di Michela Pierallini

bardo-7Buongiorno mondo! Dopo una sana dormita e una buonissima colazione nell’Hotel Caesius Thermae spa Resort di Bardolino, mi sento veramente pronta per assaggiare tutti i Chiaretto presentati nei locali della Dogana Veneta a Lazise, e per parlare con i produttori, ovviamente. So già che alla fine della giornata sarò ubriaca più per le chiacchiere che per il vino ma a me piace così, sono lì per godere di ottimi prodotti ma anche di buona compagnia. E’ impossibile degustare tutti i vini presenti alle manifestazioni perciò un criterio di scelta devo averlo. Accettare il suggerimento di qualche amico che ha bevuto i vini prima di me, è un’idea ma il più delle volte mi affido a un “non so che” d’istintivo e intuitivo, qualcosa che mi porta a seguire un’etichetta piuttosto che un’altra o un produttore, o produttrice, che mi attrae per la profondità dello sguardo e che sicuramente avrà molto da dirmi. La prima azienda che trovo in sala è La Cavalchina.
Dove? Quando? Ah sì, ora ricordo! Profumi di campagna e fresche risate insieme ad amici al ristorante. Quella volta abbiamo bevuto il Bianco di Custoza Doc Amedeo ed è piaciuto a tutti. Oggi sono curiosa di sentire il loro Chiaretto. Al naso è fresco, il floreale è pulito e delicato, in bocca è sapido e coerente, di buon auspicio per l’imminente primavera. Non c’è bisogno di camminare per arrivare al banco di Renato Corradini, titolare di una piccola realtà dove si occupa di tutto, dal vigneto alla vinificazione. Si nota un colore intenso spiegato dalla maggior concentrazione in vigna dovuta alla grandine che ha decimato i grappoli. I profumi sono coccolosi, si sente un fruttato piacevole, piccoli fruttini rossi e soprattutto fragoline di bosco non proprio nascoste. In bocca è fresco, sapido e ha una vivace acidità.

Mi fermo al banco di Corte Gioliare e bevo il Chiaretto fermo. Al naso sento una macedonia di frutta fresca, in bocca trovo che ci sia coerenza e in più qualcosa di particolare. Mi piace. Luca Montresor è l’artefice di questo prodotto. “E’ in bottiglia da venti giorni” mi spiega “ed io ritengo che servano almeno tre mesi perché questo vino possa esprimersi al meglio” A mio parere, comunque, si capisce fin da subito che è un vino sincero, fresco e piacevole. L’azienda è a gestione familiare e con Luca ci sono il padre e le due giovani sorelle Sonia e Mara. “A noi piace stare con le persone, raccontare la nostra storia, per questo abbiamo qualche progetto che speriamo nel tempo di realizzare” continua Luca “ una sala degustazione, il bed&breakfast e magari un agriturismo. Ci piacerebbe creare una bella cornice intorno al nostro vino”. Mi confida inoltre che il suo sogno è produrre una Corvina Veronese in bianco e fare il vino con metodo champenoise. Sono convinta che questo ragazzo ci potrà sorprendere. Assaggio al volo il Chiaretto di Zeni, sapendo che quest’azienda produce ottimi vini. E’ fresco e floreale, proprio come mi aspetto che sia.
La titolare dell’azienda Le Fraghe, Matilde Poggi, presenta un Chiaretto che trovo diverso dagli altri. Dopo una breve chiusura iniziale, si apre con profumi di fiori bianchi e piccoli frutti rossi, in bocca si manifesta con una struttura importante, benché sia leggero e fresco. Sembra quasi cosciente della sua unicità, è sapido e minerale con una  buona persistenza. E’ la prima volta che incontro il tappo stelvin, proposto anche sul Bardolino. “Il tappo a vite va benissimo, è anche meglio del sughero, ma solo se al momento dell’imbottigliamento il vino è già pronto da bere” mi spiega Matilde “In caso contrario il sughero è necessario perché il vino possa continuare la sua evoluzione in bottiglia” Il Bardolino non l’avevo messo in programma ma sono lieta di fare la comparazione delle due annate in degustazione. Il 2011 è discreto e sa il fatto suo, con eleganza. Il 2008 si manifesta nello stesso modo ma con maggior consapevolezza, è saggio ed equilibrato. Anche qui trovo somiglianza tra il vino e chi l’ha prodotto.
Il Chiaretto di Aldo Adami mi sorprende! Centra perfettamente il mio gusto. Al naso profumi delicati di fiori bianchi, boccioli di rosa e fragoline in sottofondo; in bocca sapido, fragrante, fresco equilibrato e armonioso. Ben fatto! La vendemmia è meccanica e si svolge nelle prime ore del mattino. Il breve tratto da percorrere fa sì che in pochissimo tempo l’uva appena colta sia già in cantina. Questo vino lo berrei volentieri con un bel branzino al sale, con un risotto agli asparagi, ma anche così, versato per gli amici mentre ce la raccontiamo. Sono contenta che Vinitaly sia alle porte: almeno andrò a degustare anche gli altri vini di quest’azienda.
(fine prima parte – segue) qui la seconda parte
links:
www.cavalchina.com
www.cortegioliare.it
www.fraghe.it
www.zeni.it
www.cantinaaldoadami.com


 

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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