Vino Santo_Pedrotti_1986di Michela Pierallini

“Amore ma ti rendi conto? Non avrei mai pensato di fare così tardi, ma si stava così bene, vero?”.  Sono le due di notte e Luca ed io stiamo tornando a casa dopo un pomeriggio che è diventato serata e velocemente nottata, trascorso nell’Azienda Gino Pedrotti, a  Lago di Cavedine, in Trentino. L’invito me l’aveva inviato Aurora Endrici, sommelier, donna del vino e organizzatrice di eventi di qualità. In poche parole, la sua firma è una garanzia, perciò ho accettato volentieri. E non doveva capitarmi l’imprevisto proprio questo sabato mattina? Così mi sono persa pari pari tutta la parte goduriosa della festa, perché di questo si trattava: del compleanno dell’azienda, 100 anni portati così bene che gliene abbiamo augurati infiniti altri. Lo chef Peter Brunel, stella Michelin, con la sua creatività è riuscito a comporre dei piatti che erano opere d’arte ed io li ho visti solo in fotografia. Mi sono persa, di conseguenza, anche tutti gli abbinamenti con il vino dell’azienda Pedrotti, che sono stati presentati a pranzo. Sono arrivata giusto in tempo per la merenda nel vigneto, vista lago. Almeno quella! Quando siamo arrivati, fatte le dovute presentazioni, Giuseppe, figlio di Gino, ci ha invitato a salire sulla sua auto per portarci fino al luogo dell’incontro.

Equilibrio vegetativo in vigna

Tanti piccoli appezzamenti sparsi qua e là per un totale di circa quattro ettari. Non ci sono dubbi che sia un’azienda a gestione familiare! Percorriamo la stradina intorno alla vigna, ci deliziamo la vista con le rose che sono vicine alla fioritura, in cima ai filari, dove non possiamo fare a meno di notare l’inerbimento a file alterne. Una striscia del vigneto ha l’erba tagliata e nell’altra, invece, ci sono varietà diverse di piante spontanee, anche con piccoli fiori. “Perché una si e una no? ” chiede una signora. “Perché cerchiamo di dare un equilibrio vegetativo alle viti e anche un habitat agli insetti. Se tagliassimo tutta l’erba non saprebbero dove stare ma anche loro fanno parte dell’ecosistema” risponde Giuseppe. Ed io, che quando trovo un piccolo ragno in casa lo prendo e lo metto in giardino, vado in sollucchero a sentire questa risposta. “Sollucchero” è una parola obsoleta ma io la uso da quando ero piccola e ci sono affezionata, perdonatemi.

Coltivazione biologica e biodinamica e il gruppo “I Dolomitici”
La famiglia Pedrotti è fondata sul rispetto, delle persone e dell’ambiente, ed è per questo motivo che ha scelto la strada della coltivazione biologica e biodinamica: per mantenere il più possibile inalterato il sistema in cui lavorano e,  ancora più importante, l’habitat naturale in cui vivono. Non sono gli unici, a quanto pare. L’azienda, infatti, fa parte di un gruppo di vignaioli trentini che condividono la stessa filosofia, “I Dolomitici”. Con un pizzico di fortuna riesco anche a farmi una foto con alcuni di loro, giù al bar Pedrotti. Ora siamo qui in mezzo al vigneto, con il vento in faccia e il lago proprio davanti a noi. Lo chef Peter Brunel ha magicamente reso possibile una dolce vendemmia. Li vediamo dondolare al vento, sono biscottini che fanno capolino tra le foglie delle viti, piccoli bijoux che aspettano soltanto d’essere mangiati.

La Nosiola e il Vino Santo
Apriamo due bottiglie di Vino Santo, una del 1986 e l’altra del 1989, prodotto con uva Nosiola. E’ un viaggio mistico. Nel 1986 avevo nove anni, mamma pettinava i miei lunghi capelli, andavo a scuola con la cartella, avevo la prima cottarella, e il vino, rigorosamente rosso, lo bevevo con il contagocce, dosato sapientemente dal babbo. Nello stesso anno, in una regione che avevo visto soltanto sul mio libro di geografia, le uve di Nosiola crescevano e maturavano, erano colte e messe in fruttaio ad appassire. Ed ora, in questo preciso momento, ecco la congiunzione inaspettata di due strade, la mia e quella del Vino Santo Pedrotti. Esplodono i ricordi, al primo sorso di questo pezzo di storia. “Se tutti i vini che mi sono persa a pranzo sono così buoni, devo assolutamente provvedere!”. Peccato che la Nosiola sia poco conosciuta e che il turista al ristorante chieda sempre Chardonnay. Piccole gocce di pioggia iniziano a farsi sentire perciò saliamo tutti di nuovo in macchina per tornare in cantina. E la festa comincia! Sotto un gazebo sono a disposizione due damigiane di vino, il rosso e il bianco “della casa”, rispettivamente Rebo e Nosiola. Niente bottiglie da stappare, solo un tubicino per pescare il vino e riempirsi il bicchiere o la caraffa, meraviglioso! Il sistema più adatto per brindare in un clima di festa e convivialità. Il Rebo, devo confessare, non lo conoscevo. E non ho nessuna intenzione di dirvi cos’è! Vi lascio i compiti per casa, chi mi da la risposta giusta vince un premio.


