di Germana Grasso

Tra i ricordi di bambina c’è una gita scolastica, che fece tappa all’Italia in miniatura. Il divertimento di noi scolari era quello di saltare da una regione ad un’altra. Un passo e si era nel Lazio, due nelle Marche, tre passi ed un salto e si era in Sicilia. Perché non mantenere questo approccio divertito e curioso, forse anche infantile, anche per il vino? vitigno-06

Questo è stato il mio approccio a Vitigno Italia, evento organizzato a Napoli. Nella splendida location del Castel dell’Ovo, un monolite di pietra tufacea che sembra galleggiare sull’acqua del golfo, aggrappato ad un lembo di costa, si sono riuniti oltre cento produttori di vini e distillati (per la maggior parte campani) per confrontarsi, conoscersi, aprirsi al pubblico di esperti o semplicemente di curiosi. La sensazione è quella del ricordo di bambina: saltare da uno stand ad un altro, da una regione ad un’altra, da etichette note e ben piazzate sul mercato ad altre emergenti.
Il mio tour di degustazione si incentra sulla regione di riferimento, la Campania. Con mappa del castello e calice alla mano vado alla scoperta delle prigioni, suggestivamente illuminate. Mi fermo allo stand di Cantine Federiciane, azienda con sede a Marano di Napoli, oggi alla terza generazione della famiglia Palumbo. L’azienda produce un Piedirosso Doc dei Campi Flegrei, Gragnano e Lettere  Doc. della Penisola Sorrentina, la Falanghina dei Campi Flegrei. La novità è il “Flaegreo”, una Falanghina metodo Charmat lungo. La fine effervescenza ed il sorso fresco e fruttato lo rendono ideale per l’aperitivo.
A seguire Magistravini, l’impresa nata da un ambizioso progetto del ricercatore Claudio Quarta. Si tratta di una rete di aziende vitivinicole (12 in tutto, richiamate anche nel logo “a grappolo”), sparpagliate tra Campania e Puglia. Tra queste cantine la Sanpaolo, situata tra Tufo e Torrioni, in provincia di Avellino, che produce Fiano di Avellino Docg, Greco di Tufo Docg, Falanghina Igt, Aglianico e Taurasi Docg. Il Fiano 2010 è di un giallo paglierino tenue, minerale e iodato all’olfatto con toni di frutta bianca, fresco e sapido all’assaggio. Piacevole anche il “Suavemente” 2010, un blend di Greco, Fiano e Falanghina. Dal colore giallo paglierino, dalle note floreali, minerali ed agrumate, morbido e fresco all’assaggio.

Tappa immancabile è la Tenuta Cavalier Pepe, situata nel cuore dell’Irpinia, che produce da vitigni di Aglianico, Coda di Volpe, Fiano di Avellino e Greco di Tufo, oggi gestita dalla giovane e vulcanica Milena Pepe. La punta di diamante dell’azienda è il Taurasi Docg “Opera mia”: dal colore granato, presenta sentori di amarena e frutti rossi, intenso in bocca, dal tannino equilibrato. Anche il Coda di Volpe “Bianco di Bellona” ha dato le sue soddisfazioni, vincendo uno degli incontri campani di Bufala & Wine Wedding per il miglior abbinamento tra mozzarella di bufala e vino. Colore giallo paglierino, il “Bianco di Bellona” è fresco e fruttato.
Mi sposto allo stand di Terredora, azienda irpina di Walter Mastroberardino e figli, che producono Fiano di Avellino, Taurasi, Greco di Tufo, Falanghina, Lacryma Christi del Vesuvio, Aglianico e Coda di Volpe. Degusto il Taurasi Docg “Campore”, ricavato dall’Aglianico delle zone di Lapio. Il colore è un rosso rubino con riflessi granato, ha note di frutti di bosco, amarena e sentori di spezie, che si ritrovano al sorso.

