(U.G.) Lo hanno ripetuto in tanti fra i presenti: questa quattordicesima edizione di Sicilia en primeur è stata la migliore. Forse la più completa, quella che ha confermato la piena maturità, il Top del Top  per il settore del vino siciliano. Certo, si può sempre migliorare. I margini ci sono (molti) in particolare in aree dell’isola ancora (a torto) meno note. Peccato per gli assenti: produttori e operatori. Beati quei cento giornalisti che hanno potuto godere (è il caso di sottolinearlo) di tanto ben di Dio. E beati anche gli appassionati che sabato sera, per la prima volta, hanno potuto degustare le stesse bottiglie in anteprima.

Io ho una tesi, la ribadisco da anni e mi piace ripeterla: il gioco di squadra attuato dai produttori siciliani non ha eguali in altre regioni del nostro Paese. E non lo scrivo perché sono di parte, ma semplicemente perché è la pura realtà. E’ un dato di fatto, molto concreto. I vignaioli dell’isola remano tutti verso la stessa direzione, sono solidali fra loro e non esitano ad aiutarsi.

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Ditemi un po’: dove la trovate un altro territorio del vino italiano in cui, in cinque giorni, un’associazione privata di produttori (che – badate bene – non gode dei contributi della Regione, ma si autofinanzia e riceve l’apporto prezioso di alcuni sponsor) fa conoscere i suoi vini di punta, trasportando i giornalisti di settore direttamente nei luoghi di produzione? Assovini Sicilia, presieduta dal brillante Francesco Ferreri, lo fa ed è unica nel suo genere: l’organizzazione puntuale e perfetta, va attribuita alle 77 aziende che aderiscono a questa associazione. In 49 hanno partecipato all’edizione di Sicilia en primeur svoltasi nel meraviglioso contesto naturale di Radicepura, a Giarre (Catania). Non solo enotour guidati nei territori per noi giornalisti, anche molto altro: la visita al tempio di Segesta, il minitour nel tour nell’isola di Pantelleria (una full immersion indimenticabile, in una terra dalla natura dura ed estrema, di cui parlerò in un reportage apposito), lo spirito di accoglienza di ogni singola azienda che mette davvero tutto a disposizione dei visitatori; la prelibatezza e l’abbondanza della proposta gastronomica che spazia dallo street food ai piatti di alcuni chef stellati fino al cibo tipico dei ristoranti locali, così ricco di colori, aromi e sapori forti. Dove lo trovate un altro distretto del vino con siffatta abbondanza a disposizione dei propri ospiti? E sottolineo “abbondanza”: le portate in Sicilia sono sempre numerose, ripetute: ce n’è per tutti e l’offerta non si limita mai a proposte standard di affettati e formaggi del luogo. E soprattutto i colleghi stranieri apprezzano e ne sono ben felici.428-20170429_102755

Il claim di questa edizione è stato “Sicilia, paesaggio senza tempo”. Il significato lo si trova ancora oggi in determinate zone dell’isola, dalla natura incontaminata, che sembrano rimaste intatte nei secoli, nelle quali le tipicità  di luoghi, persone, elementi costituiscono un’autentica “oasi da proteggere” in una civiltà sempre più frenetica e web oriented.

Ma ora parliamo dei vini siciliani. Ho diviso le degustazioni in due puntate: prima i bianchi, poi i rossi. C’era molta attesa soprattutto per le proposte dei vini dai due vitigni autoctoni principali, il Nero d’Avola e il Grillo, che dalla vendemmia 2017 potranno essere indicati in etichetta, solo come DOC Sicilia (e ovviamente anche nelle altre DOC che li prevedono in purezza) e solo se imbottigliati in purezza. Non più DOC invece se Nero d’Avola e Grillo saranno in blend con altre uve: in tal caso l’etichetta sarà IGT Terre Siciliane. Di questa decisione va dato merito al Consorzio di tutela DOC Sicilia, di cui è presidente Antonio Rallo. Una scelta adottata per tutelare al meglio i vitigni autoctoni di punta e per assicurare la tracciabilità del prodotto da parte dei consumatori.391-20170428_131138

