felsina, 2011 Fontalloro Toscana Igt: Sangiovese in purezza da Castelnuovo Berardenga, estremo sud del Chianti, colline di Montalcino a vista. Il sole picchia da quelle parti. Il Fontalloro è un rosso longevo, che conserva l’anima del sangiovese. Profumi di terra e piccoli frutti rossi di bosco, liquirizia nel finale. I tannini sono vigorosi e necessitano del giusto affinamento. Una lepre in salmì sarà un’ottima spalla.
Tenuta San Leonardo, 2007 San Leonardo Vigneti delle Dolomiti IGT: questo taglio bordolese mi ha davvero lasciata senza fiato. 60% Cabernet Sauvignon, 30% Carmenere, 10% Merlot per un rosso balsamico, elegante, deciso. Sembra accorgersi che i vigneti da cui proviene sono ai piedi delle Dolomiti, le montagne più belle del mondo. Ne conserva la bellezza, la finezza. Un vino complesso ma non pesante, piacevole ora, ma che va aspettato a lungo. Elegante e versatile, esalta moltissimi piatti di carne. Provatelo sia con dei ravioli farciti di cotechino e verza che con un brasato di manzo. Piatti diversissimi ma in ogni caso troverete grande piacevolezza.
LINKS
www.meranowinefestival.com
www.champagne-encry.com
www.montenisa.it
www.champagne-hure-freres.com
www.marisacuomo.com
www.moser-hermann.at
www.kante.it
www.palari.it
www.marchesidigresy.com
www.felsina.it
www.sanleonardo.it