di Patrizia Pittia
Carissimi lettori, oggi voglio parlarvi de Le Favole, un’azienda vinicola ancora giovane che in pochi anni ha bruciato le tappe, riscuotendo buonissimi risultati, grazie alla perseveranza, alla serietà e alla passione dei suoi titolari. Con gli amici enoici siamo andati a Caneva, nella pedemontana di Pordenone, in prossimità dei Boschi del Cansiglio, un anfiteatro naturale a 200 metri sul livello del mare. Alla guida dell’azienda i fratelli Evio e Angelo Cadorin imprenditori industriali. Con noi, oggi, Evio che ci accoglie assieme alla moglie Laura.  E’ una domenica di metà giugno, stranamente fredda e nuvolosa, ma il sorriso e la disponibilità di Evio e Laura  riscaldano presto i nostri cuori.

La storia: tutto comincia da Carlino
Evio racconta: “Mio nonno era un agricoltore e, come molti a quei tempi, possedeva  un po’ di vigna e le vacche nella stalla. Suo figlio, cioè mio padre, fu costretto ad abbandonare la vita nei campi e si mise ad aggiustare televisori nella vicina Sacile. Nei fine settimana tutta la famiglia ritornava in campagna e io e mio fratello – allora bambini –  gli davamo una mano: un lavoro faticoso che ha lasciato in noi, indelebile, la grande passione per la terra”.
“Nel frattempo però – continua Evio – io e mio fratello abbiamo continuato a dedicarci al mondo dell’elettronica, con idee innovative, facendo crescere l’azienda. Ma nel nostro cuore il ricordo della terra era sempre presente: così, nel  2005, abbiamo investito nel nostro primo terreno agricolo: ci siamo innamorati di appezzamento a Carlino, vicino la laguna di Marano, 37 ettari: 13 a vigneto e 24 a seminativo. Una zona vocata alla viticoltura, fin dal tempo dei Romani, che rientra nella Doc Friuli Annia. Il vecchio proprietario  la gestiva dagli anni ‘50 . Noi abbiamo recuperato vecchie marze di uve Merlot, Friulano e Malvasia, mettendo a dimora nuovi impianti. Il terreno ha grandissime potenzialità qualitative ed è composto da un 90% di argilla e un 10% di sabbia: la terra fertile, unita alla brezza del vicino mare Adriatico, ci permette di ottenere vini di buona struttura, bella sapidità e profumi eleganti”.

Evio, perché questo nome “Le Favole”?
“Le Favole” è il nome del luogo e deriva da confabulare, quando si riuniva il Consiglio dei Romani.  Quindi abbiamo voluto chiamare l’azienda come il toponimo della zona. La nostra prima vendemmia è del 2007. I boschi di Carlino che circondano la tenuta creano una sinergia perfetta.  Abbiamo scelto per le piante l’allevamento a Guyot. Poi, fanno il resto la cura maniacale in vigna, l’inerbimento e uso di prodotti naturali: densità d’impianto a 4600 ceppi per ettaro e vendemmia rigorosamente manuale. Con l’aiuto di consulenti e vari corsi ho potuto approfondire la mia conoscenza nel settore enologico con l’obiettivo di produrre vini di qualità”.

La Cantina di Caneva
“In un primo momento volevamo costruire la cantina a Carlino, ma avendo la residenza a Sacile, per la logistica non andava bene. Nel 2006  questo luogo incantevole ci fece innamorare: 23 ettari  di cui 7 a vigneto, una parte a oliveto, altro a seminativo e 8 ettari di bosco. E’ questo per noi un posto strategico – continua Evio Cadorin – : qui il terreno  è composto da terra rossa e roccia carsica, con escursioni termiche perfette per ricavare spumanti di qualità”. “E’ bastato un anno per costruire la cantina, in parte scavata nella roccia, rispettando ambiente e natura. Sopra è stata ricavata un’immensa sala degustazioni e per organizzare eventi”.
Non possiamo che confermare le parole di Evio. Il panorama è stupendo, la cantina è circondata dalle vigne: nella parte alta i vigneti del Prosecco, in quella più bassa Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. Una scelta mirata, quella dei fratelli Cadorin, un’ulteriore sfida per creare uno spumante Metodo Classico che poi andremo a degustare. In cantina tanta tecnologia all’avanguardia: vinificatori e grandi cisterne in acciaio inox termoregolate; nella stanza accanto le bottiglie del metodo classico adagiate in spaziosi contenitori, in attesa di essere inserite nelle pupitre, prima della sboccatura. Non mancano i tonneaux di rovere da 500 litri per l’affinamento dei vini Riserva. Dopo la vendemmia, le uve sanissime e mature arrivano in cantina tramite caduta per dislivello naturale. L’azienda Le Favole produce 60 mila bottiglie, con l’intento di raddoppiarne il numero nei prossimi anni.

Il tasting
Dopo aver ascoltato con attenzione la storia del nostro amico produttore, è arrivato finalmente il momento della degustazione. Evio versa i vini mentre la moglie Laura serve a tutti noi, per gli abbinamenti, piatti con un assortimento di salumi e formaggi tipici della zona di Pordenone. Ecco le note di degustazione dei vini.

