di Patrizia Pittia
Ebbene sì, cari lettori, era il 1847 quando Mihael e Carolina Jakoncic  piantarono a Kozana, ai piedi  del rilievo collinare di Smartno, le prime barbatelle. Avevano intuito  che nella splendida Brda, il Collio Sloveno, il vino sarebbe stato il loro futuro. Dopo 170 anni, in una fredda domenica di primavera, insieme a un gruppo di amici enoappassionati, siamo andati a visitare questi luoghi, accompagnati dal nostro amato enologo, Gianni Menotti, friulano doc, poliedrico, da sempre perfetto interprete del territorio. Consulente di  diverse cantine, Gianni vuole farci conoscere la sua recente collaborazione con l’ultima generazione della famiglia Jakoncic: i fratelli Aljosa e Mitja, anche loro enologi, che ci attendono all’ingresso dell’azienda: una storica casa ristrutturata con annessa cantina. Qui, su una pietra della parete, si trova scolpita la data di inizio attività. Tutt’intorno le colline e i terrazzamenti dove i vigneti trovano il loro habitat naturale.

Filosofia aziendale
Aljosa si presenta timidamente affiancato da Mitja: da una ventina d’anni hanno preso in mano la  conduzione dell’azienda, sempre supportati da mamma Danica  e papà Igor.
Il terreno è composto da marne arenarie – spiega Aljosa – che conferiscono grande mineralità e struttura ai vini. Gli ettari vitati operativi sono 15, 5 in elaborazione. I vigneti si  trovano in zone diverse con  differenze di altitudine ed esposizione. Questa particolare condizione richiede un lungo lavoro perché ogni parcella ha caratteristiche diverse dalle altre e si vuole, invece, conferire un preciso carattere a ogni tipologia di uva”.
“E’ fondamentale perciò – racconta Mitja – la cura maniacale in vigna in modo da seguire il potenziale di ogni singola annata. Dai vigneti storici si producono vini di lunga evoluzione etichettati con il nome Carolina, per ricordare la fondatrice. Dai vigneti  recenti si producono vini più immediati e freschi, dal carattere giovane, venduti con il marchio Jakoncic”.

La cantina

Scendiamo nella cantina costruita nel 2001, a sette metri di profondità, tramite gradini in pietra, dove i vini maturano a temperatura naturale. Luci soffuse da lampade che scendono dal soffitto come nelle vecchie case di un tempo. Il pavimento è ricoperto di ghiaia per mantenere la giusta umidità. Una sorpresa ci attende: alcuni contenitori in legno a forma di ovuli da 375 litri collocatoi su piedistalli di acciaio. E’ un’innovazione usata appositamente per il Pinot Grigio: all’interno di ciascun ovulo si crea un lento e costante moto convettivo che permette una migliore elevazione del vino, con sfruttamento ottimale delle fecce nobili. Il risultato: conferire maggiore complessità al vino.
In cantina ci sono anche numerose barrique e tonneaux di rovere francese destinate alla maturazione dei vini rossi e di alcuni bianchi della linea Carolina. Da un lato, nella parte vecchia,  adagiate su diversi livelli, troviamo le bottiglie storiche di grandi annate. C’è pure una parete di roccia che trasuda acqua: è la stessa pietra che dà nutrimento alle radici delle viti. La zona dove si trovano i grandi contenitori in acciaio è luminosa e linda. Dopo brevi macerazioni a freddo e leggera pressatura avviene la fermentazione a temperatura controllata a seconda delle uve e l’affinamento per i vini freschi con attenti battonage.

La collaborazione con Gianni Menotti
“Il nostro incontro non è stato “amore a prima vista” –  racconta Gianni, sorridendo – ci siamo visti più volte per capire se la strada da percorrere insieme aveva gli stessi obiettivi per arrivare a un progetto comune di crescita condivisa. Anche oggi, fra noi, sono numerosi e continui i confronti collegiali e di reciproco rispetto. I risultati già si vedono: abbiamo acquisito diversi riconoscimenti internazionali e le prospettive sono di arrivare a prodotti di altissima qualità. Ci sono tutti i presupposti per poterlo fare”. Emozioni che solo Gianni riesce a dare: ne siamo convinti.

17-Carolina Rebula 2013

Tasting dei vini
E’ arrivato il momento tanto atteso. Siamo in casa, nell’ampia sala degustazione, luminosa, dalle  grandi pareti a vetro da cui si gode uno scenario incantevole. In certe sere d’estate – racconta Gianni – dalla parte dell’esposizione dei vigneti a Sud-Ovest si riesce a vedere il mare. C’è anche mamma Danica, sorridente e loquace, oggi in aiuto ai figli per preparare gli stuzzichini da abbinare con i vini.

