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05
Ott 2012
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Enoturismo come ‘stile di vita’, valorizzazione delle singole cantine, nuovi media e web 2.0: queste le linee programmatiche della nuova presidenza MTV. image001
Un'altra novità è che sarà Montalcino la nuova sede del Movimento Turismo Vino nazionale: da domani la città del Brunello ospiterà la segreteria di MTV nello storico Palazzo Comunale. L’associazione che riunisce circa mille fra le più prestigiose cantine d'Italia sceglie così uno dei più grandi territori del vino italiano che ha fatto da apripista per l’enoturismo in Italia. Un fenomeno, quello dell’enoturismo, che secondo il Censis è uno dei segmenti turistici a maggior tasso di crescita nel Paese. 
“Montalcino è stata una delle prime realtà in Italia - sottolinea la presidente del Movimento Turismo Vino, Daniela Mastroberardino - a puntare sul connubio tra viaggi e vino per crescere, rendendo negli anni questa piccola area un brand territoriale conosciuto da milioni di enoappassionati. Ciò dimostra che il sistema ‘enoturismo’ funziona e può fare da volano allo sviluppo economico del territorio, dalle grandi realtà a quelle più piccole. Ed è proprio alle singole cantine, che sono la ricchezza del Movimento, che daremo una particolare attenzione – ha concluso la presidente Mastroberardino - promuovendo un percorso di crescita dell’enoturismo come ‘stile di vita’, attraverso eventi ed iniziative di forte carattere nazionale durante tutto l’anno, i nuovi media e gli strumenti offerti dal web 2.0”.
“Il Movimento Turismo del Vino è nato, idealmente, qui nel 1993 e qui ritorna - afferma Silvio Franceschelli, sindaco di Montalcino - in un’ottica di sinergia virtuosa che costituirà sicuramente un vantaggio sia per Montalcino, sia per l’associazione che da sempre è impegnata nel promuovere la cultura del vino attraverso i luoghi di produzione”. Un ritorno alle origini di MTV per nuove iniziative e nuovi successi.
Link: www.movimentoturismovino.it 

 
05
Ott 2012
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Sul monte Baldo, patria del marrone di San Zeno a denominazione di origine protetta, è tempo di castagne: per il quindicesimo anno consecutivo, dal 13 ottobre al 18 novembre 2012, San Zeno di Montagna (Verona), ospita la rassegna “San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese”, che vede cinque ristoranti della cittadina montana proporre interi menù degustazione a base di castagne, in abbinamento con il vino rosso del territorio, il Bardolino, tornato negli ultimi anni, grazie alla sua ritrovata identità territoriale, al centro dell’interesse dei consumatori e della critica enologica, e con il Monte Veronese, il formaggio dop proveniente dagli alpeggi estivi del Baldo e della Lessinia. Per più di un mese gli chef dei ristoranti Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna Kus preparano quotidianamente piatti a cavallo fra tradizione e innovazione: accanto al classico minestrone di marroni, tipico di San Zeno di Montagna, è possibile gustare ricette quali la polenta di castagne con Monte Veronese mezzano, funghi e pancetta, gli gnocchi di ricotta gratinati con salsa ai marroni e ceci, il tortino di baccalà e castagne, lo strudel di verdure autunnali con la salsa ai marroni, l’ossobuco di vitello da latte ai marroni di San Zeno. E per finire in dolcezza il bonet, il parfait o la bavarese ai marroni, il Monte Baldo di marron glacée, il tronchetto di marroni di San Zeno e cioccolato.

“Questa nuova edizione della rassegna che vede fianco a fianco i ristoratori di San Zeno, il Bardolino, il marrone di San Zeno e il formaggio Monte Veronese – dice il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi è l’ulteriore esempio della sintonia esistente tra la ristorazione del comprensorio del monte Baldo e del Garda e i produttori di vini e di altri prodotti agricoli di qualità del nostro territorio: un’occasione in più per venire a visitare le terre del Bardolino al di fuori del periodo turistico canonico dell’estate”.

I prezzi dei menù, che comprendono una bottiglia di Bardolino ogni due persone e l’aperitivo col Chiaretto Spumante, vanno dai 35 ai 47 euro. Nei locali aderenti è anche possibile pernottare. L’iniziativa è organizzata dal Consorzio di tutela del vino Bardolino in collaborazione con l’associazione ristoratori di San Zeno di Montagna e con i Consorzi di tutela del formaggio Monte Veronese dop e del marrone di San Zeno dop. I menù completi sono disponibili sul sito www.ristosanzeno.it 

Link:

www.ilbardolino.com 

 

 

 

 
05
Ott 2012
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I ristoranti giapponesi in Italia sono 458, cioè il 6,60% della ristorazione etnica complessiva (fonte: centro studi Fipe). Ma quanti di questi preparano piatti secondo la vera tradizione nipponica? A Firenze, per esempio, su oltre 50 ristoranti giapponesi solo sei sono autentici. Per contrastare la contraffazione a tavola, una delegazione di Jetro (Japan External Trade Organization, l’Ente governativo giapponese di promozione del commercio con l’estero) ha incontrato i rappresentanti di Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.
Dalla riunione è emerso che le criticità maggiori in questo ambito, come anticipato anche dal presidente Fipe Toscana e vicario nazionale, Aldo Cursano, sono fondamentalmente due: l’approvvigionamento delle materie prime e la garanzia di avere il vero ‘maestro’ di sushi in cucina.
Nel primo caso, la rete di fornitura e soprattutto quella di distribuzione si è dimostrata essere molto carente di operatori e quindi scarsamente competitiva, tanto da dare vita ad una sorta di oligopolio nei fatti. Nel secondo caso, invece, l’insidia maggiore è rappresentata dai cinesi che facilmente riescono a spacciarsi per ristoratori giapponesi, soprattutto se si avvalgono di un’insegna con ideogrammi corretti, proponendo una varietà di pietanze che poco hanno a che fare con le prelibatezze del Sol Levante.
È apparso subito chiaro che una certificazione di autenticità potrebbe diventare una risposta adeguata a questi aspetti di debolezza, anche alla luce dell’esperienza italiana di marchio “Ospitalità” assegnata ai veri ristoranti italiani all’estero su iniziativa di Unioncamere con il sostegno e la partecipazione del Governo italiano. Anzi, l’incontro potrebbe essere il punto di partenza per una reciproca collaborazione da parte dei due paesi nell’ottica della doppia certificazione di autenticità sia per i veri ristoratori giapponesi in Italia, sia per i veri ristoratori italiani in Giappone.
Link: www.fipe.it 

