di Silvia Parcianello
Passerina, Pecorino, Verdicchio, Lacrima. Ancora, zuppa di cicerchie, mela rosa dei Monti Sibillini, lonzino di fico. Dietro questi nomi pittoreschi si nascondono vitigni e prodotti singolari. Quella di venerdì 9 ottobre al ristorante “Terrazze” a Villorba di Treviso è stata una vera immersione nel territorio delle Marche. Ringrazio Lionella Genovese, organizzatrice di una degustazione che ha permesso ai presenti di conoscere di più il territorio marchigiano gustando i vini ottenuti dai suoi vitigni molto particolari e assaporando alcuni prodotti gastronomici che ormai fanno parte dell’archeologia gustativa del nostro paese. Un aperitivo conviviale con bollicine a base Passerina, Pecorino e Verdicchio, vitigni estremamente versatili che ben si prestano anche alla spumantizzazione, e via con la degustazione vera e propria.
Claudia Bondi, ambasciatrice dello Champagne in Italia, a condurre l’esame sensoriale dei vini; Fabio Guerra, docente Fisar e responsabile Slow Food, a emozionarci con  i piatti. Tutti pronti a cercare l’abbinamento perfetto.

Verdicchio di Matelica Alarico 2014 Doc – Maraviglia: si scaldano i motori, le papille gustative, con un calice del vino che il condottiero dei Visigoti, Alarico per l’appunto, somministrava ai suoi soldati per caricarli prima della battaglia. Giallo paglierino color della luna nel bicchiere, al naso evoca gelsomino per poi  evolvere in un elegante profumo di pesca bianca e nespola.  Al palato è un vino verticale, di grande acidità e finale citrino. Come riscaldamento, e aperitivo, è perfetto.

16 Pecorino Falerio Fattoria DeziPecorino Falerio  Doc 2014 – Fattoria Dezi : questa piccola azienda porta nel nostro calice un intenso giallo paglierino che appena avviciniamo al naso sprigiona un’esuberante nota territoriale di pietra focaia. Il profumo poi evolve con sentori ancora molto particolari di anice e camomilla, per terminare con la frutta esotica.  All’assaggio il vino mantiene la sua esuberanza e sfodera un’ottima struttura.  Abbinato a una zuppa di cicerchie di Serra de’ Conti, legume antichissimo e quasi estinto, salvato dal presidio Slow Food e dai contadini, ci fa capire bene come funziona l’abbinamento perfetto. La sensazione è  rotonda, armonia che non necessita di alcuna spiegazione.

Verdicchio dei Castelli di Jesi  Crisio Riserva 2011 Docg – Casalfarneto : vitigno principe delle Marche, giallo paglierino intenso. Profuma di ananas, fiori di campo, frutta tropicale e buccia di mandarino: avete presente quando staccate il primo pezzetto per sbucciare il frutto? Al palato è strutturato, estremamente sapido, con finale mandorlato.  E’ stato abbinato a un formaggio pecorino semi stagionato con composta di mela rosa dei Monti Sibillini. Il formaggio è prodotto con latte crudo di pecora di una razza che stava per essere estinta, la pecora Sopravissana, e profuma di erbe, fieno, ginestra. Giacomo Leopardi, nativo di queste parti,  oltre a essere sommo poeta fu anche grande amante della gastronomia,  e rimpiangeva questi sapori negli anni che passò a Bologna. L’abbinamento è difficile: nonostante il verdicchio sia un vino di ottimo corpo il sapore del pecorino prevale. Va molto meglio quando si prova il formaggio assieme alla composta di mela rosa dei Monti Sibillini, neanche a farlo apposta, altra varietà quasi estinta.  Avevo avvisato: questa è archeologia gastronomica.

12 Vernaccia di Serrapetrona Collequanto Colli di SerrapetronaVernaccia di Serrapetrona Collequanto 2012 Doc – Colli di Serrapetrona: primo vino rosso della nostra serata, un autoctono marchigiano nella sua versione secca. Un bel rosso rubino, sprigiona sentori di amarena, fragola e delle note vegetali che fanno pensare al tannino ancora giovane. Subito confermato in bocca. La vernaccia esprime una prima morbidezza ma poi chiude con un retrogusto tannico, ottimo per sgrassare la bocca dopo una fettina di salame di Fabriano Lardellato.

Lacrima di Morro d’Alba Superiore 2013 Doc – Stefano Mancinelli: ecco un altro vitigno tipico delle Marche. Un vino che quando si assaggia difficilmente si scorda. Colore rubino, al naso travolge con sentori floreali, geranio prepotente, poi rosa e viola per poi accompagnarci nel mondo delle spezie, chiodi di garofano e un magnifico pepe rosa. E’ un vino che non assomiglia ad alcun altro, che accarezza il palato con i suoi tannini vellutati. L’abbinamento con il salame di Fabriano Lardellato è un eccellente regalo che ci fa il territorio marchigiano: il Lacrima accompagna la speziatura leggera del salume e sgrassa la bocca lasciandola gradevolmente asciutta e vellutata.

Gotico Rosso Piceno Superiore2012 Dop – Ciù Ciù: 70% Montepulciano, 30% Sangiovese per questo vino, rosso rubino dal colore molto intenso. Il bouquet è dominato da sentori di prugna, amalgamati a rosa e viola, aromi tipici del Sangiovese, e chiodi di garofano nel finale. Al palato è molto potente e persistente con retrogusto elegante di piccoli frutti neri.  Servito con guancetto di manzo speziato al ginepro accompagna i sapori speziati e lascia la bocca gradevolmente aromatica.

Sassi Neri Riserva 2011 Rosso Conero Docg – Fattoria Le Terrazze: questo Montepulciano in purezza, che prende il nome di una bellissima spiaggia del Conero, manda decisamente in crisi il guancetto di maiale, tanta è la potenza che esprime. Rosso rubino con riflessi granato, al naso porta frutti neri e fiori appassiti, cuoio e vaniglia. Al palato è corposo, forse un po’ troppo per il nostro piatto ma perfetto per chiudere in crescendo la degustazione.

Dulcis in fundo.

05 Verdicchio passito Santa BarbaraVerdicchio passito Lina 2010 Doc – Santa Barbara: oro nel bicchiere, profuma di albicocca disidratata, malaga e miele di tiglio. Al palato mantiene parte dell’acidità del verdicchio preservando una freschezza che non sempre si trova nei vini passiti. Ci è stato proposto con due dolci antitetici, il lonzino di fico, una sorta di salame fatto di fichi secchi e anice stellato, avvolto in foglie di fico a mo’ di budello, e il bussolà veneziano, un biscotto che sa di burro e vaniglia. La prova assaggio ha visto il lonzino trionfare su tutto, l’anice stellato a farla da padrone, anche sul verdicchio. Che invece ha trovato il suo compagno perfetto nel bussolà veneziano: come a dire che le Marche saranno anche nel  medio Adriatico ma, come sempre il mare unisce storia, tradizioni e sapori.

Un grazie, oltre a Lionella Genovese, artefice della serata, allo staff del ristorante “Terrazze” di Villorba che ha offerto i suoi piatti a questa degustazione, e ai sommelier Fisar Treviso, Giorgio Sbardellati e Andrea Gori, che hanno sapientemente curato il servizio.

Link:
www.vinimaraviglia.com
www.casalfarneto.it
www.tenutacollidiserrapetrona.it
www.mancinellivini.it
www.ciuciuvini.it
www.fattorialeterrazze
www.vinisantabarbara.it
www.perleeperlage.it
www.fisartreviso.com
eleganzaveneta@gmail.com
www.ristoranteterrazze.com