Beh, com’è andata? Ci si aspettava molto (anche troppo) dal Grillo annata 2016 e dopo averne assaggiato 16 in purezza, rimane un pizzico di delusione. Forse perché i vini sono ancora troppo giovani forse perché il Grillo sembra esprimersi meglio dopo un po’ di tempo (quanto però?) o forse perché le facce di questo vino, nelle diverse aree dell’isola sono varie è non ben definite. E vi faccio grazia della storia del genotipo 1 e del genotipo 2 in base alla quale alcuni produttori hanno giustificato due o tre Grillo assai somiglianti ad un vino tipico del Nord-Est. Mi è molto piaciuta invece l’interpretazione del Metodo Classico da Grillo in purezza presentata da Francesco Spadafora: dimostra le enormi potenzialità di evoluzione di questo vitigno (che nasce geneticamente da un incrocio tra Zibibbo e Catarratto) e spiana la strada a scelte innovative tutte da esplorare (una via peraltro già brillantemente praticata da De Bartoli con i Grappoli del Grillo). E allora? Amici produttori, continuate così!408-20170428_154250

In realtà non sono mancate le sorprese: in particolare, i Catarratto si sono dimostrati freschi, intensi e aromatici come non mai. Capitolo a parte per i vini etnei a base Carricante che non sembrano affatto vini siciliani, bensì di un altro pianeta: intensi, profondi, non scontati, molto complessi e ricchi di mineralità.
Dall’isola del tesoro (la Sicilia, of course) molto piacevoli sono risultati anche un Sauvignon, uno Chardonnay e alcuni Metodo Classico da bere e ri-bere. Per chiarire il concetto sulla qualità: i 15 vini di cui leggete più giù valgono almeno 90/100 e oltre. Gli altri, non indicati, sono in buona parte “solo quasi eccellenti”, ma comunque buonissimi. Applausi incondizionati a tutti i 49 produttori presenti a Sicilia en primeur (ma anche agli assenti per validi motivi) per la qualità media dei vini proposti, davvero molto alta!382-20170428_121933

15 vini bianchi Top da Sicilia en primeur

Barone Villagrande Etna Bianco Contrada Villagrande 2014
Carricante 90 %, Minnella Bianca, Catarratto e Visparola al 10%
La Visparola è un antichissima uva etnea che rischiava di scomparire. Fa parte dei vitigni reliquia siciliani coltivati in via sperimentale, tornati in produzione. Pesca bianca, ginestra, nota balsamica e pietra focaia sullo sfondo. Gusto intenso e deciso, ben concentrato. Un bianco etneo vivo e dinamico con la sua caratteristica vena sapida, molto fresco, fine e piacevole da bere. La quintessenza dell’Etna by Milo (versante Sud-Est)

Cusumano Alta Mora Etna Bianco 2015
Carricante 100%
Giallo paglierino con riflessi verdolini. Note più selvagge, di macchia mediterranea, sottobosco, acacia. Sorso progressivo, verticale, da cui emerge una bella concentrazione di frutto. Nel finale, ecco la nota di agrumi. Intenso e avvolgente, carezzevole al palato.

Palmento Costanzo – Bianco di Sei 2015
Carricante 70% Carricante 30%
Note di pepe bianco e spezie aromatiche a piccole tinte eleganti. Sembra più maturo dell’annata. Si beve con piacere: è molto sapido, batte un cuore minerale. Concede più finezza e meno alla concentrazione. Persistenza da urlo.

Baglio di Pianetto – Timeo 2016
Grillo
Da anni è una certezza fra i Grillo di Sicilia. Si distingue per gli aromi di pera, salvia, cedro, mandarino e liquirizia ben amalgamati in un tipico marker balsamico. Gusto intenso, fresco, sapido, persistente. Lungo, elegante e giovanile.

Feudo Montoni – Grillo della Timpa 2016
I profumi si aprono su note di lavanda e salvia. Ecco poi gli agrumi di Sicilia, il floreale e qualche nuance di frutta tropicale. Al sorso è nitido, morbido, sapido, piacevolissimo. Un Grillo in purezza strepitoso, lungo e territoriale. Fra i miei preferiti in assoluto, da anni.

Firriato – Favinia La Muciara  2014
Da uve Grillo, Zibibbo,  Catarratto coltivate nell’isola di Favignana.
Naso gessoso, calcareo, selvaggio, molto interessante e fuori dagli schemi. Sa quasi di lieviti e frutta gialla. Gusto intenso, progressivo, verticale, molto dinamico, sapido e gessoso. Gran bel vino diverso dagli altri.

Planeta – Terebinto 2016
Grillo in purezza per la prima volta in un vino Planeta. Sa di bosso, foglia di pomodoro, zafferano, erba tagliata, frutto della passione. Interpretazione a mio parere un po’ nordica. Però molto gradevole. Il sorso è intenso, forte, avvolgente, sapido e progressivo. Quasi opulento, molto lungo.

