di Marina Alaimo Acino Ebbro
Il Gragnano vive un felice ritorno nelle carte dei vini dei ristoranti. Anche se dalle case dei napoletani non è mai andato via, si sa che in famiglia mette tutti d’accordo per il suo vezzo brioso, per il portamento leggiadro e quel tocco di dolcezza che lo rende così gradevole. Parla un linguaggio semplice, diretto, senza giri di parole e senza pretese.
Nel periodo di boom dei territori più blasonati, che abbiamo visto in rapida ascesa negli anni ’90, ha perso parte del suo appeal perché ritenuto vino ignorante e poco interessante. Eppure deve la sua crescita nel corso della storia proprio al fatto che fosse apprezzatissimo sulle tavole dei nobili e del clero. Ha mantenuto comunque un ruolo da protagonista nelle pizzerie e trattorie di Napoli dove continua ad essere il miglior compagno della pizza margherita, degli ziti al ragù, della parmigiana di melanzane, dei manfredi con la ricotta e delle polpettine al sugo o delle braciole ripiene di uvetta e pignuoli. Che meraviglia! Non ha mai perso la sua forte identità territoriale.
Forse molto più di tanti altri vini sa raccontare il proprio territorio, i Monti Lattari sospesi sull’incanto del golfo di Napoli e della costa di Sorrento. Il concetto di terroir gli appartiene nel senso più integralista del termine. Il Gragano mette insieme, in piena armonia i suoi terreni scoscesi, il clima, i vitigni storici e la sinergia con l’uomo e la sua idea di vino. Chi abita questi luoghi difficilmente proviene da altri territori. E’ un areale rimasto a lungo isolato perché difficilmente raggiungibile. Forse per questo motivo i vignaioli del posto non si sono mai lasciati tentare dalle mode suggerite dal mercato, rimanendo convinti che il loro vino andasse benissimo così com’è. Certo, oggi il cemento ha sottratto molto spazio alla vigna. E’ questa una colpa gravissima e scellerata che rende tutt’oggi questo territorio poco conosciuto impedendogli di decollare.
Nel concetto spontaneo e radicato di terroir non esiste un vitigno che lo rappresenti, bensì numerose varietà che i piccoli vigneron hanno custodito nel tempo. Anche questo aspetto rende affascinante l’areale di produzione del Gragnano e ne rafforza l’unicità. Possiamo definire eroica la viticoltura praticata sui Monti Lattari per le difficoltà imposte dai terreni molto scoscesi e frazionati.
La famiglia di Mariano Sabatino è alla quarta generazione di produttori di Gragnano a Casola e sabato scorso ha aperto le porte della propria cantina per raccontare ai suoi ospiti questo piccolo grande vino partendo dall’arrivo dei suoi conferitori con i carri di uve. C’è chi giunge da solo, chi con i figli. E proprio la gioia dei più giovani evidenza il carattere strettamente familiare del Gragnano attorno al quale i vignaioli scandiscono i loro tempi ed umori.

Nonostante l’annata difficile per il grande caldo e la siccità, le uve sono bellissime a vedersi. Le prime cassette scaricate contengono la varità Palommina, ma troveremo anche Per’ ‘e palumm’ (presente per disciplinare al 40%), Aglianico, Sciascinoso, Castagnara, Surbegnagna, Suppezza, Tintore.  Gragnano DOC è una sottozona della DOC Penisola Sorrentina, come la vicina Lettere e Sorrento. Questa giornata di porte aperte è stata organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Sommelier, diretta da Paolo Lauciani che ha guidato la degustazione del Gragnano di Mariano Sabatino, particolarmente emozionato e affiancato da Veronica Iannone, presidente FIS  Campania.

Nel bicchiere il vino ha confermato quella schiettezza raccontata dal produttore e da Veronica che qui è di casa. Il colore è fitto, è intenso al naso, ha temperamento giovane, vinoso, floreale di viola, ritroviamo la sua tipica e leggerissima affumicatura di castagno, poi mirtilli e buccia di arancia. Il sorso si fa apprezzare per la sua freschezza succosa, è delicatamente brioso invogliando a bere e ribere all’infinito. Un piccolo grande vino da riscoprire con la consapevolezza di sorseggiare e sostenere un territorio unico con un’anima vignaiola profonda e autentica.

www.cantinemarianosabatino.it