di Fabrizia Dalpiaz
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Sono appena rincasata e ho ancora negli occhi le luci della città di Trento tutta addobbata, e nella memoria i profumi e le emozioni della degustazione del nuovo Trentodoc Masetto Privé della cantina Endrizzi. Location splendida all’interno di Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca provinciale del Trentino, e presentazione del Masetto Privé, Trentodoc Metodo Classico a dosaggio zero Riserva. 

Il racconto parte da lontano, anno 1885 al tempo degli Asburgo con Francesco e Angelo Endrici e tutt’oggi prosegue con Lisa Maria e Daniele, quinta generazione, figli di Paolo e Christine Endrici. Due fantastiche persone che pur provenendo da settori completamente diversi e molto lontani dal mondo enologico, hanno saputo trasmettere la loro passione nei vini che producono,  dando loro un imprinting unico. Qualità, rispetto del territorio, stile di vita sano, sostenibilità, ecologia e terroir sono i punti cardini della loro filosofia che si traduce in cura nella vigna con interventi minimi e strettamente necessari, inerbimento naturale, solo concimi organici e irrigazioni in caso di estrema necessità. Il risultato si ritrova nel bicchiere e i vini parlano da soli esprimendo le caratteristiche  di ogni terreno e di ogni vitigno. Chiacchierando con Christine, architetto di origine tedesca, mi ha fatto sorridere il termine “caldo” da lei usato per fare capire all’enologo Vito Piffer come dovrebbero essere i vini secondo lei: “Vedi Fabrizia, né io né Paolo siamo tecnici o enologi, ma vogliamo che nei nostri vini si rifletta la nostra idea, magari andando anche contro corrente, ma devono rappresentare il terroir e la nostra filosofia!”.

Paolo Endrici, nello svhermo la moglie Christine e la figlia Lisa Maria

L’enologo Vito Piffer e il suo team curano con grandissima attenzione e professionalità ogni passaggio in vigna e successivamente in cantina, condividendo appieno l’ideologia dei proprietari. L’incontro tra l’idea più “artistica” di Christine e Paolo e quella più tecnica di Vito, ha portato alla nascita di Masetto Privé 2008.

La continua volontà di sperimentare cose nuove e di qualità, li ha spinti a creare uno spumante che potesse durare più a lungo nel tempo. Nasce così Privé: solo 1500 bottiglie, 100% Chardonnay proveniente da vigneti posti a diverse altitudini tra i 400 e gli 800 metri sul livello del mare. L’idea è stata di creare un Trentodoc, unendo alla base di spumante classico, più minerale e fresca, una base di vino ottenuto con una maturazione maggiore delle uve, per arrivare ad un prodotto di grande qualità, struttura e freschezza.

I grappoli vengono raccolti in piccoli cassoni affinchè rimangano sani, successivamente vengono scaricati integri in pressa soffice a polmone d’aria ed il mosto ottenuto dalla pressatura è  fermentato senza decantazione: parte in piccole botti di rovere francese e acacia ungherese nuove, e parte in acciaio. Il battonage è effettuato settimanalmente fino a fine dicembre, l’affinamento in legno ed acciaio della base spumante prosegue fino a giugno, momento nel quale avviene la composizione della cuvée ed il tiraggio per la presa di spuma. L’affinamento sur lies prosegue per minimo 7 anni. Dosaggio zero, nessuna aggiunta di liqueur d’expédition.

L’enologo Vito Piffer e Paolo Endrici

Dopo le informazioni tecniche dell’enologo passiamo alla degustazione:

  • nel primo calice viene versata la base spumante da acciaio: il colore è giallo pallido, non limpido, leggermente verdognolo, al naso non si sentono i profumi aromatici dello Chardonnay, in bocca emerge grande mineralità e freschezza
  • nel secondo calice viene versata la base di vino da barrique: il colore è decisamente giallo, quasi dorato e i profumi sono intensi, di frutta tropicale, agrumi e miele, non smetteresti di annusarlo!
  • nel terzo calice viene versato il Masetto Privé, sboccatura luglio 2016: colore giallo dorato, al naso profumi di miele, note resinose, spezie, frutta candita, caramello, liquirizia, aromi eleganti di tabacco ed erbe mediche, in bocca risulta pieno, di grande freschezza ed eleganza, con un perlage finissimo e continuo e un’acidità leggera, “quasi una memoria” per usare le parole dell’enologo: meraviglioso!

Decisamente uno spumante che riflette appieno la filosofia di Paolo e Christine Endrici, con quella rotondità, potenza, freschezza ed eleganza che lo contraddistingue e che darà loro grandi soddisfazioni. Complimenti!

www.endrizzi.it
www.palazzoroccabruna.it/