Alessandro di Camporeale – Kaid 2015 Sauvignon
Note caratteristiche del Sauvignon. Alla neozelandese (ma questo è siculo 100%!). Kiwi, foglia di pomodoro, vegetale, bosso, tante cose. Gusto intenso, avvolgente, sapido, molto dinamico, piace e non stanca. Vera sorpresa.

Feudo Disisa – Lu Bancu 2016
Catarratto. E’ speziato a più non posso, poi profuma di fiori campo, zagara, agrumi, pompelmo, cedro. In bocca è ben delineato, fine, persistente, senza una smodata sapidità. Equilibrato e varietale.

Feudo Montoni – Catarratto del Masso 2016
Profumi ariosi di pera e gelsomino. Ha una marcia in più al gusto dove emerge il frutto, molto piacevole e intenso. Fresco, sapido, morbido, persistente. Nel finale sa di mandarino e cedro. Della serie: non immaginate quanto possa essere buono un Catarratto.

Valle dell’Acate – Bidis Chardonnay 2014
Fermentazione in barriques nuove ed affinamento per 12 mesi, in bottiglia per 4-6 mesi. E si sente! Note di frutta secca, crema pasticcera, finocchio selvatico e rosmarino. E’ un vino in parte evoluto ma con belle note di freschezza di frutto. Si conferma al gusto intenso, sapido, morbido ma non troppo. Avvolgente.

Tenuta Gorghi Tondi – Grillodoro  2012 Grillo passito
Giallo dorato con riflessi ambrati. E’ un vino raro in Sicilia, ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmaturate in pianta, caratterizzate dalla muffa nobile. Un botritizzato nel Mazarese! Al naso albicocca, miele, tinte iodate e smaltate, fiori di zagara. Marino e terreno al tempo stesso. In bocca è molto suadente, non stucchevole, con piacevoli ritorni di frutta tropicale. Equilibrato. 

Firriato – Gaudensius 2014
Dalle uve Nerello Mascalese della Tenuta Cavanera sull’Etna, a 650 metri sul livello del mare ecco uno splendido esempio di Metodo Classico alla siciliana. Affinamento con i lieviti per 32 mesi. Naso minerale e floreale, poi frutta bianca fresca. E’ vivace. Iodato, con pennellate di frutta tropicale e pietra focaia. Al palato è rotondo, circolare, molto persistente. Un Blanc de Noirs che conferma ancora una volta (di più) tutta la sua piacevolezza e la piena corrispondenza al territorio da cui proviene.413-20170428_170607

Principi di Spadafora – Enrica Spadafora 2011
Grillo 100% Metodo Classico
Vale la pena ricordare i dati sulla vinificazione di questo eccellente spumante. Alla fermentazione a temperatura controllata in vasca di acciaio, fa seguito, dopo 12 mesi, il tiraggio con l’inizio di una lenta fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale.
Le bottiglie restano in catasta per 30 mesi ( in totale dalla vendemmia 42 mesi) garantendo così il bouquet tipico dovuto al contatto ed all’autolisi dei lieviti.
Dopo la sboccatura, il metodo classico, compie un ulteriore affinamento in cantina di qualche mese. In realtà la permanenza sui lieviti complessiva, prima della sboccatura (maggio 2016) ammonta a ben 52 mesi.
E’ stato, per me, la più bella sorpresa delle degustazioni. Una bollicina che esalta davvero le potenzialità del Grillo: è lievitoso, sa di crosta di pane, agrumi, liquirizia, lime, papaya, cioccolato bianco, pietra focaia, e tanto altro che spunta ad ogni annusata e a ad ogni sorso. E’ pieno, appagante, intenso, gustoso. Un vero caleidoscopio di emozioni sensoriali. Complimenti  a Francesco che ha dedicato questo spumante alla figlia Enrica.

Cusumano – Brut 700SLM 2013
Pinot Nero 55% Chardonnay 45% Metodo Classico
Dai vigneti di tenuta Ficuzza, a Piana degli Albanesi, a 700 metri sul livello del mare. Pressatura di uve intere e utilizzo solo del primo mosto fiore per evitare tannini e conservare l’acidità, decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura. Dopo circa 5 mesi sulle fecce fini, filtrazione e tiraggio, rifermentazione in bottiglia a 13°C. Le bottiglie riposano in cantina per 36 mesi dopo i quali avviene la sboccatura. Molto profumato, avvolgente, ricco di note minerali e balsamiche, con note di agrumi, cedro e liquirizia. Lieviti inebrianti. Al sorso fluisce coerente, sapido, leggero e gradevole. Tonico e intenso!

Link:
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