In provincia di Caserta è attiva l’azienda Villa Matilde dei fratelli Salvatore e Maria Ida Avallone, che coltivano Falanghina, Fiano, Greco, Aglianico, Piedirosso e Primitivo. Assaggio il “Camarato” (80% di Aglianico e 20% di Piedirosso), dall’omonima vigna di Sessa Aurunca. Il colore rubino intenso che sfuma nel granato, il profumo di frutta rossa, matura, e spezie, con qualche sentore di vaniglia, dovuta alla fermentazione in barriques ed all’affinamento in rovere di Allier creano una certa aspettativa al sorso, che si presenta caldo e dal tannino equilibrato.
Mi imbatto in un’altra nota cantina irpina, Feudi di San Gregorio, che produce vini da Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina, Primitivo. Quest’anno ha prodotto un ottimo Taurasi Riserva, ma personalmente non mi stanco mai di assaggiare l’Aglianico “Rubrato”, dal colore rosso rubino, dal profumo di sottobosco e liquirizia e dal tannino equilibrato. Degusto il “Sirica”, dal nome di un antico vitigno irpino. Partendo da alcune vigne di oltre duecento anni – il cui Dna ha punti di contatto con lo Shiraz, il Refosco ed il Teroldego – è stata ricreata questa antica varietà. Il “Sirica” matura in barriques di rovere e si affina in bottiglia per circa 9 mesi. È rosso rubino, presenta profumi di frutta rossa, al sorso è morbido ed equilibrato. “Privilegio”, il loro passito Fiano Doc, è tra i vini premiati da Vitigno Italia.
Nell’ultima sala del castello, dulcis in fundo, lo stand dell’azienda Marisa Cuomo, situata in uno dei posti più belli del mondo, Furore sulla Costiera Amalfitana. Dietro al banchetto ci sono Marisa Cuomo ed il marito Andrea, un uomo appassionato, innamorato di questa terra baciata dal sole a strapiombo sul mare. Mi racconta di quando ha scattato la foto che campeggia sulla pubblicità dell’azienda e di un breve periodo in cui soggiornò a Novara: soprattutto dei ricordi della nebbia che lo fece fuggire e della nostalgia che lo fece tornare nella sua terra: fu proprio allora che incontrò Marisa, sua compagna da trent’anni. Fra le chicche, anche l’aneddoto di quando, recentemente, l’attore Pierce Brosnan, dopo aver provato una bottiglia in un ristorante della costiera, andò a far visita all’azienda. E mentre racconta, immagino la roccia, i filari a terrazze, la fatica che c’è dietro alla vite, la speranza in una buona annata, l’attesa per un buon vino.
L’azienda produce da Falanghina, Biancolella, Ripoli, Ginestra, Fenile, Aglianico e Piedirosso. Il fiore all’occhiello è il “Fiorduva” (Ripoli 40%, Ginestra 30%, Fenile 30%), un bianco dal colore giallo carico, con  profumo di ginestra, morbido ed aromatico al gusto. Le uve sono raccolte a mano e subito sottoposte a pressatura leggera – racconta Andrea – prima di fare tre mesi in barriques di rovere.
links:
www.vitignoitalia.it
www.magistravini.it
www.tenutapepe.it
www.terredora.com
www.villamatilde.it
www.feudi.it
www.marisacuomo.com

 

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A proposito dell'autore

Germana Grasso

Giornalista professionista, sono convinta che la migliore qualità di questo mestiere sia la curiosità, un modo di essere che impregna i pensieri e scaccia la noia. Per curiosità mi sono accostata al mondo del vino e mi sono lasciata affascinare dalla scoperta delle nostre radici. Immagino ogni bottiglia di vino come un'opera, che il produttore lascia andare per il mondo a raccontare di sé. Ho voluto documentarmi per sentire cosa intende comunicare un vino, chi lo produce e la sua/nostra terra. Discendente da tre generazioni di pizzaioli napoletani, amante della buona cucina, ho eletto la comunicazione a stile di vita, passando dalla carta stampata, alla tv al web. L'incontro con Umberto e con Wining, il suo progetto nel cassetto, è stata l'ennesima occasione per confrontarmi con la curiosità e raccontare un mondo vitale, difficile, ma sempre ricco di umanità.

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