Giallo di Roccia 2011 Brut (vigneti Castello a Caneva)
65%  Chardonnay, 25% Pinot Bianco, 10% Pinot Nero.
E’ questo il metodo classico fortemente voluto da Angelo ed Evio: 18 mesi sui lieviti. Giallo paglierino brillante. Sa di crosta di pan, poi si evolve in note fruttate dolci e noccioline. Al sorso freschezza e lunga persistenza gusto olfattiva. Un vino complesso che degustiamo con un crostino di pane con ricotta fresca cremosa della storica latteria Fiaschetti di Caneva, condita con olio della zona,pepe e timo fresco. Piacevolissimo abbinamento.

Giallo di Roccia 2011 Brut
In anteprima degustiamo sempre il metodo classico 2011, rimasto sui lieviti 36 mesi, sboccato lo scorso aprile e non ancora in vendita. Qui, oltre alla crosta di pane, si apprezzano sentori di frutta esotica matura. Al gusto è molto fresco con quella piacevole mineralità, trasmessa dal terreno carsico. E’ uno spumante in fase di evoluzione con grandi prospettive.

Friulano 2014 – Vigneti Bosco Bando (a Carlino)
Un altro obiettivo importante per Evio è il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni.  Quella  2014 – come tutti sappiamo – è stata un’annata molto difficile in Friuli, caratterizzata da un mese di giugno piovoso e temperature basse. Queste condizioni hanno favorito l’insorgere di alcune malattie della vite. Evio spiega che, “nonostante un grande lavoro in vigna, accompagnato da una  selezione rigorosa delle uve, il Friulano 2014 non è riuscito ad avere la struttura degli  anni precedenti”. Dopo la vendemmia, 18 ore di macerazione a freddo, vinificazione con lieviti selezionati, sei mesi in acciaio e frequenti batonnage.
Lo assaggiamo. Al naso fiori di campo e frutta gialla; al sorso una freschezza e sapidità, difetta un po’ la struttura. Lieve retrogusto di mandorla amara. Ma, nonostante l’annata, lo promuoviamo e attendiamo ancora un po’ di affinamento in bottiglia. Con il formaggio Montasio fresco l’abbinamento ci piace. Starebbe bene anche con un risotto di zucchine, erbe e gamberi.

Malvasia 2013 – Vigneti Bosco Bando (a Carlino)
“Un vino che ci sta dando grandi soddisfazioni”,  dice orgoglioso Evio. “Il recupero di vecchie marze e il microclima di Carlino conferiscono alle uve caratteristiche uniche”. Sono stati usati lieviti indigeni, poi 18 ore di macerazione a freddo e il 10% del vino da affinamento in tonneau da 500 litri. Si presenta con un bel giallo dorato, sentori floreali e fruttati di albicocca e pesca gialla. In bocca fresco, grande sapidità e mineralità, importante persistenza gusto-olfattiva. Lo degustiamo con il “Radic di Mont”, radicchio selvatico che si raccoglie nelle zone montane (Presidio Slow Food), e poi con miele e ortica e formaggio stagionato 24 mesi: un abbinamento sorprendente.

Traminer Aromatico 2013 – Vigneti Bosco Bando (a Carlino)
Questo Traminer è vino di grandi potenzialità: dopo 18 ore di macerazione a freddo, si affina sei mesi in acciaio. Giallo dorato splendido, la rosa in primis ti inebria le narici, poi erbe aromatiche e leggere note vanigliate. Sapidità, struttura, lunghissima persistenza gusto-olfattiva. Lo beviamo abbinato alla Pitina di Montereale, salume a base di cinghiale affumicato.

Cabernet Franc 2013 – Vigneti Bosco Bando (a Carlino)
Il Cabernet Franc a Carlino prende delle note salmastre veramente piacevoli.  Solo acciaio per questo rosso rubino con sentori erbacei dolci e di frutta rossa. In bocca tannini ancora verdi e buona spalla minerale. La Pitina di cervo affumicata è in armonia.

“Storiis” – Refosco del Peduncolo Rosso 2011 – Vigneti Bosco Bando (a Carlino)
Annata calda per questo Refosco Riserva e rese molto basse. Vinificazione in acciaio e affinamento per 12 mesi in tonneau di rovere francese di diversi passaggi. Rosso rubino intenso, sentori di frutta rossa, mora e lampone, note balsamiche, spezie dolci, liquirizia, note lievi tostate. In bocca ritornano le note fruttate, fresco ed equilibrato. Lo abbiniamo con la pitina al camoscio, ma la selvaggina al forno è la sua morte.

“Magia” Verduzzo Passito 2012 – Vigneto di Caneva
E per ultimo ecco un’autentica chicca: un Verduzzo passito prodotto in sole 1000 bottiglie, frutto dei vigneti del comune di Sacile, al confine con Caneva. Le uve vengono raccolte in stato di  surmaturazione, nel mese di ottobre; poi fanno un ulteriore appassimento di due mesi in cassette. Fermentazione e affinamento in acciaio. Giallo dorato con sfumature aranciate. Al naso, dattero, albicocca disidratata e una piacevole nota di Botrytis Cinerea (muffa mobile); in bocca è molto morbido, supportato da una buona acidità. Ritornano nel finale di gusto le note nobili. Un vino splendido, superlativo: ne siamo rimasti davvero tutti innamorati. Lo degustiamo con il Montasio stagionato con miele e ortica. Diversi i possibili abbinamenti: formaggi erborinati, pasticceria secca o da pura meditazione.
Cari lettori, sono trascorse cinque ore veloci e filate, quasi senza accorgercene: la passione con cui Evio ci ha raccontato la sua “Favola”, e la dolce presenza di Laura, hanno reso questa visita indimenticabile.

info@lefavole.com
www.lefavole-wines.com

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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