di Emanuela Pagani
Luisa Silvestrini ci accoglie a Milano presso l’Enoteca Ombre Rosse in una uggiosa giornata che viene però subito ravvivata da un sorriso contagioso. Iniziamo con un bel bicchiere del suo Tredici M 2014 (da uve Moscato Bianco). In origine pensato come passito, durante la vendemmia 2013 non è stata possibile la surmaturazione delle uve e perciò Luisa ha scelto la vinificazione tradizionale. E’ un vino piacevole dal profumo ampio con note di salvia e mirto ed una gradevole aromaticità, sapido e minerale.

Parliamo poi della sua precedente vita: Luisa è un architetto piemontese, trapiantata per molti anni a Pavia e adottata per amore dalla Toscana. Ci sono donne del vino che portano avanti una tradizione di famiglia ed altre che la tradizione la creano, la iniziano e la portano avanti con caparbietà e coraggio.

I vini di Luisa raccontano molto di lei, di questa sua volontà e di questo amore per la terra che l’ha accolta, dalla quale ha ricevuto e alla quale sta dando molto. La sua sensibilità tutta femminile, unita ad un approccio maschile nel lavorare la terra, danno i propri frutti in un territorio baciato dal vento di mare che incontra il sole su una collina dentro la quale è interrata parzialmente la cantina. L’ orgoglio e la grande voglia di fare di Luisa si sentono, sono tangibili durante la nostra conversazione. Lei si fa schiva quando parla del suo progetto, si fa da parte come persona, come volesse far parlare il suo vino, la sua creatura invece del suo creatore.

Nata nel 2006, Colline di Sopra, la realtà di Luisa, si estende su 5 ettari esposti a Nord-Est e Nord-Ovest per un’altitudine tra i 120 ed i 200 metri circa su terreni che non erano mai  stati adibiti a vigneto prima del suo intervento, a Montescudaio (Pisa). La scelta della conduzione in regime biologico, spiega, è avvenuta naturalmente ed è imprescindibilmente legata alla stessa vocazione del terroir e alla voglia di lasciarlo esprimere liberamente. Le stesse etichette rivelano i colori della cantina.

Parliamo di vitigni quali Sangiovese , Merlot, Cabernet Franc, Syrah, Petit Verdot e Moscato Bianco allevati a cordone speronato. Mi sento già lì, mi immagino il lavoro in vigna, la cantina progettata da Luisa armonicamente inserita nel paesaggio dove l’ uso delle pompe è ridotto al minimo indispensabile, la cura e l’attenzione giornaliera, la sensibilità nel seguire le evoluzioni di una materia viva e stupefacente qual è il vino.

Proseguiamo il nostro cammino enologico attraverso Eola 2014 (Sangiovese, in maggior percentuale, con Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah) che si svela con il suo rosso rubino in abbinamento sorprendente con un piatto marinato di pesce.

Poi ecco il Larà 2013 (Merlot e Syrah), rosso rubino intenso, più complesso, di buona persistenza e struttura, che può accompagnare egregiamente un bel piatto di carne.

Il cru rosso Ramanto (Cabernet Franc e Petit Verdot), il primo ad essere prodotto insieme ad Eola, è un vino decisamente più persistente e viene affinato in barrique per un anno a cui seguono 6 mesi in bottiglia; è deciso ed intenso con note fini ed eleganti che vanno da una bella spezia dolce ad una menta piacevolissima.

Finiamo in bellezza con Lùis, il Moscato bianco passito che si chiama cosi quale affettuoso  omaggio alla “piemontesità” di Luisa.

Si lascia scoprire poco a poco e sorprende in bocca con note fresche ma intense quasi da distillato, affatto stucchevoli e imprevedibili. Esco con in bocca il piacere della scoperta ed in testa la voglia di approfondire al più presto in cantina la conoscenza di questo bellissimo progetto.. arrivederci Luisa!

Colline di Sopra, via delle Colline 17, Montescudaio (PI) – Tel. 0586 650377

www.collinedisopra.com

(credits foto titolo: www.consorziovinomonstecudaiodoc.it)