di Patrizia Pittia
Cari lettori di Wining per quest’ultima visita in cantina prima delle ferie estive ho scelto una domenica di luglio finalmente calda e assolata. Direzione Colli Orientali del Friuli, verso la frazione Montina, nel comune di Torreano, vicino alla splendida Cividale del Friuli, antica cittadina Longobarda e Patrimonio dell’Unesco. L’azienda è Guerra Albano, sita su dolci colline a 200 metri sul livello del mare, che negli ultimi anni si è distinta per la produzione di vini di nicchia.

Siamo un bel gruppo di 25 appassionati e degustatori. Quando arriviamo a destinazione, ci viene incontro Dario, l’attuale proprietario (l’azienda porta il nome del padre Albano scomparso quattro anni fa), un gigante buono dalla faccia bonaria, simpatica e disponibile. Da quando lo conosco, ho sempre apprezzato la semplicità e la serietà con cui propone i suoi vini. Naturalmente, vicino a un grande uomo c’è sempre una grande donna: Sara, timida e carina, con i suoi occhioni azzurri, già impegnata a organizzare la degustazione con gli abbinamenti che poi andremo a fare. Accanto a Dario, il primogenito, Matteo, di 13 anni, armato di telefonino per filmare la giornata e accompagnare il padre nei vigneti.

La grande casa con annessa cantina e sala degustazione recentemente ristrutturata. Tutto attorno piante e fiori che si affacciano sulla stupenda campagna friulana. Dario racconta: i nonni gli hanno trasmesso la passione per la viticoltura e per il vino; nel 1997 prende la decisione di dedicarsi a questo magico mondo, seguendo la tradizione di famiglia; l’unico fratello ha scelto di lavorare in banca. Il terreno conta dieci ettari vitati in diversi appezzamenti dislocati nei comuni di Torreano e Cividale del Friuli. Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso i vigneti di Friulano e Picolit. Davvero emozionante inoltrarci nella campagna verdeggiante dove il vigneto di Friulano si mostra in tutta la sua bellezza: grappoli belli, sani, in fase di invaiatura (fase fenologica della maturazione dei frutti che iniziano a prendere colore). Accanto al Friulano crescono alcuni filari di Picolit.


La filosofia aziendale – spiega Dario – è orientata verso il metodo di coltivazione biologica, anche se non ancora certificata: il tutto si abbina ad una cura maniacale della vigna per ottenere uve sane e vini di qualità. Poi fondamentali sono le tecniche di inerbimento naturale e arieggiamento fogliare (eliminando le foglie più vicine ai grappoli che favoriscono la perfetta aerazione e la corretta maturazione delle uve). Sotto i filari si fa la movimentazione della terra affinché le sostanze nutritive raggiungano le radici delle piante per costituire la riserva dell’anno successivo. Le viti sono esposte in nodo tale da favorire un’escursione termica tale da conferire alle uve struttura e aromaticità. Per il Picolit sarà un’annata particolare: grappoli spargoli e uve sane. Il Picolit soffre di acinellatura che determina un difetto di fecondazione con il risultato di dare una bassa resa. Dario si avvale della consulenza di Carlo Petrussi, noto agronomo friulano, studioso del territorio vitivinicolo. Grazie a lui sono stati recuperati cloni di vecchie vigne e tramite i vivai di Rauscedo sono stati messi a dimora. Queste viti (Friulano, Malvasia, Ribolla Gialla, Refosco dal peduncolo rosso, Pignolo, etc.) si distinguono per buona struttura e spiccata dotazione aromatica. Come al solito, il tempo trascorso fra le vigne è volato in fretta: ora la nostra meta è la degustazione.


Tasting

La sala degustazione una volta era la stalla per le mucche, ora funge anche da punto vendita. Ora la famiglia è completa Guerra è al gran completo perché ci ha raggiunto Giulia, la piccola di casa, 11 anni, già pronta a dare una mano ai genitori per l’apertura delle bottiglie. Dovete sapere, cari lettori, che Dario da un po’ di anni produce anche un piacevole spumante di Ribolla Gialla metodo charmat. Oggi, però, la piacevole sorpresa: degusteremo in anteprima una Ribolla Gialla metodo classico. Un sogno nel cassetto che Dario è riuscito a realizzare.

“Giuliet” Ribolla Gialla Brut pas dosè 2012
Lo avrete intuito: il metodo classico è dedicato alla figlia Giulia. Sboccatura febbraio 2014 (ho avuto l’onore di parteciparvi, in una indimenticabile giornata dal tempo da lupi). Vendemmia anticipata, classica vinificazione in bianco, il vino matura in acciaio. Dopo la presa di spuma rimane a rifermentare in bottiglia per due anni. Nel calice un brillante giallo dorato, bollicine fini e persistenti. Al naso emerge subito la crosta di pane che si evolve poi in frutta esotica e ananas. In bocca è fresco ed elegante: ritornano i sapori della frutta esotica insieme ad una vena minerale. Nel finale si evidenzia un leggero tannino tipico dell’uva Ribolla Gialla, come il nostro Verduzzo. In abbinamento Sara offre salumi delicati e formaggio Montasio. Questa bollicina si accompagnerebbe bene anche a pesce crudo e verdure pastellate oppure da bere a tutto pasto.

