Si è concluso il press tour al femminile, per promuovere il vino e il territorio, organizzato dal Consorzio Doc Sicilia. Vi hanno partecipato cinque giornaliste statunitensi della stampa specializzata e lifestyle d’Oltreoceano, le quali hanno visitato undici cantine che producono vini a marchio Sicilia Doc ed alcuni luoghi tra i più suggestivi della Sicilia Orientale. Tra le importanti testate americane coinvolte Eater ed Elle Decor. Le giornaliste sono state guidate in un viaggio molto colorato e ricco di sensazioni, tra vino, vigneti, storie e il fascino avvolgente della Sicilia. Tra i siti scelti per la loro bellezza ed il loro valore culturale: il centro storico di Caltagirone, Ragusa Ibla, Noto, Modica e Taormina.

Avevamo pubblicato la notizia del tour un mese fa. Oggi Wining vi fa sapere com’è andata, pubblicando – in esclusiva – l’intervista ad una delle partecipanti al tour: Leslie Sbrocco, giornalista di chiare origini italiane, ma made in Usa al 100%. Ecco cosa ha portato in patria, nella “valigia dei ricordi”, dalla bella terra di Sicilia.  

leslie-sbrocco-head

Qual è la percezione della Sicilia negli Stati Uniti? E’ percepita come una terra ancora sconosciuta, affascinante, una regione con alcuni problemi, ricca di storia…o altro?
Anche se la Sicilia è ancora relativamente da scoprire per gli americani, la maggior parte di coloro che hanno sentito parlare o stato in Sicilia hanno opinioni molto positive. Non c’è più l’immagine dell’isola come un hotspot mafioso. Ora la Sicilia è solo una terra calda da visitare.

Se questa è la tua prima visita in Sicilia, quali sono gli usi, i costumi, i modi di fare le cose che ti hanno incuriosito di più e perché. Ci sono stereotipi che avevi prima e che – dopo la visita – sono svaniti?
E’ stato il mio primo viaggio in Sicilia e sono rimasta molto colpita. Le diversità dei cibi, dei vini e i tanti paesaggi molto differenti – dalle spiagge alle montagne – è stata sorprendente: più di quanto mi aspettassi. E’ una terra aspra e allo stesso tempo lontana, ma con una sensazione di stile davvero internazionale. Mi sono ritrovata a dire “il paese della Sicilia”, anche se so che fa parte dell’Italia. La Sicilia invece è proprio così: unica. E la gente? Simpatica è dir poco. Pensa che io ho i capelli biondi e gli occhi azzurri e mi hanno chiesto se ero siciliana!

Che cos’è il vino oggi negli Stati Uniti? Come e quando si beve, cosa rappresenta? Quali tipologie di vino si preferisce bere? Quali sono le fasce d’età dei wine lovers.
Gli Stati Uniti sono il paese più grande consumatore al mondo di vino. Siamo una nazione in cui aumenta soprattutto il numero dei bevitori fra i più giovani. Sono loro, in particolare, insieme ai Millennials e alle donne, i consumatori che guidano la crescita delle vendite. Le varietà preferite sono Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Merlot, ma negli ultimi tempi tre categorie sono in netta crescita: gli spumanti, i rosati secchi e i vini di varietà alternative, non ancora conosciute, cioè le cosiddette novità o quelli che chiamiamo i “vini avventurosi” o “estremi”. Le vendite intorno ai 20 dollari e al di sotto di questa categoria rappresentano ancora un punto debole per i vini prodotti in Sicilia. Che però sono in buona posizione per crescere ancora.

Come hai trovato i vini siciliani che hai assaggiato finora? Erano esattamente come te li aspettavi oppure hai trovato delle sorprese?
Prima di questo viaggio avevo assaggiato una discreta quantità di vini siciliani. La maggior parte erano Nero d’Avola o Etna Rosso. Ho anche scoperto un delizioso vino rosa frizzante dell’Etna. Di solito mi immaginavo dalla Sicilia vini rossi poco costosi ma di qualità. Invece la vera scoperta, in questo tour, sono stati dei bianchi sorprendenti: i Grillo, i Catarratto e gli Insolia. Secondo me c’è un bel futuro negli Stati Uniti per questi ottimi e croccanti vini di carattere.

Secondo te, i vini e gli abitanti della Sicilia sono simili, hanno lo stesso carattere? Cioé: il vino è l’espressione di chi lo fa o della sua terra?
Vi è certamente una corrispondenza fra località di produzione e vino prodotto nei vini siciliani. Il Grillo mi porta a pensare al sole, alla spiaggia ai frutti di mare, mentre il rinfrescante Frappato è la perfetta espressione della particolarità del vino siciliano. Pensare solo a questa mi fa venire la nostalgia della Sicilia pensando al mio viaggio di ritorno. Entrambi i vini – Grillo e Frappato – sono pronti a fare bene sui mercati americani e in particolari nei ristoranti perché li ritengo dei vini da abbinare perfettamente ai pasti.

Come hai trovato il territorio della Sicilia? Cosa ti ha affascinato di più?
C’erano molte zone affascinanti, ma per me la più interessante è stata la Valle dei Templi. Avevo già qualche idea circa la ricca cultura greca e la storia della Sicilia. Sapevo che era stata terra di conquista di molti popoli, dai Mori ai Normanni, ma i resti della civiltà greca sono stati un punto forte del nostro tour.

Come dovrebbe essere il vino siciliano dei prossimi anni?
Secondo me, più Frappato, più Grillo, più bollicine. :-)

Quali consigli daresti ai produttori della Sicilia che hai incontrato per comunicare meglio la loro azienda, i prodotti, il territorio in cui si trovano.
Dovrebbero comunicare di più e meglio la loro storia e far capire che le tante varietà autoctone sono diverse dagli altri vini presenti sul mercato. Spiegare meglio le varietà di stile: per esempio le diverse versioni dei Nero d’Avola, da quelli solari ai più freddi e selvaggi. Tutti i vini devono essere legati al territorio da cui hanno origine e la Sicilia ha una tale diversità in tal senso da far discutere tutto il mercato mondiale.

Quali sono le differenze fondamentali tra le aziende siciliane e quelle degli Stati Uniti (California in particolare)?
C’è una sensazione simile di fruttato spinto e di succosità, ma la differenza la fanno le varietà autoctone come il Grillo e il Nero d’Avola, vini siciliani che hanno dinamicità, eleganza unica ed esprimono meglio il legame con la loro terra.

Se chiudi gli occhi davanti al calice di un buon vino siciliano, cosa ti viene in mente?
La felicità!

Le Aziende coinvolte nel tour sono state: Tasca D’Almerita, Feudo Montoni, Masseria del Feudo, Baglio del Cristo di Campobello, CVA Canicatti, Feudo Principi di Butera, Maggio Vini, Tenuta del Gigliotto, Valle dell’Acate, Gulfi Wines, Cottanera Winery.

Le cinque giornaliste che hanno partecipato al tour eno culturale della Sicilia Orientale sono: Leslie Sbrocco (Media Personality & Wine Expert), Carolyn O’Neil (Award-Winning Food and Travel Journalist), Ziggy Eschliman (Wine & Spirits Journalist), Jessica Cumberbatch Anderson (Lifestyle Writer, Director), Kat Odell (Drinks Editor).

credits foto: www.lesliesbrocco.com

www.consorziodocsicilia.it