Il vino della casa e le prelibatezze gastronomiche trentine

In cantina, proprio dove si trovano le vasche d’acciaio, ci sono produttori locali che presentano le loro leccornie, da abbinare al vino. Da una parte ci sono tutti i formaggi e dall’altra i salumi. Mi soffermo al banco del pesce perché non ho mai assaggiato la trota affumicata . “Etrota marmorata salata con sale di Cervia e affumicata con segatura di faggio”, mi spiega il ragazzo che sta preparando i crostini. Chiedo al Cielo di farmi vivere a lungo perché ho ancora tante, troppe prelibatezze da assaggiare. C’è anche la trota marinata e, con una marinatura diversa, il salmerino. Davanti alla cantina braccia forti e mani esperte stanno cucinando la polenta della Valsugana alimentando il fuoco a legna. A fine cottura la polenta è arricchita di quattro formaggi diversi. Che bello, profumi d’altri tempi eppure così attuali. Non ho neanche il tempo di formulare un pensiero poetico che vedo già una lunga fila davanti ai pentoloni di rame. Corro, per non perdere il piatto! Un gruppo di giovani sta suonando e cantando, Gino inizia a ballare, gli invitati applaudono, e intanto Giuseppe e le sorelle Clara e Tullia continuano a correre da una parte e dall’altra per servire gli ospiti. Padroni di casa eccellenti, meravigliosi, mai fermi e sempre sorridenti.

L’anima del vino nel compleanno centenario 

Non mi sono mai sentita tanto coccolata. Respiro gioia, vedo sorrisi, sento allegria, è la festa del cuore, il Compleanno dell’Azienda Pedrotti, che fortuna poterci essere. Arriva la torta e Giuseppe dice due parole: “Vi ringrazio, grazie a tutti per essere qui con noi a festeggiare, ci teniamo a trasmettervi quello che abbiamo fatto in questi  100 anni. Devo ringraziare i miei nonni e i miei genitori che ci hanno dato questa vita. Dire “biologico” oggi sembra una moda ma noi cerchiamo di osservare quello che facciamo, ormai siamo in un vortice e stiamo per toccare il fondo…fermiamoci! Stiamo poco tempo su questa terra perciò dobbiamo rispettarla e rispettare anche noi stessi. Ho un bel gruppo di amici, “I Dolomitici” e diamo un’anima al nostro vino, o, comunque,  ci proviamo”. Mi commuovo. Chi mi conosce sa che sono di lacrima facile. E’ come se non riuscissi a contenere le emozioni perciò le faccio uscire in forma liquida. Che sia dolore o gioia, io piango. Non si può restare indifferenti di fronte a questo pensiero, la nostra coscienza, se solo la ascoltassimo, ci direbbe la stessa cosa: fermiamoci un istante, non ci lasciamo travolgere dal vortice quotidiano senza senso.

Luisella Savorelli e i suoi scatti di vita

La ciliegina sulla torta di questa giornata si chiama Luisella Savorelli. Le sue fotografie da oggi sono gigantografie nei vigneti Pedrotti, momenti immortalati a disposizione di tutti. All’interno del bar, sulle pareti, altri suoi scatti, qualcuno in bianco e nero, altri a colori. Non sono fotografie incorniciate e attaccate al muro: sono volti, sorrisi, sono bambini che stanno crescendo e adulti che ancora si amano. Sono colori senza confini, ritratti di vita che vive in cuori pulsanti. Al centro di tutto questo, la vite e i suoi frutti. Le foto di Luisella si lasciano contemplare e ti fanno una carezza. Le parole chiave di questa giornata, oltre a vite, uva e vino, sono “collaborazione” e “grazie”. Giuseppe e Clara mi hanno ringraziato molte volte e, come me, tutti gli ospiti presenti. Il vino copre un ruolo molto importante, di unione e di calore. Grazie famiglia Pedrotti, per il lavoro quotidiano che affrontate con criterio e rispetto. Grazie!
Azienda Agricola Gino Pedrotti
via Cavedine, 7 – 38073 Lago di Cavedine – Pietramurata (TN)
Tel. 0461 – 564123; e-mail: info@ginopedrotti.it 

Link: www.ginopedrotti.it  

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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