di Sara Bon
Gran successo per la prima edizione di “Malvasia in Porto”, che si è tenuta lo scorso fine settimana nella piccola cittadina di Muggia. Il bilancio è stato molto positivo, nonostante il sopraggiungere a fine serata della pioggia: sono stati registrati più di 500 ospiti dall’Italia e dalla vicina Slovenia, tutti interessati ad approfondire le sfaccettature di questo vitigno a bacca bianca.
Fra i protagonisti della serata ci sono stati 35 viticoltori del Carso e dell’Istria, dall’Italia e dalla Slovenia, tutte aziende che si caratterizzano per la loro piccola dimensione, l’alta qualità e la sostenibilità ambientale, tra cui ci sono diversi sostenitori del progetto di geoparco del Carso.

I vignaioli hanno offerto il loro vino in degustazione ed è stato possibile acquistare alcune loro bottiglie, per degustarle a casa o per consumarle direttamente all’evento. Hanno aderito:
Sancin, Cacovich, Zahar, Urizio – Vigna sul mar, Lenardon, Grgič, Kovač, Bajta, Milič  Andrej – Zagrski, Merlak, Širca-Kodrič, Ostrouska, Čotova Klet, Vinarstvo Emil  in Ken Tavčar, Zidarich, Vina Čotar, Vinska klet Štok, Pvara Matej, Škerk, Bole, Vina Štrekelj, Vina Vrabec, Skerlj, Vinska klet Tavčar – Pri Starcih, Vinakras, Kocjančič, Kmetija Krmac, Vina Kralj, Domačija Ražman, Vinska Klet Hrvatin, Vina Bordon, Vina Markovič, Kmetija Jogan Damijan, Kmetija Mahnic e Milič Stanko.

Ad accompagnare le Malvasie c’erano i produttori di pecorino di Antonič, gli apicoltori di Farma Jakne, i produttori di olio Fior Rosso.

A mio parere le migliori Malvasie assaggiate nel corso della serata sono state:

Zidarich Malvasia Lehte 2015: Il clone locale della storica Malvasia Istriana, siamo a Prepotto del Carso, le uve provengono dall’omonimo vigneto di 45 anni, i cui suoli sono ricchi di argille ferrose e formazioni calcaree marine. Al termine della diraspatura, avviene la fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione sulle bucce in tini aperti, senza controllo delle temperature. Il vino matura per 24 mesi in botti di rovere e completa l’affinamento in bottiglia. Si ottiene una Malvasia molto territoriale, delicatamente aromatica, sapida e minerale.

Tavcar Malvasia 2016: A Kreplje, nel Carso sloveno a pochi passi dal confine con l’Italia, troviamo Emil Tavcar, produce questa fantastica Malvasia che proviene da vigneti che hanno un’età media di 70 anni. Dopo la diraspatura le uve sono fermentate con lieviti indigeni, macerano qualche giorno e vengono affinate a lungo in botti usate, che essendo appunto non di primo utilizzo, non vanno a coprire il caratteristico sentore dell’uva. Sapido, teso, equilibrato con una lunghissima persistenza.

 

Skerk Malvasia 2017: Siamo nel Carso Triestino, a Prepotto, vicino di casa del primo produttore citato, dove la terra è pietrosa e battuta dal vento.  Massimo rispetto del territorio, della vite e della materia prima, per esaltare le caratteristiche dell’uva e del territorio. La fermentazione avviene in tini aperti di legno, con uso di soli lieviti indigeni, e una macerazione sulle bucce di una decina di giorni. Dopo la svinatura, la Malvasia di Skerk matura sulle fecce fini, sempre in tini di legno, per almeno un anno prima di essere imbottigliata. Il risultato finale è una Malvasia dai profumi varietali ricchi e intensi.

L’evento ha coinvolto 25 trattorie, bar e ristoranti del centro di Muggia, che hanno proposto dei menù diffusi in abbinamento alla Malvasia. Alcuni di essi hanno aderito anche all’iniziativa del “Diritto di tappo” ovvero la pratica di portare al ristorante una bottiglia di vino acquistata altrove, pagando al ristoratore una somma corrispondente al servizio, alla stappatura, al lavaggio di bicchieri e decanter. Questa è stata accolta con molto entusiasmo da parte dei partecipanti al mercato della Malvasia, che dopo la mostra hanno potuto trovare ristoro nei locali convenzionati.

E’ stato un bellissimo incontro tra turisti e residenti con vignaioli e ristoratori, attendiamo la prossima edizione, prima edizione bagnata e fortunata!