jcube1_ok(U.G.) Prendete uno zuccherificio dismesso, nel comprensorio di Jesi, con al suo interno un fabbricato (ex casa colonica) di 1000 metri quadrati (denominato J-Village). Aggiungete che i titolari della struttura, Eridania e una multinazionale, il gruppo Maccaferri, decidono nel 2012 di investire un milione di euro  per l’avvio e il sostentamento di un “incubatore di startup” certificato, il J-Cube (J è l’iniziale di Jesi). Completate il tutto con un premio, Open Innovation Contest, organizzato prima di questa estate, per selezionare 25 innovatori (divisi in cinque gruppi) che presentano progetti concreti per valorizzare al meglio l’incubatore di imprese sul territorio. Troverete in conclusione che le startup in fase di sviluppo (ma alcune già a buon punto e affermate) avranno perfettamente tracciata la strada per puntare su autentici business di successo. In definitiva: andranno a colpo sicuro e produrranno occupazione e business. Al gruppo di lavoro dell’Open Innovation Contest hanno già aderito Confindustria, Enea, Legambiente, INU, Assoimmobiliare.

Una delle particolarità delle 15 aziende attive nello startup, incubate in JCube, è che spaziano in più settori: biotech, farmaci per l’agricoltura, green, food. Fra queste ne citiamo alcune: Lifecode, azienda ideatrice del bracciale salvavita, attiva anche nella ricerca di integratori alimentari; Jobmetoo, piattaformajcube digitale per il lavoro dedicata alle categorie protette; Yesifood, per i prodotti da forno senza glutine; Bio-Erg, che produce e commercializza ingredienti e additivi per l’industria alimentare; Omica, azienda biotech, che ha elaborato un software biologico;  Tangis, specializzata in sistemi anticontraffazione del brand; Greentech, startup che si propone di sviluppare, produrre e commercializzare sistemi sostenibili di conversione, gestione e accumulo dell’energia elettrica, termica e frigorifera. Specifiche applicazioni sono state individuate per la conservazione di prodotti farmaceutici e vaccini.

Quasi esaurita la prima fase triennale, l’Open Innovation Contest ha rimesso a punto le varie possibilità di sviluppo per le startup in relazione alle caratteristiche del territorio (che si trova al di fuori dei grandi centri direzionali e industriali del Nord). Dei cinque progetti presentati dai gruppi di lavoro che hanno partecipato al concorso, la menzione per la sostenibilità è andata a quello del team rosso che ha puntato decisamente sulla vocazione agroalimentare del territorio, con un Plus dedicato in particolare ai servizi avanzati per le imprese. In linea con altre proposte, anche quella selezionata prevede che J-Village sia “uno spazio aperto, luogo di ibridazione e creatività, snodo di esperienze e culture, di idee che trovano casa per crescere e diventare realtà concrete”. Per la cronaca (e per dare giusto merito agli autori del progetto vincente) il Team Rosso era composto da Monica Pisciella, esperta di strategie di marketing e innovazione; Francesco Ciattaglia, ingegnere; Alessandro Chiccoli, architetto; Alessandro Biagioni, archeologo; Cecilia Chiarini, studentessa in Architettura.
L’esempio virtuoso di Maccaferri, multinazionale del gruppo Eridania, guidata da Massimo Maccaferri, può essere perciò imitato e seguito da altri gruppi industriali. Noi ce lo auguriamo di cuore!

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www.jcube.org

A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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