di Michela Pierallini

Il giorno del mio compleanno è sempre stato magico. Le feste che mamma ha organizzato per me durante il periodo della scuola elementare, e anche oltre, sono indimenticabili. Torte e crostate dolci e leccornie foto di_gruppo_con_Michela_Pierallinisalate uscivano dalla cucina e riempivano il tavolo del soggiorno fino a coprirlo interamente. Gli amici di scuola erano tutti invitati e finché c’era il sole, stavamo fuori, in aperta campagna, a giocare e correre come dei matti, tanto che in ogni foto del compleanno io sono tutta spettinata e con le guance belle rosse. Al calar della sera si rientrava affamati e si faceva onore alla sostanziosa merenda poi, a pancia piena, si giocava fino all’ora di cena. Era un evento così speciale che iniziavo a fremere il primo giorno del mese in attesa di godermelo.
E’ questa l’aria di festa che sto respirando nei vigneti dell’azienda Le Carline a Pramaggiore (Venezia) dove un gruppo di uomini e donne molto particolari, sta vendemmiando il cabernet. Sono i ragazzi del Centro Socio Educativo della Cooperativa Alba che stanno godendo la loro giornata speciale, proprio come quella del mio compleanno. Ridono, parlano, manifestano la loro gioia e mi contagiano. Li chiamiamo diversamente abili ma a me non piace. Hanno abilità di gran lunga maggiori di tanti che sono definiti normali. Riescono a vivere il loro presente meglio di qualunque altro e non si creano aspettative, non fanno elucubrazioni, semplicemente tagliano l’uva se c’è da tagliarla, ridono se sono contenti e mangiano se hanno fame.

