di Umberto Gambino
E’ diventata una piacevole consuetudine: noi di Vinibuoni d’Italia ci consideriamo ormai friulani d’adozione. “Perché?”, direte voi. Spiegazione semplice: è il secondo anno consecutivo vbi2-92che le finali per assegnare le corone dei migliori vini da vitigni autoctoni si svolgono a Buttrio, accogliente paesino a una manciata di chilometri da Udine. E’ sufficiente? No.
Aggiungete poi l’impeccabile ospitalità che riserva a noi giurati la regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l’Ersa; la simpatia (lenta, ma inesorabile come un diesel) della gente del posto che si fa letteralmente in quattro per soddisfare (quasi) tutti i nostri desideri; la ricchezza di luoghi tipici da vedere, ammirare e (sempre) fotografare; le innumerevoli chicche enogastronomiche (alcune davvero inaspettate) sparse per tutta la regione e … ma sì, diciamo la pura verità: ci siamo così “friulianizzati” che, inevitabilmente, stiamo prendendo anche noi quella parlata con la “s” mangiucchiata tipica del popolo “furlan”. E questo vale anche per i più meridionali!
E poi, volete mettere: friulani brava gente, aperta, dinamica, tenace, ben lungi dall’arrendersi prima di centrare l’obiettivo.

Detto questo, aiutandomi con la consueta maxi rassegna fotografica di 99 immagini, voglio rivelarvi un’altra verità: nei tre giorni delle finali per Vinibuoni (leggi qui il fotoreportage delle finali) non siamo rimasti solo e soltanto a degustare i vini per decidere le corone. Macché! Questa è stata solo la parte del “dovere”. Poi, tutti i pomeriggi sono stati riservati al piacere delle visite guidate food and wine in giro per la regione. E non solo.

A cominciare dalla serata che ha preceduto la “tre giorni”.  Decisamente sorprendente l’escursione a Marano Lagunare, curata dalla cooperativa della Valle del Lovo. Abbiamo potuto ammirare un attrezzatissimo (e insospettabile, da queste parti) allevamento ittico (orate, branzini, anguille) e poi siamo stati ospitati su un battello che ci ha portato a navigare fino al mare aperto, fra Grado e Lignano Sabbiadoro. Peccato che la serata sia stata in parte resa “a rischio” da un incombente temporale che flagellava l’entroterra immediatamente vicino. Ciò non ci ha impedito di consumare una pantagruelica cena a bordo a base di frutti di mare in tutte le salse e in diverse combinazioni. Assaggiata (anche addosso) la Ribolla di Bortolusso: forse eccessivamente sapida e fresca.

Il pomeriggio del giovedì è stato dedicato ai prosciutti (che da queste parti sono eccellenti, ma lo sapevate già!). Grazie alla brava Angel, Patrizia, ho avuto modo di visitare un’azienda artigianale a Villuzza di Ragogna (UD): quella dei fratelli Molinaro. Prosciutti di collina, subito al di fuori dalla Dop del San Daniele, ma anche pancetta, speck e mindricule. Una eccellenza del luogo che merita di essere valorizzata e conosciuta. Prima, però, uno spuntino al Bar Zebretta, ospite di Angelico Vatri e della moglie Luigina, a gozzovigliare con deliziose frittatine alle verdure, prosciutti (of course) e formaggi tipici. Il tutto innaffiato da bollicine Ribolla e Metodo Classico sempre made in Friuli.

Ma non è finita qui! La giornata dei prosciutti aveva in programma un viaggio verso Sauris (ridente località turistica della Carnia), dove sorge il prosciuttificio Wolf.
vbi2-24Sorge spontaneo chiedersi chi abbia avuto la brillante idea di costruire uno stabilimento industriale proprio in cima ad una strada di montagna ricca di curve e gallerie tortuose. Comunque, almeno la bontà dei prodotti e i paesaggi mozzafiato (stupendo il lago di Sauris, vedi foto) valgono il viaggio.

Da segnalare, prima di inerpicarci per l’areata Sauris, la piacevole sosta
a Villa Santina, dove abbiamo assaggiato gli originali cold drinks del “Caffé nuovo”: un locale tutto in rosa gestito da due dinamiche e belle ragazze.

