di Umberto Gambino
Maria Caterina ha una dote innata per il canto: voce intensa e melodiosa, ha già registrato un Cd di musica leggera e sta lavorando ad un altro di imminente uscita. Il suo cuore batte essenzialmente per le sette note. Ma non è la sua sola passione. C’è anche, forte, l’amore per la sua terra, per il vino, per la natura che respira a pieni polmoni dai suoi vigneti e dagli oliveti che circondano la villa padronale aziendale e le tenute di famiglia nei dintorni di Montepulciano.

E’ vero: da una parte in Caterina (preferisco chiamarla così, è più semplice) affiora la solida preparazione musicale, e poi gli studi  all’Accademia dei Filodrammatici di Milano seguiti da quelli più impegnativi in canto lirico e dalle recite al teatro greco di Siracusa. Dall’altra parte, l’impegno e la dedizione alle vigne e alla sua terra, per la quale prosegue l’opera del padre Glauco, 85 anni e grandissima vitalità e lucidità, sempre pronto a dare consigli, a Caterina. E’ bello vedere lui, calice in mano, chiedere a lei se ha fatto assaggiare la precisa annata di quel vino agli ospiti che invadono allegramente la cantina. E con lui c’è anche la moglie, Annamaria, che lo accompagna amorevolmente, prendendolo sotto braccio.

Ma come nasce l’attività vitivinicola della famiglia Dei? Piccolo salto nel passato. Nel 1964, Alibrando Dei, il nonno di Caterina, imprenditore del travertino a Rapolano (Siena), decide di acquistare un vigneto nella zona di Bossona a Montepulciano. Negli anni Settanta la famiglia acquisisce la proprietà di Martiena (inclusi alcuni ettari di vigneto con annessa una villa padronale), situata ai piedi di Montepulciano. Nei primi anni, le uve vengono vendute. L’anno della svolta è il 1985: un raccolto eccezionale grazie a un’ottima annata convince la famiglia a vinificare per la prima volta le uve in proprio: è targata perciò 1985 la prima bottiglia di Vino Nobile di Montepulciano Dei.

Quattro anni dopo, Glauco Dei (papà di Caterina) inizia a costruire la “sua” cantina funzionale,  da lui stesso progettata insieme all’architetto Alessandro Bagnoli. Realizzata in travertino, vetro e legno, si integra alla perfezione con l’ambiente circostante: quando si arriva davanti al caseggiato che ospita gli uffici, la cantina è di fatto invisibile ad un primo sguardo. La si scopre solo dopo, seminascosta da un muretto bianco.
Ed eccola!

014-20161021_180521Immaginate un po’! Si scende in cantina percorrendo una rampa a forma di chiocciola. E non è un caso: la chiocciola è un richiamo alle conchiglie fossili del terreno di Bossona che conferisce al vino Nobile da cui origina sapori complessi ed eleganti. Spettacolare la visita in cantina, strutturata su colonne di travertino, che richiama gli antichi templi greci e si apre all’esterno su un ampio anfiteatro.

Ma c’è un anno di svolta anche per Caterina: è il 1991. Lascia gli studi teatrali per dedicarsi alle vigne e alla sua terra. Rimane comunque vivo l’amore per la musica e l’arte in generale. Vino, musica e arte (fra i vigneti e nei terreni spuntano originali opere di scultura moderna) rappresentano un connubio perfetto, la fusione delle idee e dei sogni della famiglia Dei portate avanti con convinzione e lungimiranza da Caterina, oggi amministratore unico della cantina.

Qual è il tuo obiettivo?

“La sostenibilità in vigna e in cantina. Cerchiamo di arrivare alla vendemmia con una condizione di assoluta sanità delle uve, evitando di utilizzare tanti prodotti chimici. Così come ideato e voluto da mio padre, anche in cantina sfruttiamo l’energia geotermica per il controllo delle temperature sia nel parco botti che nella zona di affinamento delle bottiglie. In futuro saremo al 100% sostenibili”.

I quattro vigneti
Su e giù per i vigneti, a guidare il gruppo di giornalisti è il giovanissimo (solo 31 anni) agronomo ed enologo Jacopo Felici che lavora in azienda da cinque anni, ogni giorno fra vigne e botti. Giovane ma già tanto bravo e con le idee molto chiare sul da farsi. Consulente è l’enologo Paolo Caciorgna.
“La 2016 – dice Jacopo – è stata un’annata difficile e lenta. Abbiamo concluso la vendemmia alla metà esatta di ottobre”.

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L’altitudine media dei vigneti è di circa 300 metri sul livello del mare. Quattro le particelle produttive con caratteristiche differenti: Martiena, Bossona, La Ciarliana e La Piaggia. Le zone di Martiena e La Piaggia sono composte prevalentemente da arenaria di fresco e medio impasto, i vigneti di Bossona, dai quali viene prodotto il cru, sono caratterizzati da uno strato superficiale di tufo e da un sottosuolo di scheletro e fossili; i vigneti de La Ciarliana infine sono ricchi di argilla e calcare.
“Obiettivo – spiega Jacopo – è trattare ogni singolo vigneto in maniera diversa. Ci sono delle microzone anch’esse diverse all’interno dello stesso vigneto. In vinificazione tengo separati i vini provenienti dai diversi vigneti, fino alla fase di assemblaggio: arrivano separati. Il taglio per il Nobile lo facciamo solo alla fine”.

