di Patrizia Pittia

Cari lettori, oggi vado a conoscere un vignaiolo che volevo intervistare da tempo. E’ Alfio Lovisa, un uomo sensibile verso la terra e la natura. Con l’amico e collega sommelier  Renzo Badalini l’appuntamento è nella patria delle barbatelle, la Vitis Rauscedo, nota cooperativa vivaistica fondata nel 1985 da Attanasio Lovisa,  il padre di Alfio . Dovete pensare, poi, che il nonno Paolo, tra la prima e la seconda guerra mondiale, è stato uno dei promotori del vivaismo.  Gli obiettivi di Vitis Rauscedo sono la sostenibilità ambientale della produzione vivaistica, la garanzia della massima qualità, l’investimento nella ricerca e nella sperimentazione. Al nostro arrivo in azienda ci accoglie Antonella, la sorella di Alfio che ci raggiunge poco dopo. Siamo  ospiti a pranzo, insieme ai collaboratori di La Ganga Wines, nella grande sala della nuova sede: un ambiente moderno ed efficiente.
La Ganga Wines: storia, filosofia e produzione

Alfio  mi racconta che la sua storia di vivaista si intreccia con quella di vignaiolo anche se sono ancora poche le sue vendemmie da “vero vignaiolo”.  “Ufficialmente La Ganga nasce nel 2009 – racconta Alfio Lovisa –. Il mondo del vino l’ho sempre visto come fornitore di piante per progetti interessanti. Il produttore che chiedeva le piante alla Vitis Rauscedo aveva qualcosa che mi coinvolgeva. Mi piace l’approccio biodinamico all’agricoltura in generale.  Ho avuto dei  problemi di salute per l’esposizione costante e continua a pesticidi e fertilizzanti chimici. Nel 1995, per un anno, sono scappato in Germania a fare gelati e di seguito  nel 1996 mi sono iscritto alla Scuola di Naturopatia Luigi Costacurta di Arco in Trentino”.
“Al secondo anno – continua Alfio –  l’illuminazione sulla Via di Damasco: un fitoterapeuta tedesco, vista la mia difficoltà a eseguire tecniche di massaggio, dovuta alla mia timidezza, mi consiglia di rientrare in azienda e fare alle piante quello che avrei dovuto fare agli esseri umani. Così è cominciato il mio cammino da viticoltore. Quindi la voglia di fare vini naturali mi ha portato ad iscrivermi al primo corso di biodinamica, a Codroipo, con Graziano Ganzit, uno dei primi biodinamici d’Europa: qui ho scoperto l’omeodinamica, cioè l’agricoltura che utilizza l’omeopatia”.

“Importante – spiega – è la fertilità del terreno. Ho sperimentato che i compost statici (scarti delle potature) portano un determinato risultato. I compost  arieggiati con macchinari – che arrivano da un’altra agricoltura, quella dell’approccio Americano, o tedesco oppure olandese al compost – hanno un’altra forza: apportano omogeneità nel substrato, con una velocità di ricostruzione dell’Humus che è fondamentale per abbattere i costi di gestione dell’azienda”.
“Il mio compost – continua Lovisa – è frutto di una ricetta particolare che si sposa perfettamente alle esigenze del mio terreno. Riesco a monitorare tutte le famiglie e le attività dei microorganismi che sono presenti nel mio vigneto. Ho scelto un determinato tipo di approccio sulle deiezioni animali e sui materiali iniziali: devono avere un bassissimo contenuto di rame per eliminare fermentazioni particolari al cumulo di compost.  In vigna uso anche degli olii essenziali che mi permettono  di ottenere un materiale legnoso  di scarti di potature e avere dei compost straordinari che uso a rotazione, molto utili a combattere malattie quali il mal dell’esca e flavescenza dorata”.

“Per un perfetto ecosistema  nel vigneto dimorano varie erbe officinali e aromatiche. E vicino al vigneto sono state create zone di rifugio per uccelli, lepri e per tutti gli animali di passaggio. Obiettivo del progetto: ricreare una vera e propria fattoria. La prima vendemmia, nel 2009, è stata vinificata nella cantina di Gaspare Buscemi, geniale enotecnico e professionista: un viticoltore artigiano di Cormons, sul Collio, da cui ho acquisito le conoscenze per realizzare la spumantizzazione”.

Alfio perché il nome La Ganga?

