di Michela Pierallini

Gli amici_di_Diego_in_vendemmia_1Quel giorno sono tornata a casa perplessa. Nella scuola elementare che frequentavo, si era sparsa la notizia che un nostro compaesano, sposato e con tre figlie, avesse adottato una bambina con seri problemi fisici e non autosufficiente, per darsi notorietà, per vincere alle elezioni comunali o qualcosa di simile. Quando ci penso, mi commuovo, ancora oggi. Durante il pranzo in famiglia, dove la televisione non era accesa e potevamo conversare, ricordo di aver chiesto al mio babbo cosa ne pensasse. Lui rispose così: “Non sappiamo cosa l’abbia spinto a fare quest’adozione, ma a noi non deve interessare. Di fatto, una bambina che prima era in orfanatrofio, ora ha una famiglia, tre sorelle che la riempiono d’amore e due genitori che spendono tutte le loro energie per curarla e farla stare bene. Questo è importante”. Si, sono convinta anch’io che sia così. Per questo non sono disposta ad accogliere la malizia di chi spreca commenti su eventi e manifestazioni che riguardano i disabili, soprattutto bambini. Non importa se un’azienda guadagna un po’ di momentanea notorietà oppure acquista un nuovo cliente. La cosa fondamentale è che sia stato fatto qualcosa di buono e chi ha fiato per parlare a vanvera, farebbe bene a usarlo per costruire qualcosa di utile.
Fatta questa premessa, oggi ho una gran voglia di raccontare la mia giornata in compagnia degli Amici di Diego.

Tutto ha inizio con la telefonata di un amico, Marcello Francescon, titolare insieme alla moglie Cristina Collodi dello studio grafico Francescon & Collodi a Conegliano: “Ciao, sei libera domenica? Ti va di venire a una festa in cantina insieme a noi?”.

