Adele Elisabetta Granieri
vignacicogna-9Era novembre quando incontrai per la prima volta Gabriella Ferrara nella cantina di Tufo. Una giornata piovosa e fredda ed il freddo irpino, si sa, non ha nulla a che vedere con quello napoletano. La cantina dei Ferrara è un luogo dove si lavora e non ci si perde in chiacchiere ed imbellettamenti: solo serbatoi dei vini, qualche barrique per il Taurasi, i pallet da trasporto e qualche post-it qua e là a segnalare i lotti di produzione. L’ambiente rispecchia in pieno la personalità di Gabriella e del marito Sergio, di una gentilezza semplice, mai leziosa. Quando ho saputo che Gabriella sarebbe stata a Napoli per presentare una verticale storica del suo “Vigna Cicogna” (evento eccezionale, dato che è particolarmente restia ad allontanarsi dalla sua cantina), ho colto al volo l’occasione per reincontrarla e per testare le capacità evolutive del suo grande Greco di Tufo.

La verticale, guidata da Marina Alaimo, si è tenuta presso “Cap’alice, ènosteriatipicanapoletana”, piccolo locale nel cuore di Napoli che deve il suo nome al detto partenopeo “meglio cap’alice che cor’e cefalo” (meglio testa di alice che coda di cefalo), ovvero “meglio piccoli e primi che grandi e ultimi”.
Il “Vigna Cicogna” (prima annata 1996) è il cru del Greco di Tufo di Benito Ferrara. Il fondo “Cicogna”, infatti, è quello che gode della migliore esposizione, è posizionato alla giusta altitudine (tra i 450 ed i 550 metri) e gode di una composizione dei terreni ottimale per questo tipo di vino (misto argilloso calcareo con venature sulfuree). Una materia prima di grande qualità, lavorata con doveroso rispetto da un enologo di talento: Paolo Caciorgna.
Un vino difficile da trattare, definito da molti “il più rosso tra i bianchi” per la grande struttura e la complessità aromatica tipica del terroir, che necessita di scelte enologiche in sintonia con l’uva. Le tecniche di vinificazione ed affinamento sono studiate per esaltare i precursori aromatici delle uve e domarne la spiccata acidità e prevedono la vendemmia a fine Ottobre con pressatura delle uve intere, la fermentazione controllata, 7 mesi di affinamento in acciaio su fecce nobili ed 1 mese in bottiglia.

Sei le annate in degustazione, 2003, 2004, 2006, 2007, 2008, 2009: una traccia importante per comprendere il potenziale espressivo ed evolutivo e constatare la coerenza del vino con i vari temperamenti vendemmiali.

2009 – Annata piovosa. Il vino risulta molto minerale, con la nota sulfurea ben distinta; i sentori fruttati sono meno marcati di quelli vegetali (muschio). Buona struttura, forte spinta acida e marcata sapidità; finale leggermente ammandorlato. Decisamente fine e con buon potenziale evolutivo.

2008 – Un’ottima annata: temperature non eccessivamente alte e piogge moderate. La nota minerale è più levigata e raffinata, ricorda la pietra bagnata, il tufo; i sentori agrumati sono arricchiti da un bel ricordo di erbe aromatiche. Grande struttura; fresco, quasi fresco vivo, succoso e sapido. Particolarmente equilibrato, elegante e persistente; con ottimo potenziale evolutivo.

2007 – Annata abbastanza asciutta. Prevale il fruttato, di pesca bianca ed agrumi, accompagnatao da qualche nota floreale e di crosta di pane. La struttura è meno vigorosa e ne perde in freschezza, resta una buona sapidità.

2006 – Annata equilibrata, perfetta nella fase di maturazione. Concentrato e molto profumato, con prevalenza di note agrumate e vegetali. In bocca è coerente col naso, ottimo corpo, morbido, ma con buona spinta acida, sapido, persistente. Fine, ma meno varietale.

2004 – Annata regolare, leggermente tardiva. Leggera nota eterea che lascia spazio a quella minerale (pietrosa) ed agrumata. In bocca è morbido, caldo, meno fresco, sapido e persistente.

2003 – Annata siccitosa. Al naso prevale la frutta gialla matura (pesca e albicocca), ma la nota minerale è ancora percettibile. Al sorso è caldo e di corpo, ma con una spinta acida ancora scalpitante, sapido. Ancora molto persistente ed equilibrato. Fine.

 

Azienda agricola Benito Ferrara di Gabriella Ferrara e Sergio Ambrosino
Frazione San Paolo 14 – 83010 Tufo (AV) – Tel. 0825 998194
www.benitoferrara.it