di Manuela Chiarolanza
Il Greco di Tufo è uno dei miei vini preferiti, quindi come mancare a una verticale storica di una giovane ma determinata azienda per avere un’idea di come questo vino evolve e si conserva nel tempo?
Cantina Bambinuto è un’azienda situata a Santa Paolina, in pieno areale della DOCG Greco di Tufo, guidata sin dal 2004 da Marilena Aufiero, detta La Tosta, che mettendo da parte la laurea in giurisprudenza, decide di dedicarsi alla piccola azienda familiare e di concentrarsi e lavorare solo le uve di propria produzione.

Le vigne del Greco sono due: una in località Picoli, circa 1,5 ettari, da cui si produce il vino omonimo, a 500 metri sul livello del mare. Da questa vigna si ha una resa molto molto bassa, circa 1,5 kg per pianta a causa della rigorosissima selezione delle uve. L’esposizione dei filari è nord-est.

L’altra vigna, alla frazione Paoloni e da cui si produce il Greco di Tufo base, è leggermente più grande (2,5 ettari), si trova a una minore altitudine (400 metri circa) e ha una composizione del terreno meno ricca di elementi quali azoto e potassio, ma ha una resa maggiore (circa 2 kg di uva per pianta). L’esposizione dei filari è sud-est.

Queste differenze di esposizione, composizione del terreno e resa per ettaro si ritrovano perfettamente nei vini, così diversi ma tanto simili da poter riconoscere lo stile dell’azienda. Stile che ha una nettissima virata con l’arrivo della pressa in azienda nel 2011, visto che fino ad allora si lavorava con un torchio che favoriva l’ossidazione dell’uva (evidente sia al colore che al gusto), già facilmente ossidabile di suo.

Queste le note di degustazione dei vini assaggiati, nel corso delle due verticali guidate dalla giornalista Marina Alaimo, una volta rientrati in cantina dopo il giro in vigna.

  • Greco di Tufo DOCG 2011 – La sorpresa

Colore dorato, carico, naso evoluto, note tostate, fumé, grafite. Al gusto acido, sapido, ruvido e graffiante, con chiusura lunghissima sui toni salati. Un vino in ottima forma, considerando le condizioni con cui è stato lavorato post-vendemmia.

  • Greco di Tufo DOCG 2012 – Il morbidone

Colore e olfatto ancora più evoluti, complice l’annata caldissima che ha spostato l’equilibrio del vino verso le morbidezze, lasciando nel vino un alcol prepotente ed eccessivo. Olfatto e gusto sono però molto coerenti da loro, nonostante lo stadio evoluto del vino le componenti non sono slegate.

  • Greco di Tufo DOCG 2013 – La finezza

Primo anno di uva pressata intera, senza diraspatura, e maggiore affinamento sulle fecce (6 mesi). Nessuna traccia di ossidazione stavolta, maggiore eleganza, vino più snello e agile. La frutta è matura ma croccante, si sentono fiori gialli, miele, camomilla. Al gusto è un bel sorso, ricco ma molto tipico, con acidità e sapidità che fanno da padrone, con una chiusura lunga e persistente, tipica del Greco.

  • Greco di Tufo DOCG 2014 – Il sottovoce

L’annata 2014, ormai si sa, è stata terribile e la produzione è stata solo il 35% rispetto a quella degli altri anni. Il vino che ne è uscito è però di maggiore qualità, delicato, più sottile, il naso è complesso (fiori, frutta, erbe mediterranee, grafite). Al gusto ha forse bisogno di un maggiore affinamento, la componente alcolica è ancora troppo presente, ma la persistenza gusto-olfattiva lascia ben sperare.

  • Greco di Tufo DOCG Picoli 2008/2009/2010 – Gli evoluti

Queste tre annate sono state gestite in maniera molto simile, vinificazione con criomacerazione, diraspatura, torchio. Il colore e l’olfatto sono senza dubbio evoluti con note spinte di ossidazione, che però non coprono note di albicocca matura, frutta cotta e un’acidità ancora ben presente al gusto.

  • Greco di Tufo DOCG Picoli 2011 – La quadratura del cerchio

Da questa annata arriva la pressa, nessuna criomacerazione, l’uva non viene più diraspata. Il naso è complesso, frutta gialla matura, fiori bianchi e gialli, torna la nota fumé. Al gusto la classica e sempre tanto attesa acidità del Greco, sapidità e persistenza.

  • Greco di Tufo DOCG Picoli 2012 – Il futuro

Vino molto ampio, ma ancora con un temperamento giovane. Toni agrumati e iodati sovrastano un ampio bouquet di frutta e fiori, in lontananza si riescono a percepire delle sfumature balsamiche. In bocca, sapido, lungo e persistente. Un maggior affinamento non può che giovargli.

  • Greco di Tufo DOCG Picoli 2013 – L’attesa

Qui il lungo affinamento di 10 mesi sulle fecce restituisce un’espressione ampia e variegata al naso: toni prevalentemente dolci, di frutta e fiori, miele. Grande struttura alcolica ma perfettamente bilanciata dall’acidità. Un vino grasso, rotondo, ma scalpitante.