Gentile curatore di Wining,

seguo con grande interesse il vostro sito e ho pensato di rivolgermi a lei per risolvere una spinosa diatriba fra me e il mio fidanzato. Argomento: il vino d’estate. In questo periodo, ogni volta che mangiamo a casa o fuori, lui si limita ad ordinare birra ghiacciata, “la migliore bevanda per ogni tipo di pasto estivo”, afferma con un po’ di arroganza. 
Io, invece, penso che un buon vinello fresco non sia assolutamente “proibito” anche nei periodi di gran caldo, come questo. Ma onestamente non so dire quali. Insomma: lei cosa ne pensa? Ha ragione il mio ragazzo o io? E, nel caso, quale vino o “tipo” di vino ritiene sia più adatto alla stagione estiva? 
Aspetto di leggere la sua risposta.Grazie!
Marcella Ferro (Salerno)
 

Gentilissima Marcella,
grazie per l’attenzione con cui ci segue e anche per la sua domanda, di strettissima attualità, che mi offre la possibilità di fornire qualche buona indicazione.

Intanto può tranquillamente dire al suo fidanzato che ha torto. In estate la birra (dipende poi dal tipo, bionda, rossa, doppio malto, trappista,etc.) non va affatto bene su qualsiasi tipo di piatto. Anche per questa bevanda andrebbero scelti abbinamenti corretti e temperature di servizio adatte.

Ma passiamo al vino che, nella stagione più calda, si può bere, eccome! Ci sono svariate possibilità. Proporrei, per esempio, una serie di vini bianchi che accompagnano perfettamente i piatti di pesce, le fritture di mare miste, l’insalata di riso (per stare in tema stagionale): penso ai buonissimi Verdicchio dei Castelli di Jesi (Marche), al Greco, al Fiano e alla Falanghina (Campania), ai diversi Vermentino di Gallura (Sardegna), all’Inzolia, al Grillo e al Catarratto (Sicilia), ma anche al Roero Arneis e al Gavi di Gavi (Piemonte), al Frascati Classico Superiore (Lazio), ai Soave (Veneto) o ai numerosi Chardonnay e Sauvignon che ogni regione italiana produce. Insomma, la scelta fra i bianchi è vastissima. L’accorgimento vincente è servirli un po’ più freddi della temperatura di servizio ordinaria (dai 12 fino agli 8 gradi, non meno), tenendo poi la bottigiia stappata in un secchiello col ghiaccio.

Ragionamento quasi analogo va fatto per i vini rosati che – non a torto – sono definiti – i vini jolly per l’estate. Ottimi alcuni vini pugliesi (Nero di Troia, Bombino, Primitivo, Negroamaro), abruzzesi (Montepulciano), calabresi (Magliocco, Gaglioppo), siciliani (da Nero d’Avola) che accompagnano con personalità anche i piatti di carne alla brace o la pasta col pomodoro. Da tenere sempre a mente l’abbassamento della temperatura a non meno di 12 gradi per evitare il sentore metallico dei tannini sottoposti all’effetto freezer: per i rosati va bene un secchiello con acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio. Ovviamente il vino, prima del servizio in tavola, avrà dimorato a temperatura ideale (cantina o anche un’ora prima in frigo).

Da non trascurare l’opzione bollicine, da servire fredda (anche 8 gradi) e tenere durante il pasto nel secchiello del ghiaccio: tanti Prosecco metodo charmat (perfetti per gli antipasti), Lambrusco, Oltrepò Pavese,  Trento Doc e anche qualche Franciacorta metodo classico: questi ultimi da servire a tutto pasto perché più strutturati.

E i vini rossi? In effetti, questi vanno maneggiati con molta cura sotto il solleone. Io li berrei solo la sera, a cena, con arrosti di carne e piatti d’una certa consistenza (intingoli, timballi di riso, speziature forti). Da servire dopo averli rinfrescati una ventina di minuti in frigo. Certo, scosiglierei di bere vini rossi importanti e invecchiati che andrebbero aperti una o due ore prima. Metterli in frigo significherebbe rovinarli negli aromi e nel gusto. Come vede, in conclusione, il vino d’estate si beve. Con grande piacere! (U.G.)        

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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