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Il Prugnolo Gentile (così è chiamato il Sangiovese a Montepulciano) richiede anche che sia gentile chi deve avere a che fare con questo vitigno. Insomma, bisogna trattarlo con le buone maniere. Non è un caso, visto il nome che porta!

I vini degustati 

Rosso di Montepulciano 2015
Sangiovese al 90% più due piccole quote di Canaiolo Nero e Merlot (5% ciascuna).
E’ vero! Sa proprio di prugna (vedi Prugnolo), poi di tinte lievi floreali seguite da  una punta di pepe. E’ un bel rosso molto fresco e di facile bevibilità (non che sia un vino facile!), che si distende sapido e morbido con tannini gentili e lieve muscolarità.  fa un brevissimo passaggio in legno e tre mesi di affinamento in bottiglia.

Vino Nobile di Montepulciano 2013
Sangiovese al 90%, Canaiolo Nero 10%.
Le uve di questo vino provengono dalle vigne di Ciarliana. La vinificazione prevede 24 mesi di affinamento in botti di rovere di Slavonia da 33 ettolitri e poi 6 mesi di bottiglia.
Al naso gioca su note speziate di pepe e balsamico a piccole tinte, poi un arioso floreale di violetta, la ciliegia ancora fresca. L’annata 2013 non è stata facilissima. In bocca si mostra molto fine, piacevole, dai tannini setosi e con un coerente finale di ciliegia. Prevalgono eleganza ed equilibrio. E’ il vino di Cantine Dei che apprezzo di più. Lo avevo già intercettato lo scorso febbraio, alla cieca, all’Anteprima del Nobile. Dopo otto mesi ho avuto la conferma. E che conferma!

Bossona Riserva 2010
Uve Sangiovese in purezza.
Esordisce nel calice su sentori vanigliati, non è immediato. Poi si apre con i suoi profumi di prugna, fungo, terra, pepe, piccante e minerale. Si avverte benissimo la struttura del vino.
Al gusto mostra irruenza, forza, calore, intensità, ma anche morbidezza, su un grande ventaglio minerale. Un vino, per me, più muscolare rispetto al Nobile. Ha 15% alcol. E’ questo il vino bandiera della cantina, da uve dell’omonimo vigneto Bossona. Un Sangiovese secondo la sua massima espressione. Annata 2010 perfetta, vino da grande invecchiamento. Matura 3 anni in tonneaux da 10 e 7,5 ettolitri, poi un altro anno di affinamento in bottiglia. Può invecchiare anche 20 anni ed oltre.

Focus. Molto apprezzabile la scelta di far maturare il vino destinato al Nobile di Montepulciano esclusivamente in botti grandi. Le barrique francesi in cantina sono destinate all’invecchiamento del Sancta Catharina Rosso Igt (Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot tutti al 30% e Petit Verdot 10%) che non ho assaggiato in questa occasione.

Vin Santo di Montepulciano 2009 – 15,5 % alcol
Malvasia 50%, Trebbiano 30% Grechetto 20%.
Invecchiato in caratelli e piccole botti di rovere per non meno di tre anni. Non poteva mancare, in una cantina di Montepulciano, un bel Vin Santo. Che si presenta bene, garbato e vivace con la sua nota iodata, di fichi secchi, di noce tostata e caramello, miele millefiori e forse un pizzico di muffa nobile. Sorso dolce ma non troppo e buon equilibrio. Un vino easy, non lungo, che sta sulle sue.

Un paio di vecchie annate
… che Caterina e Jacopo ci hanno invitato ad assaggiare. Ehm… Non ce lo siamo fatti ripetere due volte!

Bossona Riserva 1999
L’evoluzione e le potenzialità del Bossona sono evidenti in questo calice che proviene da uve vendemmiate 17 anni fa. E’ longevo e tuttora molto fresco. Al naso tabacco, cuoio, pepe, ginepro, rosmarino. Bocca per niente muscolare, molto fresca, nonostante gli anni, non corposa, anzi fine e piacevole, per un sorso caldo e vibrante.

Vino Nobile di Montepulciano 2005
Freschezza intatta anche nell’edizione old del Vino Nobile che diffonde fiori e frutta rossa (prugna) e frutti di bosco più scuri, cioccolato scuro finissimo. Il sorso è ampio, fine, intenso, vivace, con tannini che solleticano appena il palato.

I vini in degustazione sono stati accompagnati dai piatti preparati dallo chef stellato romano Giuseppe Di Iorio su indicazione della sommelier Livia Belardinelli. Nella foto gallery potete ammirare la guancia di manzo su purea di cavolo viola e chips di riso al curry, gustata in abbinamento al Rosso di Montepulciano 2015.

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Ad allietare la cena degli ospiti, fra lieti calici e pietanze gourmet  – neanche a dirlo – la musica e le canzoni cantate da Caterina (fra le altre: New York New York. Imagine, Ancora ancora ancora). La sottolineatura che vino e musica sono, per lei, in stretta simbiosi. E che l’uno non potrà mai fare a meno dell’altra. La vita di Caterina è racchiusa davvero (si capisce) in questa facile equazione.

Cantine Dei
Via Martiena 35 – 53045 Montepulciano (SI) – Tel. 0578 716878
Azienda estesa per 120 ettari di cui 55 vitati.
Numero di bottiglie prodotte: circa 200.000

www.cantinedei.it