Mosaic – Ribolla Gialla Brut metodo classico
Per il primo brindisi Mitja propone un metodo classico, 100% Ribolla Gialla, che nella Brda trova il suo habitat naturale: 15 mesi sui lieviti, ogni 3-4 mesi remuage prima della sboccatura. Giallo paglierino brillante, perlage fine, sentore di lieviti, fruttato, note agrumate, lime. Il sorso è fresco, avvolgente, sapido con eleganti note minerali. Buona persistenza gusto-olfattiva in cui ritornano le note agrumate, espressione del territorio. In abbinamento una frittata alle erbe e pane fatto in casa. Gustosissima!

Selezione Privat – Tocai 2015
“Questo è il vino di papà Igor” commenta Aljosa. Proviene da un vigneto storico di quasi 40 anni. Giallo carico, sentori fruttati, erbe aromatiche, note di vendemmia tardiva, tocchi di botrytis cinerea (la muffa nobile). In bocca fresco, aromatico, strutturato, avvolgente, molto elegante.

Carolina – Rebula 2013 Ribolla Gialla
Poca produzione e grappolo piccolo per la Ribolla Gialla da storici vigneti, dopo macerazione a freddo, fermentazione in acciaio e affinamento in botti di rovere francese da 600 litri con frequenti battonage. Poi due anni di affinamento in bottiglia. Giallo dorato intenso. All’inizio sentori di vaniglia, frutta esotica come ananas e pompelmo. Al gusto mostra freschezza, sapidità e grande mineralità. Vino di carattere, da lunga evoluzione.
Danica continua a viziarci con un intenso formaggio affinato per 14 giorni nelle vinacce della Selezione Merlot.

Carolina Noir – Pinot Nero 2012
Hanno 20 anni le viti da cui nasce questo Pinot Nero, uva fra le più difficili da coltivare e vinificare.  Una sfida per la famiglia Jakoncic. Le vigne sono esposte a Nord per ottenere condizioni meteo più fresche e favorire la lenta maturazione delle uve. Dopo circa un mese di macerazione, la vinificazione prevede che il vino maturi due anni in barrique di rovere francese con una leggera tostatura. Rosso rubino intenso, il primo sentore è l’eucalipto, frutta rossa, muschio e terra fresca. E’ fresco al palato, con tannini presenti dell’uva, caldo, minerale, equilibrato. Scorre con grande eleganza e lunga persistenza gusto olfattiva.

Carolina Red 2012 (60% Cabernet Sauvignon, 35% Merlot, 5% Cabernet Franc)
Classico taglio Bordolese: Dopo una lunga macerazione, il vino si affina in barrique di rovere francese e Slavonia per 24 mesi. Al naso affiora la ciliegia in primis, poi è leggermente erbaceo con note speziate, tannini ancora giovani e grande mineralità. Da lasciare in cantina per qualche anno. Danica propone un salame da allevamento di suini della zona allo stato brado.

Carolina Merlot 2006
Una chicca per l’ultima degustazione: un Merlot in purezza di un’annata particolare, la 2006. Questo vino matura per 36 mesi in barrique. Ha profumi intensi di frutta rossa sotto spirito, cioccolato e spezie dolci. I suoi tannini sono morbidi ed eleganti, è equilibrato, di gran classe. Chapeau! L’etichetta del Merlot fa riferimento a un attestato che risale al periodo austro-ungarico nella quale è trascritta la classificazione dei vini della Principesca Contea di Gorizia e Gradisca in data 17 marzo 1787.

Ebbene, le ore sono trascorse in fretta. Tutti euforici e, a malincuore, salutiamo la famiglia Jakoncic e ringraziamo Gianni che ci ha fatto conoscere questa affascinante realtà del Collio Sloveno.
Per concludere, una poesia del poeta sloveno Alojz Gradnik quale ringraziamento alla famiglia Jakoncic della generosa ospitalità.

O Blagoslovi Bo nam nasa trda
Opocna tla,nas up, nas trud in znoj,
Krvi nemire in grobisc pokoj.
O blagoslovi Bo nam nasa Brda!

Benedici o Dio la nostra dura terra,
le nostre speranze, le nostre fatiche,
l’inquietudine del sangue e la pace dei sepolcri.
Benedici o Dio il nostro Collio!

www.jakoncic.eu
info@jakoncic.eu 

 

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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