C’è molto da imparare da un cuore puro come il loro. Noi, che siamo normali, corriamo, ci affanniamo, a volte non abbiamo tempo per ascoltare i nostri figli, tanto poi ci sarà uno psicanalista che li aiuterà. Loro invece hanno un calendario speciale, il tempo per loro si è fermato prima quindi, al posto dei loro 40 anni, è come se ne avessero 6, ogni giorno, ogni mese, ogni anno. Tornano dai campi con le scarpe sporche di fango e i volti luminosi. Mi fermo in mezzo a loro per intervistarli e mi accerchiano, soddisfatti. I più timidi si posizionano alle mie spalle. Lucia si merita una menzione speciale in questo reportage perché mi ha fatto dei sorrisi grandi come un arcobaleno ed io mi sono commossa. Poi mi ha detto che sono simpatica e buona, e allora mi ha proprio conquistata!
Ragazzi, siete contenti di questa giornata? Chi vuole raccontarmi qualcosa?
Lucia: “Io sono contenta, ho colto l’uva e poi voglio bere il vino. Metà vino e metà acqua, altrimenti fa male. E sempre a stomaco pieno”.
Ditemi, come sarà questo vino?
Varie voci dal gruppo: “Profumato, buono, nero, l’uva l’abbiamo tagliata noi e poi disegniamo l’etichetta”.
La gioia prorompente e pulita di questi ragazzi mi emoziona, vorrei abbracciarli tutti insieme. Sono fantastici. Fabio e Monica sono intimiditi e silenziosi ma sussurrano di essere contenti. Lucia metterà il suo estro creativo insieme alle idee di tutti per disegnare l’etichetta che verrà usata per questa linea di cabernet. Chiedo all’educatrice del Centro di parlarmi del gruppo.
Antonella: “Questi ragazzi hanno una buona autonomia, vogliono vivere il territorio e noi al Centro cerchiamo di fare questo. Li portiamo al cinema, a teatro, al mercato, andiamo anche a mangiare la pizza tutti insieme. In questo modo riescono a sentirsi parte di una comunità e integrati nella società. L’idea della vendemmia li ha entusiasmati. Da quando hanno saputo di questo progetto non si tenevano più dalla gioia, sarebbero venuti qui anche una settimana prima, a cogliere l’uva.  Per loro è la prima esperienza in campagna. Oggi inizia un percorso in cantina, poi ci sarà l’imbottigliamento, al quale parteciperanno e altre fasi che li vedrà coinvolti. L’azienda Le Carline ci ha permesso di far vivere a questi ragazzi la bellezza della natura”.
Raggiungo Daniele Piccinin, titolare de Le Carline, nella cantina dove sta facendo fare ai ragazzi un rimontaggio. Gioia e tripudio, finalmente dopo tanto bianco vedo un vino rosso! Oggi c’è un vendemmiatore d’onore, insieme ai ragazzi. E’ l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato e io approfitto subito per fare una micro intervista. Se devo essere sincera sono più chiacchiere amichevoli, perché il dottor Manzato è una persona molto alla mano e di piacevole compagnia.
Posso avere la sua opinione su questa giornata?
Franco Manzato: “Mi fa piacere essere qui e mi complimento con Daniele Piccinin. In Veneto c’è sempre stato un forte senso della famiglia, di appartenenza al territorio, di condivisione. C’è l’idea di considerare non solo la propria produzione ma anche il sistema sociale e quindi, in parallelo, dare un aiuto a chi ne ha bisogno. Il momento della vendemmia è un valore aggiunto importante. Quando vendi il territorio lo vendi con tutte le sue particolarità e fra queste c’è anche il coinvolgimento delle persone meno fortunate. Io lavoro molto con il sociale e sono convinto che ci debba essere una condivisione. Ci sono persone, come Daniele, che sentono di dover contribuire al loro territorio e questo è importante. Ci sono altre aziende nei dintorni, disponibili all’accoglienza di persone meno fortunate, come quella di Giorgio Cecchetto a Tezze di Piave”.
E quest’anno anche l’azienda Le Manzane, che ha vendemmiato con Gli amici di Diego, ha aperto le porte alla solidarietà (vedi qui).
A fine vendemmia, mi trattengo con i padroni di casa, Daniele e sua moglie Diana, perché mi offrono un calice di vino e io non so dire di no. Ho voglia di conoscere le loro sensazioni, cosa hanno provato ad avere ospiti così particolari nel vigneto.
Diana Piccinin: “E’ stato molto toccante, i ragazzi erano coinvolti, soddisfatti e contenti. E’ una cosa spontanea, per questo è bello. Una ragazza ha preso le forbici e ha iniziato a tagliare l’uva di buona lena, ha superato gli altri e non voleva smettere, avrebbe continuato a tagliare fino alla fine dell’uva. Le mamme si sono tutte commosse a vedere i loro figli così felici, e anche noi”.
Elena, collaboratrice di Daniele: “Fare il lavoro manuale e sporcarsi anche le mani, secondo me li ha resi liberi ed è per questo che si sono sentiti molto partecipi, e poi sono stati anche protagonisti delle foto, si sono divertiti”.
Non so se sia una casualità ma Daniele apre una bottiglia di vino che si chiama Amicitia. Che sorpresa! Un bianco del 2008 che non mostra assolutamente la sua età. Bellissimo il colore giallo oro, un fruttato esotico avvolgente che mi conquista subito e poi si apre con profumi di frutta matura, di vaniglia, di voglia di finire la bottiglia! Insieme a Paolo Chinellato, delegato AIS per la provincia di Venezia, ci perdiamo in abbinamenti, virtuali, con crostacei, catalana e formaggi stagionati. Non troppo stagionati, precisa Daniele.
Mi guardo intorno, nella sala degustazione, e vedo un numero indefinibile di bottiglie, una diversa dall’altra. Daniele è molto attento alla qualità della sua produzione, già nel 1988 coltivava i vigneti secondo le tecniche della lotta guidata finché, nel 1993, ha avviato la conversione all’Agricoltura biologica. Se volessi scrivere di biologico (e l’idea mi salta sempre più spesso in testa) sicuramente inizierei da qui. Le Carline non aprono le porte di una cantina, ma di un mondo fatto di amore, dedizione e, soprattutto, ricerca continua. Daniele collabora con le università, con i centri di ricerca e sperimentazione, e non solo. Ogni volta che l’ho incontrato al Vinitaly aveva un progetto interessante per le mani. Certo che non mi smentisco mai, stiamo parlando di progetti meravigliosi e io sono qui che sogno pane e salame. Ho fame, sarà meglio che vada a mangiare. Al prossimo reportage.

Links:
http://www.lecarline.com/
http://www.cooperativasocialealba.it/

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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