Ed eccomi a San Pietro di Feletto, nell’azienda Le Manzane, in mezzo ai filari di prosecco, sotto il sole cocente. Lo so, siamo nel 2012 e già da un po’ il vitigno si chiama glera, ma io sono una noiosa tradizionalista e continuo a chiamarlo così come me l’hanno presentato. Chiedo venia.
Una gustosa immagine mi accoglie, appena entro in cantina. Sono i meravigliosi formaggi della Latteria Perenzin, enormi caciottone di capra, c’è scritto proprio così, in fieno, al pepe, all’olio e in foglia di noce. Formaggio di capra al Traminer e formaggio di vacca al vino rosso. Mi butterei volentieri all’assaggio ma sembra che il bon ton non contempli il parlare a bocca piena perciò passo oltre e vado dritta in cantina. Marcello mi presenta Silvana Balbinot, una bellissima donna, energica e solare. Sta parlando con una persona che le fa dei complimenti e rubo una sua frase che condivido: “La bellezza si trasmette in tante cose”. E’ la moglie di Ernesto Balbinot, titolare dell’azienda che ci ospita, al quale rivolgo alcune domande.
Che cosa si festeggia oggi?
“E’ la festa della vendemmia dell’associazione Amici di Diego. Diego è un ragazzo disabile che oggi ha 21 anni. Lo conosco da molto tempo perché andava a scuola insieme a mio figlio. Intorno a Diego si sono uniti ragazzi con gli stessi problemi ed io ho sempre voluto fare qualcosa per tutti loro. Mi piaceva poterli coinvolgere anche in campagna e finalmente quest’anno sono organizzato e ho una struttura che può ospitarli. I volontari spingono le carrozzelle, li portano su e giù per i filari e colgono l’uva. E’ glera atta a Docg che sarà vinificata a parte e spumantizzata in autoclave. Saranno prodotte circa 10.000 bottiglie da 0,75 e 2000 Magnum di extra dry e i ragazzi, quelli che possono, parteciperanno anche all’imbottigliamento. Marcello Francescon sarà l’ideatore di un’etichetta che abbia come immagine l’Associazione Amici di Diego. Oggi le bottiglie possono essere prenotate. A dicembre, nell’Auditorium Dina Orsi di Conegliano, presenteremo il nostro lavoro insieme agli amici di Diego e abbiamo idea di fare anche un calendario. Durante il Vinitaly faremo la presentazione delle bottiglie finite e di tutto il nostro lavoro. Spero di riuscire a dare un bel contributo all’associazione, con la vendita del vino. Oggi è veramente un giorno di festa per noi, i ragazzi sono felici e nella condivisione non può esserci che gioia”.
Quindi vi sentite coinvolti in prima persona, l’idea è di dare un contributo anche in seguito o soltanto oggi?
“Per me – spiega Ernesto Balbinot – questa è la prima esperienza, dove sono coinvolto attivamente in prima persona. Sono molto soddisfatto e ringrazio Dio che ci ha regalato una giornata di sole altrimenti, sarebbe stato tutto molto complicato. Spero che sia soltanto l’inizio di una bella avventura, vedo che i ragazzi sono contenti e che la gente partecipa alla festa con entusiasmo. Gli ospiti possono lasciare un’offerta o prenotare le bottiglie, partecipare anche loro attivamente”.
Ernesto Balbinot ha gli occhi di un bambino che ha appena scartato un regalo gradito e l’emozione è palpabile e contagiosa. Attraverso la cantina, mi fermo a guardare i volontari addetti alla cucina mentre cuociono un’indecifrabile quantità di wurstel, polletti e patate fritte, e arrivo nei vigneti dove trovo un caro amico, Adam Selvini, che fa parte del gruppo Amici di Diego.
Adam mi racconti gli scopi dell’Associazione?
“Con piacere. Con Diego ci sono tredici ragazzi con le relative famiglie. Gli associati volontari attivi, cioè quelli che lavorano sempre per dare un aiuto sono circa sessanta e gli iscritti un centinaio. Partecipiamo con i ragazzi alle maratone e la corsa porta un chiaro messaggio, uniti possiamo fare cose che sembrano impossibili anche alle persone fisicamente a posto. Si cerca di lavorare per avere un’entrata economica e poter sostenere servizi e spostamenti, talvolta anche per aiutare direttamente le famiglie che da sole non potrebbero gestire la situazione. Sta arrivando Giuseppe Penso, parla con lui che è il fondatore dell’associazione”.
Ed ecco Giuseppe: “La prima maratona l’ho fatta con Diego nel 2004, l’anno successivo ha partecipato anche Davide. Ogni anno si aggiungeva qualche ragazzo finché nel 2007 siamo andati a correre alla maratona di New York. Una volta tornati abbiamo pensato di ufficializzare il gruppo come associazione onlus”.
Che messaggio volete che passi attraverso tutto quello che fate?
“Le cose sono più semplici di quello che pensiamo. Ognuno mette qualcosa di piccolo per costruire qualcosa di grande. Far vivere lo sport a chi non può farlo, come questi ragazzi, è un’esperienza unica e il nostro motto è “corriamo per un sorriso”.
Adam interviene nel discorso: “Se ci pensi, questa è la vera essenza dello sport, il gioco di squadra senza competizione ma solo per divertimento”.
Giuseppe: “Dice bene Adam, noi vinciamo sempre, anche se arriviamo ultimi. I nostri ragazzi hanno già vinto partecipando”.
L’ora di pranzo si avvicina e siamo interrotti per fare la foto di gruppo.
Giuseppe introduce i saluti e poi il microfono passa di mano in mano: ”Siamo abituati a correre in giro per il mondo e oggi abbiamo voluto far vivere a questi ragazzi la vita di campagna, la nostra realtà, che è anche la loro, visto che in questa zona ci abitano. Voglio ringraziare il sindaco di San Pietro di Feletto, Loris Dalto come amministrazione e tutta la famiglia Balbinot che ci ospita”.
Ernesto Balbinot: “Sono due anni che parliamo di quest’idea e finalmente siamo riusciti a realizzarla. Ci sarà una vendita, da questa vendemmia, mi raccomando di partecipare con lo stesso entusiasmo che vedo oggi. Finalmente siamo usciti dalla monotonia con un’idea meravigliosa per questi ragazzi, diversa dal solito”.
Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso, si rivolge direttamente ai giovani: “Ho vendemmiato insieme con voi e devo dirvi che siete davvero bravi, sono molto onorato”. I ragazzi si godono questo momento con un sorriso che arriva alle orecchie e io, come sempre, lascio scendere una lacrimuccia. “Siete una squadra di amici, partecipate alle maratone ma fate anche altre belle cose. Sono molto vicino alla vostra associazione e per me essere qui oggi è un grande piacere”.
Floriano Zambon, sindaco di Conegliano: “Dopo le belle frasi del presidente Muraro, che sottoscrivo, dico giusto due parole per questa splendida associazione cresciuta intorno a Diego. Sentimenti davvero sentiti. Ringrazio Ernesto e Silvana Balbinot. Qui si dimostra che la cantina è un luogo di accoglienza e non una fabbrica di vino. Le porte sono aperte a clienti e consumatori e da oggi anche agli amici di Diego. Questo vi fa onore e vi auguro buona fortuna”.
Una vivace musica country fa da cornice a quest’allegra giornata e gli ospiti iniziano a sedersi a tavola. Pranzare in mezzo alle botti, anche se d’acciaio, ha sempre il suo fascino.  Mi allontano per vedere il ciclo dell’uva e seguo il mosto fino alla cantina più bella, quella scavata nella collina. Sale l’eccitazione quando arrivano al naso profumi di uva appena spremuta. La cantina, inteso come ambiente di vinificazione, ha un potere afrodisiaco su di me, da sempre. E’ buffo, mi sa che sia la prima volta che visito una cantina senza bere neanche un bicchiere di vino. Non ci ho pensato, semplicemente. Sono stata rapita dall’essenza della festa, dai ragazzi che ridevano, dalla generosità di Ernesto e Silvana, da tutto il gruppo dei volontari che non si sono fermati un attimo e hanno reso possibile questa vendemmia così speciale. Scrivo e continuo a commuovermi. Mi salta in mente una poesia di Trilussa  “C’è un’ape che si posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va. Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa”.
Per prenotare qualche bottiglia di questa speciale edizione “Gli amici di Diego” o per informazioni sulla serata di presentazione all’Auditorium Dina Orsi, basta contattare l’azienda Le Manzane direttamente sul sito internet www.lemanzane.it

Links:
www.lemanzane.it
www.francesconcollodi.com
www.perenzin.com 

 

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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