Venerdì pomeriggio è stata, per me, la giornata del
Ramandolo, importante Docg friulana. D’obbligo una tappa all’omonima osteria della frazione di Nimis dove ho potuto assaggiare lo stupendo vino dolce di Comelli abbinato ad un set di formaggi da urlo. Da celebrare la cucina del locale – di proprietà della cooperativa del Ramandolo – gestita da Pietro ed Ilenia: un plauso ai tagliolini neri con rucola, dadolata di pomodoro fresco e bottarga di muggine (vedi foto). Ospite del vignaiolo Maurizio Zaccomer, ho scoperto tutti i segreti di questo piacevolissimo vino dolce, ottimo non solo come dessert.
Prendere nota: i friulani di queste parti sono gente accorta e lungimirante: i vigneti a terrazzamenti sono tutti protetti con reti antigrandine. Il che non è male, considerati gli investimenti vivi che sono in ballo. Sulle piante di Ramandolo e anche sugli altri vigtigni del luogo.
Sulla contemporanea visita del gruppo Vinibuoni dall’estroso viticoltore Miani – un autentico personaggio – leggerete presto un servizio della nostra Sara Vani.

Sempre venerdì, tour per il
centro storico di Udine, ad ammirare fra l’altro la storica piazza della Libertà e la Loggia del Lionello. Poi l’afosa mostra dell’Italian Design nella chiesa di San Francesco.
Non poteva mancare la chiusura in chiave gourmet, nelle sale dell’attrezzata Camera di Commercio, dove lo chef Daniele Cortiula si è esibito – in diretta – in alcune interpretazioni assai ardite delle pietanze tipiche locali.

Sabato giornata finale delle degustazioni e in serata, cena di gala con tutti i 600 vini finalisti. Sento già la domanda invidiosa:
“Ma ve li siete bevuti tutti?”. Ebbene sì, qualcuno ci ha provato a farceli bere tutti. Ed è stata davvero dura, ad un certo punto, rifiutare tutto quel ben di Dio.

Domenica mattina il gruppo degustatori (con qualche perdita, causa partenze) si è spostato in viaggio verso est: tappa d’obbligo alla bella enoteca di Cormons, che si affaccia nella piazza principale del paese. Poi una puntata da Schianchi, il mago delle spezie aromatiche per ogni esigenza culinaria e gourmet. Quindi il trasferimento nella vicina Slovenia, dove, a pochi chilometri dal confine, abbiamo scoperto una splendida realtà fatta tutta di bollicine, eleganti e ricche di storia. Siamo stati ospiti dell’azienda Bjana del bravo e determinato Miran Sirk. Qui abbiamo fatto di tutto: ci siamo avventurati, appresso al vignaiolo, su e giù per le vigne terrazzate di Pinot Nero; abbiamo scoperto una casupola nel bosco orgogliosamente acquistata dal nostro tenace viticoltore; siamo stati a visitare la cantina ricca di pupitre e di bottiglie metodo classico in affinamento e poi – chicca assoluta, apposta per noi – abbiamo assistito al degorgement in diretta di un Brut che giaceva sui lieviti dal ’99. Ma anche di questo evento ci sarà l’approfondimento a cura di Patrizia, colei che ha organizzato perfettamente, in tutti i dettagli, la visita da Bjana (e che è stata anche la mia “Beatrice” per le escursioni personalizzate).vbi2-70

E dulcis in fundo, a chiudere il tour friulano, un’altra bella sorpresa è stata il pranzo/quasi merenda a
La Subida di Cormons di Josko Sirk (stavolta al di qua del confine, ma da queste parti si chiamano tutti Sirk?): la cucina era già chiusa (le tre del pomeriggio) ma in quattro siamo riusciti a mangiare dell’ottimo prosciutto affettato sul momento dall’ospitale Josko, un tagliere di formaggi tipici e altre chicche pronte sul momento, innaffiando il tutto con un profumato Pinot Bianco del Collio. Spettacolare la scelta finale dei dessert (tiramisu alla fragola e strudel), fra il fiore dei bigliettini.
Ebbene: passando da un Sirk all’altro -fra Zaccomer, Cortiula, Comelli, Miani, Vatri e i simpatici “amici lagunari” – questo Friuli (e vicina Slovenia) ci ha davvero fatto innamorare e anche noi ci consideriamo ormai “furlan ad honorem”. (seconda parte – fine)
Links:
www.vinibuoni.it
www.ersa.fvg.it
www.comune.buttrio.ud.it
www.lelagunefvg.it
www.bortolusso.it
valledellovo@libero.it
www.friuliinbarca.it
www.fllimolinaro.com
www.wolfsauris.it
www.facebook.com/pages/Bar-CaffèNuovodaMarika
www.ramandolo.it
www.vinizaccomer.com
www.osteriadiramandolo.it
www.comelli.it
www.ud.camcom.it
www.schianchitalia.com
www.enoteca-cormons.it
www.bjana.si
www.lasubida.it


 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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