di Giusy Barbato

Un noto proverbio dice: “L’abito non fa il monaco”. E per il vino? L’abito, ovvero il packaging, veste il vino?  E’ evidente che la qualità del vino è l’elemento fondamentale ed indispensabile per garantire la qualità del
prodotto ma, in un mercato fortemente concorrenziale come quello del wine, possiamo rispondere che il packaging veste davvero il vino, oltre ad avere un ruolo determinante nella presentazione eMoët  Chandon Collection Pointe de Diamant3 comunicazione del prodotto, in particolare per i consumatori meno esperti.

Da diversi studi è emerso che, almeno per il consumatore poco informato, che rappresenta la grande maggioranza del mercato, è fondamentale il primo impatto offerto dal prodotto nel punto vendita, soprattutto negli acquisti effettuati nella grande distribuzione, senza dimenticare che il packaging influenza la scelta del vino anche in funzione delle diverse occasioni di consumo. Gli elementi in gioco sono molti: la dimensione e il colore del vetro, la forma dell’etichetta, i materiali utilizzati, le informazioni accessorie, ecc.

In Viaggio…
E con questa rubrica voglio iniziare un viaggio in giro per il “Vecchio” e “Nuovo” Mondo, ma non in ottanta giorni come fecero il gentiluomo Phileas Fogg e il suo cameriere Passepartout nel romanzo di Jules Verne (senza dimenticare che anche nel loro viaggio in mongolfiera i due personaggi non rinunciarono ad una coppa di champagne), ma piuttosto in una mongolfiera “digitale” in giro per le wineries del “Vecchio” e “Nuovo” Mondo, alla scoperta di packaging curiosi, accattivanti, glamour, ironici e di interessante impatto comunicativo.

Moët & Chandon Collection Pointe de Diamant..un fine 2012 davvero d’oro!
Moët  Chandon Collection Pointe de Diamant4La maison di ChampagneMoët& Chandon, da sempre pura essenza di charme e lusso, presenta per le feste di fine Anno 2012, una collezione speciale limitata intitolata “Pointe de Diamant”, composta da due proposte: la Jéroboam Or Moët & Chandon Pointe de Diamant e la Coffret Pointe de Diamant de Moët & Chandon.
La bottiglia Jéroboam Impérial. il pezzo più esclusivo della collezione,èuna lussuosa interpretazione di una bottiglia di Moët Chandon Imperial da 3 litri. Il prezioso vestito della Jéroboam Impérial è fatto di una trama d’oro di fattura artigianale che, oltre a testimoniare il massimo tributo al lusso,richiama l’effervescenza dello champagne. Presenta inoltre  una raffinata cravatta in ottone con effetto nero lucido e un sigillo di vera ceralacca con il celebre sigillo diMoët& Chandon. La bottiglia esibisce inoltre sulla parte frontale della bottiglia il logo Moët & Chandon intarsiato in una placca di ottone dorato.
Tuttavia l’essenza del lusso di questo packaging davvero scintillante è la personalizzazione, in quanto sul retro è posta un’eguale placca d’ottone, da far incidere per personalizzare la bottiglia rendendola testimone di un evento speciale ed indimenticabile.
Gli unici quattro pezzi esclusivi di Jéroboam Impérial saranno venduti al costo di € 1200l’uno.
La seconda proposta, la Coffret Moët & Chandon Pointe de Diamant,  è una bottiglia di Moët & Chandon Imperial presentatain una confezione davvero speciale: la Twinkle Box Moët & Chandon decorata con prismi di diamanti dorati, che oltre ad essere riutilizzabile più volte e facile da trasportare, conserva la bottiglia ghiacciata per due ore.
 

“He said She Said”
Ho scoperto un’etichetta davvero originale, arrivando al “Nuovo Mondo”, in una winery australiana, la Lake House Denmar, che propone sia un rosso (un blend di Merlot e Shiraz), sia un bianco (blend di Chardonnay, Sauvignon Blanc, Semillon, Riesling e Marsanne), presentati con l’etichetta “He Said She Said” che interpretano in chiave ironica il dilemma e le difficoltà di comunicazione tra il mondo femminile ehesaidshesaid quello maschile. La presentano con questa frase: “Communication between the sexes is frustrating at time, yet never dull – it’s best discussed over a good bootle of wine!

“La comunicazione tra i sessi a volte è frustrante, mai banale – meglio discutere davanti ad una buona bottiglia di vino!”.
Di fronte alle incomprensioni di comunicazione tra i sessi, quale tra i consigli migliori se non quello di discuterne davanti ad un buon bicchiere di vino? Saggio consiglio!
 

Abbiamo terminato questa prima puntata, presentando due packaging molto differenti in termini di comunicazione ma non dimentichiamo che ogni azienda, piccola o grande che sia, ha lo stesso obiettivo: rendere visibile il proprio prodotto e differenziarlo in termini di presentazione dagli altri competitors, ispirare i consumatori, suscitare delle emozioni e innescare i processi di acquisto.
E voi, cosa ne pensate di questi packaging? Appuntamento alla prossima puntata!

Links:

www.moet.com
www.lakehousedenmark.com.au

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A proposito dell'autore

Giusy Barbato

Sono una social media strategist nel settore wine&food, una viaggiatrice tra le cantine del mondo, una velista e apneista mancata. La mia passione per il mondo digitale inizia dapprima allo stato puro, diventando Project leader presso una player internazionale, per lavorare nel settore del wine, il mio più grande amore, dopo i 3 livelli sommelier ed un Master in Marketing e Comunicazione. Alcuni anni fa volo negli USA, dove scopro l'uovo di Colombo digitale, i social media e il content marketing nella settore enogastronomico e me ne appassiono follemente.Rimango un po' in quel di NY, dove studio la comunicazione e come viene percepita l'immagine del wine&food "made in Italy". Rientrata in Italia, oggi sono una social media strategist & educator e mi occupo di consulenza e formazione. Ho una preoccupante nostalgia e dipendenza per NY e Starbucks.

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