DSC 3426(U.G.) Gaglioppo, magliocco dolce e magliocco canino, greco bianco e greco nero, guarnaccia, mantonico, moscatello, nerello, calabrese, pecorello. Signore e signori, il paradiso dei vitigni autoctoni italiani è proprio qui, in Calabria. D’altra parte, non si può dimenticare che questa regione anticamente si chiamava Enotria e cioè “terra del vino”. L’allevamento delle uve è una tradizione antica che ci riporta ai primi coloni greci e che oggi, dopo decenni di dormiveglia, si sta lentamente rinnovando proprio nel segno degli autoctoni. Quest’anno, per le degustazioni della guida Vinibuoni d’Italia Touring, abbiamo riscontrato una confortante crescita qualitativa dei rossi calabresi a base gaglioppo e magliocco (ma non solo), unita alla tendenza a privilegiare la maturazione in botti grandi per i vini di punta. Più contenuto l’uso della barrique, quasi sempre di secondo o terzo passaggio. Non decollano invece i bianchi mentre di incerta prospettiva sono sembrati i rosati. Di assoluta eccellenza alcuni Moscato Passito di Saracena.
Fra le zone di produzione, la punta di diamante dell’enologia calabrese rimane il
comprensorio di Cirò. Si confermano in positivo fermento il distretto Cosentino e il Reggino. In  ritardo le aree di Catanzaro e Lamezia. In media quattro aziende vinicole calabresi su dieci puntano forte sull’export con risultati notevoli, nonostante la congiuntura. Anche qui, dove il sole picchia forte, si privilegiano vini più eleganti, meno alcolici e strutturati: in definitiva, più facili da bere. Abbiamo riscontrato vini ancor più territoriali, chiaramente e fortemente legati al lavoro in vigna e in cantina, con un impronta di maggiore innovazione che non si dissocia dalla tradizione. Molte aziende sono guidate dalle nuove generazioni di viticoltori che hanno ricevuto il testimone dai padri e (in alcuni casi) dai nonni. Altre cantine virano sempre più in “rosa” con le donne al ponte di comando. Ciò e molto confotante e positivo per una terra, come la Calabria, ricca di durezze e contrasti, ma anche di fascino e bellezze naturali incontaminate.

Scorporando i risultati del tasting, escono molto bene le etichette di gaglioppo o magliocco in purezza, che sono i vitigni rossi più tipici e diffusi da queste parti, quelli che esprimono realmente l’essenza del vino calabrese. Nelle zone più a sud si esprimono con pienezza anche i vari nerelli, più o meno imparentati con i “cugini” autoctoni siciliani. Per i bianchi, se non è greco le alternative sono scarse.
Le degustazioni per la guida 2013 “Vinibuoni d’Italia Touring” si sono svolte dal 6 al 9 giugno al Black Hotel di Roma. La commissione che ha esaminato i 150 campioni inviati da 36 aziende (+10% rispetto allo scorso anno) era composta dal coordinatore regionale Umberto Gambino e dalle sommelier master class Agnieszka Futa e Sara Vani. Per il momento non è possibile rivelare i nomi dei vini finalilsti e di quelli “da non perdere”. Ne parleremo più avanti, sempre su Wining, entrando anche nel dettaglio dei tasting delle singole tipologie territoriali.

Links:
www.vinibuoniditalia.it
www.blackhotel.it  

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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