di Manuela Zanni 
Per gli enoappassionati “puristi” quello dei vini provenienti da vitigni a bacca bianca invecchiati in barrique è un “sorso” spesso difficile da mandar giù.
Le dimensioni ridotte delle botti , infatti, e il, conseguente, più stretto contatto del vino con il legno causano, di solito (ma non sempre), la perdita di freschezza, sapidità e mineralità, caratteristiche che ci si aspetta di riscontrare in un calice  di vino bianco.
Ciò che non tutti sanno, però,  è che, a fronte di una inferiore freschezza e mineralità, il legno regala al vino altre caratteristiche apprezzate dagli estimatori.
Innanzitutto sarà possibile riscontrare aromi particolari: ad esempio caramellati, tostati di caffè, orzo, cacao e frutta secca  e speziati come la vaniglia e la fava tonka, solo per citarne alcuni. La barrique renderà, inoltre, il vino bianco più corposo, resistente all’invecchiamento, donandogli un carattere distintivo e una personalità inconfondibili.
La sosta del vino nelle barrique gli permette, infatti, di avere un gusto specifico e riconoscibile poiché l’ossigeno che penetra dai pori del legno svolge un processo di ossidazione che ne aumenta l’intensità cromatica in maniera più visibile rispetto agli altri metodi di invecchiamento. Al contempo, il legno cede dei composti aromatici che rendono il prezioso nettare di Bacco ancora più pregiato.
Ovviamente, non tutti i vitigni sono adatti alla maturazione in barrique. Tra i vini bianchi, quelli ottenuti dallo Chardonnay, vitigno a bacca bianca di origine francese che sembra avere trovato in Sicilia un’accogliente dimora in cui potersi esprimere in maniera più che soddisfacente, sembrano prestarsi meglio che altri al contatto con il legno.
Così come è vero che non tutti i vitigni si prestano al dare il meglio di sé con l’invecchiamento,  lo è altrettanto che non  tutte le aziende sono abbastanza “temerarie” da sperimentare gli effetti che questo antico metodo di conservazione del vino sortisce sui vitigni a bacca bianca che, nell’immaginario collettivo, fanno pensare, nella maggior parte dei casi, ad un’idea di vino bianco, fresco , sapido,  immediato e, per dirla con semplicità: “beverino”.
Noi abbiamo selezionato delle etichette siciliane, alcune delle quali appartengono alle aziende più significative che, storicamente, hanno creduto e investito in questa particolare categoria di vini dando luogo a risultati esemplari e degni di nota. Altre, invece, sono di aziende che, di recente, hanno deciso di scommettere su questa tipologia di “bianchi di nicchia” e che, a giudicare dai nostri assaggi, hanno ottenuto risultati davvero apprezzabili.

Rapitalà – Gran Cru Chardonnay 2010
(Assaggiato in occasione della masterclass al Camporeale Day sui vini nel tempo di cui abbiamo parlato qui).
Colore giallo oro intenso. Al naso sprigiona intense note di burro, caramello e miele di acacia. In bocca è cremoso e avvolgente e permea il palato con un sorso armonioso e ben strutturato. E’ elegante ed aggraziato nonostante la sua “mole mastodontica” ed ancora perfettamente “arzillo” nonostante l’età.  Lo si potrebbe stare ad “ascoltare” per ore.

 

Planeta – Chardonnay 2016  
Colore giallo oro con riflessi brillanti. Al naso esprime un caleidoscopio di aromi fruttati di pesca, mela e pera, speziati di vaniglia e tostati di nocciola e caramello.
In bocca è opulento dal sorso morbido e cremoso. L’equilibrio regalato dalla giusta acidità e freschezza lo accompagna rendendo il finale impeccabile e persistente.

 

Tasca d’Almerita – Vigna San Francesco Chardonnay 2016
Giallo dorato intenso con riflessi verdognoli.   All’olfatto apre un complesso ventaglio aromatico che entra con  notte di frutta esotica  e di  agrumi  ben accompagnate da sentori di spezie dolci come vaniglia, cannella e fava tonka. Al palato è molto ricco ed intenso, caratterizzato da un sorso vivace e persistente grazie alla buona acidità.

Donnafugata – Chiarandà Chardonnay 2016
Colore giallo paglierino. Propone un bouquet complesso ed elegante che spazia da note fruttate di ananas e mango, a sentori erbacei fino al profumo di frutta secca tostata. Il sorso è ampio e ben strutturato, sostenuto da una giusta sapidità e mineralità che ne allunga la persistenza e ne fa intravedere un grande longevità.

Pietracava – Idria Chardonnay 2016
Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso esprime con eleganti note di frutta a pasta gialla come pesca tabacchiera e tropicale come mango, ananas e papaya impreziosite da sentori speziati di vaniglia e fava tonka, fino ad aromi più complessi di legno, nocciole, mandorle tostate e caramello. In bocca regala un sorso ricco ed avvolgente con un finale morbido ed equilibrato ed una buona scia sapida che ne allunga il ricordo al palato, dove resterà più a lungo che nel bicchiere.

 

Di Legàmi – Berlinghieri Chardonnay 2017
Giallo paglierino carico. Naso intenso ed elegante con note fruttate di ananas e pesca gialla aromatiche di erbe mediterranee che ben si fondono ingentilite da sbuffi di spezie dolci.  In bocca il sorso è ricco e pieno dotato di una notevole acidità e freschezza che ne allungano il ricordo al palato.

 

Principi di Spadafora – Schietto  Chardonnay 2014 

Giallo oro brillante. Al naso profumi intensi e complessi di crosta di pane, fiori di zagara e frutta a polpa bianca matura. In bocca note agrumate di cedro e pompelmo rosa, e speziate di vaniglia, zenzero e cardamomo. Chiude con un finale lungo, ricco e sapido.

Monte Olimpo – Chardonnay Luxus One 2013
Giallo dorato con riflessi brillanti. All’olfatto sprigiona un intenso ventaglio aromatico che spazia dai sentori varietali di crosta di pane alle note fruttate di mela cotogna fino a quelle di fiori d’acacia. In bocca il sorso è morbido e avvolgente con finale armonico e note mielate e spezie dolci in chiusura.