di Umberto Gambino

IMG 0260E’ un giorno ventoso della scorsa primavera. Abbiamo appena terminato le riprese per un servizio sulle case prefabbricate del dopo terremoto nell’insediamento di “Coppito 3”, uno dei tanti fra quelli della cosiddetta “Nuova L’Aquila” (che poi ha ben poco da spartire con la “storica” L’Aquila). Tempo ce n’è: così, con la troupe, andiamo alla ricerca di un posto tipico per pranzare, prima di rientrare a Roma. Su per i tornanti, avvistiamo una freccia: “Enoteca Garibaldi”. “Ma non è il locale storico del centro distrutto dal terremoto?” chiedo agli altri. “In centro, appunto – risponde Marco, l’operatore che a L’Aquila c’è stato tante volte – ma non da queste parti”. La curiosità (e anche una discreta fame) ci convincono a seguire le altre indicazioni stradali e, ben presto, ci ritroviamo nel piazzale davanti ad un caseggiato stile agricolo, in aperta campagna. L’insegna non lascia dubbi: “Ristorante Garibaldi, Enoteca, Art Gallery, Bed & Breakfast”.
Ci siamo e decidiamo di entrare. Subito ci accoglie Davide che impiega davvero poco a farci sentire a nostro agio. La telecamera in mano all’operatore fa subito capire chi siamo e perché ci troviamo da quelle parti. Il locale è ampio, accogliente, modernamente arredato e, mentre ordiniamo (chi un primo di tagliatelle fatte in casa, chi della carne) restiamo ammirati (anzi stupiti) per le decine di dipinti esposti in tutte le pareti del locale e non solo.
Davide (Stratta è il cognome) non si fa pregare e soddisfa le nostre mille curiosità. Eh sì, non sono solo i giornalisti quelli che spiattellano domande su domande! “La Art Gallery – spiega – è un vero e proprio laboratorio d’arte, una scuola bottega di giovani pittori che sfoggiano tutta la loro creatività attraverso stili che vanno dal naif all’astrattismo. Sono quadri realizzati con colori ad olio su tela di lino e cotone”. Chiedo: ma questi quadri sono in vendita? “Certamente. E non sono neanche cari”. Un modo geniale per dare una “verniciata” di vera cultura ad un locale che non vuole essere solo uno dei tanti luoghi dove si mangia e beve.

L’enoteca “Garibaldi” è oggi un punto di aggregazione non formale per giovani e meno giovani, appassionati dei buoni vini abruzzesi (Montepulciano d’Abruzzo in primis, ma anche Trebbiano e Pecorino). La cucina si basa su antipasti con salumi e formaggi rigorosamente tipici; primi piatti con paste fatte in casa, impreziositi con gli aromi, i sapori e i colori dello zafferano e del tartufo dell’Aquila; arrosticini, carni alla griglia nazionali ed estere di particolare pregio. I dolci sono tutti preparati dalle sapienti mani di mamma Maria Grazia.
Certo, siamo a Coppito, a poca distanza dall’uscita autostradale L’Aquila Ovest, dal Polo Universitario, dalla Scuola della Guardia di Finanza, dalla nuova casa dello studente e dai quartieri del progetto ricostruzione C.A.S.E di Coppito 2 e Coppito 3. Una serie di sigle che simboleggiano altrettante cattedrali nel deserto (anzi, in aperta campagna). Non siamo più (e si vede!) nel cuore pulsante del centro storico de L’Aquila, nel quartiere di Santa Maria Paganica dove sorgevano l’Enoteca Garibaldi  e il “Punto G”. Ma i fratelli Davide e Daniele Stratta non si sono dati per vinti e hanno ricominciato qui, praticamente da zero.
Al di là dell’aspetto enogastronomico, la nostra attenzione si concentra ora sugli aspetti sociali dell’enoteca. “Bisogna distinguere – è l’analisi di Davide – su quello che era L’Aquila prima del sisma del 6 aprile 2009 e sulla situazione oggi. Il terremoto, oltre a distruggere quello che era il centro cittadino, ha portato molti problemi. I 20.000 studenti che risiedevano stabilmente a L’Aquila si sono come polverizzati. Ora ce ne sono circa 6.000 sparsi nei paesi che gravitano intorno alla città. C’è più pendolarismo. L’Aquila, che di suo era una città chiusa, grazie ai tanti studenti provenienti da tutta Italia, si era trasformata in una città aperta, pulsante, piena di vita, ricca di iniziative. Ora tutto questo è finito, travolto dal terremoto”.
“Il centro storico – continua Davide – è ancora in fase di puntellamento. I progetti di riparazione sono fermi in attesa di un ulteriore passaggio, previsto per legge, approvato appena una settimana fa dal Comune dell’Aquila e che richiederà comunque tempi lunghi e burocrazia farraginosa da affrontare”.
Una situazione difficile, costellata di ostacoli, in cui ricominciare, lavorare, andare avanti diventa di per sé un’impresa. Per tutti.
Oggi come fate? Chi frequenta il locale?
“Si punta molto sulle serate organizzate con degustazioni a tema, sulla presentazione di libri (Nuovo Circolo Letterario Aquilano), sulla gastronomia tipica. C’è poi il Bed & Breakfast che dispone di 10 posti letto”.
Immagino che il vostro più grande desiderio sia quello di riaprire i vostri due locali del centro storico….
“Ci speriamo fortemente. L’enoteca, prima del terremoto, si trovava a Palazzo Lelj, l’unico edificio all’interno del centro che ha avuto il via libera ai lavori, disponendo già di un contributo pubblico definitivo. I lavori sono iniziati il 21 ottobre 2011 e dureranno presumibilmente almeno 24 mesi. L’enoteca Garibaldi, nella sua storica collocazione, potrebbe riaprire i battenti a metà del 2014”.
Qui a Coppito, Davide e Daniele Stratta, 35 e 33 anni, si sono divisi equamente i compiti: il primo si occupa dell’amministrazione e degli acquisti, il secondo della gestione servizi e della cucina. Mamma Maria Grazia è ai fornelli.
Davide ci tiene farci vedere le immagini drammatiche riprese dalle telecamere interne del locale storico, al momento del terremoto del 6 aprile. Dire che sono impressionanti, anche per noi, è non rendere l’idea di ciò che si è visto. Quando usciamo dal locale per riprendere la strada di Roma, ho un solo pensiero: “Che coraggio e che forza di volontà Davide e Daniele!”.

Enoteca Garibaldi Art Gallery; Ristorante PUNTO G (anche B&B)
Località Coppito, Via Della Mainetta, 62/F – 67100 L’Aquila – Tel. 0862.420056
www.garibaldienoteca.it; info@garibaldienoteca.it 

Invalid Displayed Gallery

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

Post correlati