 
05
Ott 2012
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La XIII Commissione Agricoltura ha accolto la proposta di FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, di inserire nel Decreto Ministeriale relativo alle “chiusure per i vini DOP” la possibilità di utilizzare tappi in materiali alternativi al sughero. La proposta è stata presentata personalmente dal Presidente FIVI, Costantino Charrère, in occasione della pubblica audizione del 14 gennaio 2010 presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera. Al termine dell’iter legislativo, il 28 agosto scorso il decreto è diventato esecutivo con la pubblicazione sul n. 200 della Gazzetta Ufficiale. FIVI aveva rilevato nel documento quanto fosse vitale un’apertura all’innovazione tecnologica da parte della Commissione Agricoltura sull’argomento “chiusure per i vini DOP”, per evitare di creare un forte svantaggio competitivo alle aziende vitivinicole italiane rispetto ai competitor provenienti dalle nazioni emergenti, ove il tappo Stelvin in particolare è utilizzato liberamente per tutti i prodotti. Grazie a FIVI d’ora in poi ogni singolo produttore potrà quindi scegliere se utilizzare tappi in sughero, tappi Stelvin o di altro genere, per tutti i suoi vini.

Sono utili i nuovi sistemi di sicurezza? I Vignaioli Indipendenti porteranno il loro contributo al Ministero delle Politiche Agricole in occasione della pubblica audizione sulla questione “Sistemi di sicurezza contro le contraffazioni dei prodotti agricoli e alimentari”, ovvero su quanto previsto dall’Articolo 59 bis della Legge n.134 del 7 agosto 2012 a tutela del Made in Italy. FIVI ha presentato, attraverso i parlamentari Onorevoli Fiorio, Trappolino e Sani, un’interrogazione al Ministro Catania (Politiche Agricole) e al Ministro Moavero Milanesi (Affari Europei) sui nuovi sistemi di sicurezza “realizzati dall’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato, basati prioritariamente su elementi elettronici o telematici…” previsti dall’Art. 59 bis e sui loro costi: il Comma 1 infatti disciplina che tali costi siano “a carico dei soggetti che si avvalgono dell’etichettatura”, quindi dei singoli produttori. I Vignaioli Indipendenti sottolineano come gli attuali controlli nel settore vitivinicolo siano più che sufficienti e già particolarmente onerosi. Evidenziano anche i costi aggiuntivi, difficilmente sostenibili dalle imprese (soprattutto le piccole e medie del settore vino, dotate di organizzazione artigianale). Costi che ricadrebbero poi inevitabilmente sui consumatori. FIVI di conseguenza ha chiesto al Ministro Catania di verificare la necessità di questi nuovi adempimenti e la convocazione di un tavolo di concertazione con associazioni di categoria e consorzi di tutela interessati.
FIVI, Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti nasce nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni. L’impegno non è piccolo, né semplice, perché spesso le grandi questioni che riguardano i piccoli produttori vengono dibattute in sede europea. Grazie anche alla stretta collaborazione con CEVI (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants), FIVI sta compiendo alcuni importanti passi verso la tutela dei diritti di tutti i Vignaioli, autentici custodi del territorio che ogni giorno vivono, e di cui tutti possiamo godere anche grazie a loro. Attualmente FIVI conta oltre 600 Vignaioli associati, molti dei quali saranno presenti al MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI, esperienza di aggregazione, dialogo e scambio fra Vignaioli e visitatori, che offre la possibilità a chi lo desidera di assaggiare e acquistare i vini direttamente dalle mani dei produttori. Il MERCATO, alla sua 2ª edizione, si svolgerà SABATO 1 E DOMENICA 2 DICEMBRE, a Piacenza Expo, il polo fieristico accanto al casello autostradale Piacenza Sud, facilmente raggiungibile in un’ora da Milano, Brescia, Bergamo, Verona, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Alessandria, Voghera.

Link: www.fivi.it 

 
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Oddio, un altro blog sul vino! e magari anche su gastronomia e affini. Con la solita spalmata di degustazioni, viaggi, notizie, schede, personaggi e tante amenità. Immagino già le perplessità dei lettori più o meno avvezzi al web. Intuisco le loro domande: ma cosa vogliono questi qua? Ma chi sono? Perché navigare proprio “Wining”? “Non se ne può più di siti e blog sulla wine and food generation!”. Avete perfettamente ragione, però… leggi

Umberto Gambino

umberto gambinoIo e il vino. Ho voluto cominciare l'avventura di questo sito in onore e in ricordo di mio padre e mio nonno che se ne sono andati (troppo presto) ed erano entrambi viticoltori puri. Fin da piccolo mi hanno trasmesso la passione per il vino genuino, per la vendemmia che era un giorno rituale di festa grande per tutta la famiglia, per i profumi intensi del mosto fresco, per l'emozione di quelle botti enormi che sfioravano il soffitto della cantina e che mi facevano sentire ancora più piccolo...leggi

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