Signore e signori, la “caccia” a quel prezioso esemplare che si chiama “enoturista” è aperta.
Che non suoni come esagerato o provocatorio ai “puristi” l’attacco di questo pezzo, ma la realtà (in tempi di crisi) è questa. Meglio perciò, per la stragrande maggioranza dei vignaioli nostrani, provare in tutti i modi a “fidelizzare” il turista del vino.
I manifesti di “wanted” (soprattutto virtuali) sono stati idealmente affissi e “lanciati” in quel di Perugia. L’occasione importante è stata la quarta Conferenza Internazionale sul Turismo del Vino, un evento al quale hanno partecipato più di 300 “addetti ai lavori” del settore provenienti da 40 paesi. Organizzazione a cura di Wine Pleasures e del Movimento Turismo del Vino Italia (MTV) con le sue 1000 cantine associate. Sempre poche, a nostro modesto avviso. mtv1

Perché tutta questa attenzione al prototipo del viandante col calice pronto a scoprire e gustare quello che di solito conosce per “sentito dire”, dal passa parola dell’amico o, come oggi accade, navigando su Internet, sorprendendosi a sfogliare depliant virtuali ricchi di schede tecniche, troppo fredde, che il più delle volte non trasmettono sensazioni? Basta snocciolare pochi numeri per capire.
Il settore dei viaggi del vino vale in Italia 5 miliardi di euro. Gli “eno-turisti” (che brutto termine!) sono circa 3 milioni. Il settore è uno dei pochi a non conoscere crisi e – udite, udite – il trend si annuncia positivo. Previsioni e statistiche di settore dicono che si potrebbero toccare i 5,5 milioni di turisti alla fine del 2012.
Se poi aggiungiamo che la promozione dell’enoturismo rappresenta la vetrina del settore vinicolo, i conti sono presto fatti.
Parola d’ordine, allora, a Perugia: guai a farsi sfuggire il viaggiator cortese per vigne e cantine! Anzi – si son detti i vignaioli – facciamo in modo che convinca parenti ed amici a seguirlo.    
Dal “vertice” umbro sono state implementate strategie di fidelizzazione del turista del vino, metodi per “catturarlo”, informarlo, renderlo insomma felice di aver scelto un viaggio per cantine. La “killer application” prescelta sta tutta in un incrocio di App, Web, Tablet, Google, Twitter, Facebook, viral, rete estesa e affini. I sondaggi (CST-MTV, “Il volto dell’enoturista oggi”) dicono che i 2/3 dei turisti del vino decidono per itinerari e cantine autonomamente, attraverso ricerche su Internet, bypassando le offerte dei vari tour operator.
Poi, una volta sul posto, si scambiano impressioni in tempo reale con altri “colleghi” in altri luoghi, confrontando prezzi, foto, cibi e vini degustati semplicemente inviando commenti e foto (qualcuno anche clip) attraverso Twitter e Facebook.

Dalla convention internazionale è emerso che sono tre i capisaldi del turismo enologico: qualità del vino, accoglienza dei visitatori, promozione attraverso i new media.  
Anche Chiara Lungarotti, presidente di MTV Italia si è schierata con decisione per i nuovi strumenti virtuali di condivisione come i social network. E Twitter è risultato più efficace e immediato di Facebook.
“Considerato che il prodotto vino è sempre più globale – ha spiegato – il turismo di questo settore non può più prescindere da questi che sono veri e propri strumenti di promozione sul web per intercettare nuovi pubblici”. Chiara Lungarotti, in linguaggio “politichese” ha pure lanciato un appello alle istituzioni: “Occorre governare attraverso una cabina di regia di tutte le forze in campo dell’offerta enoturistica, con strumenti unitari di promozione e di analisi del settore, che già oggi vale 5 miliardi di euro”.
E’ verissimo. Inutile negarlo. Il traino del turismo del vino porta benessere anche ai territori vicini, ai borghi, alle città d’arte. Bisogna rimboccarsi le maniche e “fare squadra”, non andare in ordine sparso.  
Io stesso mi considero un turista del vino un po’ particolare perché viaggio sempre con fotocamera (capace di girare anche video), block-notes e smartphone al seguito. Sono sempre in grado di trasmettere sulla Rete ciò che vedo in tempo reale. Però, escludendo il caso personale, il prototipo dell’enoturista forse è ben diverso. Nel corso della convention di Perugia abbiamo, infatti, scoperto che ad andar per cantine sono soprattutto italiani (62%) tra i 30 e i 50 anni, che si fermano sul luogo prescelto per uno o al massimo due giorni l’anno. Spesa media calcolata: 193 euro (pernottamento compreso). Mese preferito: maggio (grazie anche a Cantine aperte). Stagioni? Primavera, estate, autunno. Non d’inverno (anche perché le vigne sono spoglie).
mtv2Per incrementare questo movimento virtuoso  sono tante le iniziative presentate nel corso della Conferenza. Tutte nel solco del “virtuale”.
1. Ricordiamo il “Movinclick”, ideato da  Daniele Cirsone (sommelier e collaboratore del MTV Puglia), una sorta di Facebook enologico (ancora in versione beta) con tutti gli strumenti tipici del web 2.0 (forum, chat, condivisione di file multimediali, pagina personale), “tasting note” delle bottiglie preferite e la possibilità di gestire un avatar personalizzato. Uno strumento che ci sembra fatto più per addetti ai lavori.
2. La creazione di un app per iPhone di Cantine Aperte 2011 Friuli Venezia-Giulia mediante il quale sarà sufficiente digitare sullo schermo su un’area geografica d’interesse e cliccare per visualizzare cantine, approfondimenti, mappe, vitigni, vigneti e tanto altro ancora.  
3. La “AppWineCode Sicilia”. Un’altra app (per iPhone e Android) utile per esplorare i vini siciliani è stata presentata ufficialmente da Dario Cartabellotta, direttore generale dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino Regione Sicilia e da Asel Beisembayeva (FCS, Winecode project).

Le destinazioni preferite dai turisti del vino:
Langhe
Chianti
Franciacorta
Valpolicella

Destinazioni emergenti:
Conegliano – Valdobbiadene
Pienza – Montepulciano – Montalcino
Trentino
Collio
Salento

www.movimentoturismodelvino.it

www.movinclick.it