Friulano 2013 – Colli Orientali del Friuli Doc
Come primo vino bianco fermo ecco il Friulano 2013. Un’annata che ha dato profumi intensi. Al naso note floreali e di erbe aromatiche. In bocca è fresco, caldo, avvolgente, piacevolmente sapido con ritorno delle erbe aromatiche. Lunga persistenza gusto-olfattiva. In abbinamento bocconcini di torta salata con spinaci, formaggi e tacchino. Questo Friulano si è meritato la Corona della Guida Vinibuoni d’Italia del Touring pochi giorni fa a Buttrio.

Malvasia Istriana 2013 – Colli Orientali del Friuli Doc
Questa Malvasia è una novità: proviene da vigne nuove di sei anni impiantate su vecchi cloni da vigne storiche recuperate grazie al lavoro di Carlo Petrussi. Con orgoglio Dario racconta che, recentemente, durante una degustazione alla cieca, su 20 malvasie la sua è risultata la migliore. Perciò sono curiosa. Bei profumi intensi di frutta matura, albicocca e pesca; in bocca è molto aromatico, fresco e minerale. Mi complimento con Dario: alla cieca si potrebbe confondere con una Malvasia del Carso. In abbinamento: tortino di patate, carciofi, crema di formaggi e panna. Perfetto matrimonio cibo-vino.

Passion 2012 – Colli Orientali del Friuli Doc
Una selezione delle migliori uve da vecchie vigne per questa cuvée da Ribolla Gialla, Malvasia, Friulano e Sauvignon. Le uve raccolte a piena maturazione sono vinificate separatamente. Solamente il Sauvignon affina in barriques di rovere francese usate. Giallo dorato, al calice lieve sentore di vaniglia che si evolve in frutta esotica. Poi ecco le note di erbe aromatiche e la mineralità delle marne arenarie del terreno. Un vino fresco, giovane e nel contempo complesso. In abbinamento Sara ha preparato per noi un gustoso risotto d’orzo alle zucchine. Io accosterei un tortino agli asparagi o un San Pietro al forno. Ottimo vino da meditazione con l’uomo dei miei sogni.

Pignolo Matteo 1° 2008 – Colli Orientali del Friuli Doc
Come primo rosso un autoctono dedicato al figlio Matteo. Dario spiega che “il Pignolo è un vitigno difficile e imprevedibile dato che nel suo Dna si annida una virosi: un anno può produrre molto e l’anno successivo pochissimo”. Notizia interessante: c’è sempre da imparare. Dopo la vinificazione, il Pignolo si affina due anni in tonneaux di rovere francese da 700 litri. Rosso granato intenso, offre sentori di piccoli frutti rossi, prugne, spezie dolci e cioccolato. Al sorso sfodera un tannino austero, elegante, ancor giovane, con ritorno “dolce”. Un rosso da lasciare in cantina: darà delle belle sorprese. Con carni importanti, speziate e formaggi stagionati.

Gritul Riserva 2006 – Colli Orientali del Friuli Doc
Il Gritul in friulano è il viticcio: l’organo rampicante a ricciolo di sostegno della vite che si avvolge a spirale. Il 2006 è stata un’annata calda per questo uvaggio da Merlot, Refosco dal peduncolo rosso e Pignolo. Il vino matura per due anni (metà in barriques e il rimanente in tonneaux da 700 litri di vari passaggi). Che colore intenso ai nostri occhi! Un granato ancora in evoluzione. Dal calice annuso ciliegia e amarena sotto spirito, sambuco e c’era d’api; al palato tannini morbidi ed elegantissimi che ti avvolgono le papille gustative. Da gustare con calma e dedizione. Chapeau. Sta bene con salumi e formaggi stagionati, ma da meditazione è la morte sua!

Picolit 2009 – Colli Orientali del Friuli Docg
Ecco il nostro amato passito Docg, da vendemmia tardiva cui segue un periodo di appassimento. Dopo la fermentazione si affina in barriques di rovere. Molto contenuta la produzione per questo vino che alla vista è di un bel giallo dorato. Al naso frutta matura (albicocca) e miele; in bocca molto intenso, fresco e una persistenza gusto-olfattiva appagante. Nel complesso un vino equilibrato, elegante, dolce, mai stucchevole. Perfetto con formaggi erborinati e pasticceria secca … e per i sognatori.

Prima di salutarci Dario e la dolce Sara ci hanno riservato una sorpresa: Ribolla Gialla metodo classico dosaggio zero 2011, ancora poche bottiglie in cantina. Ideale per rinfrescarci il palato. Giallo dorato, perlage stupendo, note tostate e frutta matura. Gusto fresco e molto secco, piacevolissimo. E’ la ciliegina sulla torta! Un degno finale per quest’azienda che ci ha davvero meravigliato e impressionato positivamente. Non resta che salutare questa splendida famiglia di vignaioli. Eccoli i friulani che io amo: poche parole ma molti fatti!


Azienda Agricola Guerra Albano
Via Kennedy 39/a – 33040 Montina di Torreano (UD) – Tel. 0432 715077

info@guerraalbano.it
www.guerraalbano.it



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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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