“La Ganga è una molteplice visione: è la volontà di trasformare un termine dispregiativo in senso positivo. Spiego meglio: La Ganga era utilizzato nei confronti delle iniziative di mio nonno e di altri audaci di uscire dai vivai cooperativi; noi abbiamo adottato questo soprannome non con il significato di separazione, ma di ricostruzione. Quindi la Ganga sono insetti, lombrichi, lepri, pernici, fagiani, ricci, serpenti, topi, gatti selvatici, musicisti, artisti, amici, persone come voi che vengono a trovare l’azienda, La Ganga è un’orchestra in tutte le direzioni, una fantastica gang”.

Avete capito cari lettori che personaggio sia Alfio:  un uomo che affascinante con il suo modo di raccontare.
E ora, fra una portata e l’altra, passo a raccontarvi i vini degustati.

Brum Brum – Brut Nature 2009

Spumante metodo classico solo in formato magnum. Una cuvèe 60% Pinot Nero, 20% Pinot Bianco, 20% Pinot Grigio. Le uve sono raccolte a mano (il  primo anno conferite alla cantina di Gaspare Buscemi). Dopo una macerazione a freddo prefermentativa, che serve a dare una freschezza di profumi notevole (in particolare sul Pinot Nero) segue la fermentazione spontanea  in acciaio e l’affinamento sulle fecce in tonneaux di rovere francese, usati per 13 mesi. Poi la presa di spuma senza aggiunta di zuccheri, partendo da un vino bianco  maturo con acidità più bassa rispetto a quella convenzionali: si impiega il mosto  dell’anno successivo a quello della cuvèe di partenza. Sboccatura  dopo 36 mesi .
Il vino è di un giallo dorato brillante con perlage molto fine. Sentori di erbe aromatiche e lieviti. Al primo sorso piacevolissima freschezza, note agrumate, interessante sapidità e persistenza gusto-olfattiva. Nota d’interesse: nell’etichetta è disegnata una lumaca colorata: “brum brum” era un gioco tra Alfio e il figlio Gabriele che – quando era piccolo – collegava il papà al rumore del trattore.

Il Nini 2012

Il Nini nella lingua Friulana è il bambino, un bianco composto da 40% Sauvignon, 30% Malvasia Istriana 30% Riesling . Dopo la pressatura soffice, la fermentazione è guidata  con un lievito neutro Kosher, selezionato da un rabbino ebraico: la mamma di Alfio è di origini ebraiche. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino si affina sulle fecce per 12 mesi in tonneaux da 500 litri. Per scelta di Alfio, dal 2011 tutti i vini fermi vengono chiusi con tappi a  vite. Spiega perché: “Così ottengo una continuità meravigliosa tra una bottiglia e l’altra mentre, prima, ho avuto diversi problemi con i tappi di sughero: variabili gustative e tattili, cessioni dal sughero indesiderate. Io considero i miei vini di cristallo e voglio mantenerli in questo contesto. Questo sistema mi consente di usare pochissima solforosa”.
Il Nini è di un giallo paglierino intenso, al naso è aromatico e vegetale; in bocca ti avvolgono note vanigliate e burrose; è fresco e persistente. In etichetta  una coloratissima ape.

La Nina Brut Nature Rosato

La Nina (la bimba) è dedicato alla figlia Alice. Questo metodo classico si ottiene per il 95% da Refosco del Peduncolo Rosso e per il  da 5% Pinot Nero. Anche per queste uve, dopo la raccolta, macerazione a freddo prefermentativa. Dopo la fermentazione in tonneaux usati, il vino si affina per  13 mesi. Poi la presa di spuma con il mosto dell’anno successivo: sboccatura dopo 13 mesi. Per l’etichetta, Alfio si è divertito con una  variegata Coccinella.Rosa salmone carico nel calice;  al naso piccola frutta rossa e fragoline; in bocca grande freschezza, e mineralità: qui un sorso tira l’altro.

Parlare e confrontarsi con Alfio  è stato fonte di grande energia. Lui è una persona di immensa cultura che ti mette davvero a tuo agio. La sua filosofia lo ha portato a far parte della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti  che ha lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore promuovendo la qualità dei vini Italiani. Domanda d’obbligo finale: quali sono i progetti per il futuro?
“Vorrei ricreare una fattoria a tutti gli effetti: La Ganga non vuole assolutamente utilizzare sostanze che siano di origine animale. Presto porterò in azienda dei cavalli: un proposito che nasce dall’esigenza di voler salvare questi animali fieri e principeschi dalle grinfie di allevatori scriteriati”.

Il tempo è volato via presto per una visita impegnativa, ma di grandi soddisfazioni: grazie Alfio, per tutto l’amore che dedichi alla tua terra.

Azienda Agricola La Ganga di Alfio Lovisa
Via Sile 23, Frazione Rauscedo – San Giorgio della Richinvelda (PN)

info@lagangawines.it
www.lagangawines.it
www.vitisrauscedo.com

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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