di Silvia Parcianello
Fu così che anche quest’anno sono andata a Identità Golose.

Tra sabato 3 e lunedì 5 marzo, al Mi.Co. a Milano si sono dati appuntamento i più grandi chef d’Italia e non solo. Paolo Marchi, ideatore del Congresso, alla sua edizione numero 13, a dirigere le operazioni e tanti protagonisti a raccontare e raccontarsi in tre giorni pieni di idee, fascino, proposte, piatti, bicchieri e cultura.

Silvia con due amiche e Carlo Cracco

Silvia con due amiche e Carlo Cracco

IG è così. Uno parte pensando di assaggiare un sacco di piatti nuovi, strani, raffinati, golosi e poi quando torna quello che ricorda di più sono le idee, le persone incontrate, le cose imparate.

E’ successo anche a me, pensavo di scrivere un pezzo sulle esperienze sensoriali avute e invece mi ritrovo con la penna che si lascia trasportare verso considerazioni diverse. Va da sé che un pugno di chicche mangerecce ve le racconterò ugualmente…

Il tema di IG 2017 è troppo invitante per non fare una riflessione: il viaggio.

In questo momento storico in cui si parla molto di muri, barriere e divieti, in cui viaggiare in piena libertà non è più un’attività scontata, credo sia doveroso capire che alla base di ogni conoscenza e di ogni cosa che arriva nel nostro piatto ci sia un viaggio. Di persone, di prodotti, soprattutto di idee.

Ecco, io credo che viaggiare, mangiare, e bere, of course, siano tra le esperienze più ricche di cultura che possiamo avere nel corso della nostra vita.

Viaggio che può essere inteso in senso stretto,  visitare e magari vivere in un Paese diverso dal nostro, come racconta Norbert Niederkofler, chef del ristorante S. Hubertus di San Cassiano in Alta Badia, che ha scelto da giovanissimo la sua professione proprio perché gli permetteva di girare il mondo. Salvo poi tornare più ricco nella terra dove ha le radici e usare la propria cucina per valorizzarla e farla conoscere, facendo così viaggiare sensorialmente coloro che assaggiano i suoi piatti.

Viaggio sensoriale, come l’esperienza provata allo stand Prime Uve della Distilleria Bonaventura Maschio, in cui lo chef Moreno Cedroni e il bartender Flavio Angiolillo hanno sprigionato la propria fantasia servendoci  un finger food a base di ostrica  e un cocktail in abbinamento, entrambi ispirati da Prime Uve.

Viaggio sensoriale ancora allo stand Agrimontana in cui Diego Crosara, vicentino, campione del mondo di pasticceria, ha giocato con cioccolato e preparazioni salate. Cremino al pistacchio decorato con uova di trota, tartufino al foie gras e cremino alla pasta di mandorla e parmigiano reggiano. Un susseguirsi di contrasti, dolcezza e sapidità, un viaggio che ha messo felicemente alla prova i nostri sensi.

Viaggio attraverso il cibo allo spazio Felicetti, azienda trentina, con sede a Predazzo, produttrice di pasta eccellente che ogni anno invita gli chef più famosi a giocare con i propri prodotti. Sabato in cattedra c’era Carlo Cracco, domenica ho incontrato Giorgio Nava, chef milanese di stanza a Città del Capo da una dozzina d’anni, Ristorante 95 Keerom,  che ci ha idealmente fatti viaggiare fino alla sua terra adottiva proponendo un bis di piatti. Per cominciare, ciò che si mangiava in Sudafrica prima che la pasta viaggiasse fin laggiù, Mieliepap con Springbok,  una polentina di mais con carne di antilope e verdure. Poi, fedele alle proprie origini milanesi, una  Zuppetta di trippa di vitello con Subbiotti rigati Felicetti e verdure di stagione. Il tutto accompagnato da ottimi spumanti TrentoDoc.

E infine viaggio attraverso le idee, la cultura, la storia di tutti i grandi personaggi che hanno animato il congresso. Troppi per poterli seguire tutti, perché da ciascuno avremmo qualcosa da imparare. Se vi ho incuriosito trovate tutte le testimonianze, comprese quelle che io stessa mi sono persa, sul sito www.identitàgolose.it .

Ho solo portato qualche assaggio, quello che resta di IG sono sempre le idee.