di Michela Pierallini
Vagando con la mente nei meandri della fantasia, mi chiedo cosa ci sia intorno. Vedohaas-17 impastare il pane, versare il vino, cucinare un risotto: “Ma quanta gente ci sarà lì dietro?”, mi chiedo. “Il pane sta cuocendo davvero nel forno? E il vino versato così elegantemente nei calici, sarà bevuto da qualcuno?”.
 
La televisione è una piccola finestra sulla realtà lontana ed io mi sono sempre chiesta cosa ci fosse dietro, oltre la piccola cornice di questo apparecchio. 
 
Ora sono qui, mi trovo esattamente nell’intorno su cui ho sempre fantasticato, ben oltre la cornice della televisione, ed è molto emozionante. 
 
Percepisco un’atmosfera sana e un’alta carica di energia positiva, oltre al calore dei raggi del sole che mi fa sempre bene. 

I ragazzi preparano il set per le riprese di Tg2-Eat Parade, guidati da Umberto Gambino, il giornalista più serio e professionale che conosca. Posso fargli le smorfie più impensabili ma lui non si scompone di una virgola, neanche quando mi tolgo le scarpe e saltello tra i filari della vigna di Franz Haas come un leprotto. 
 
E questi filari, di leprotti, ne vedono, e anche cervi, tassi, volpi e tantissime farfalle. 
 
“Si capisce quando è passato il tasso perché mangia e lascia l’elaborato, mangia e lascia l’elaborato, ma con tutta la fatica che fa, un po’ d’uva se la merita anche lui. Avete mai visto un tasso? Sembra una palla di lardo che ondeggia tutta”. Così Franz descrive il tasso.  
Mi piace ascoltarlo, la sua cadenza è lenta e posata, così resto nelle vicinanze per tutta la durata dell’intervista.
 
Umberto: da quanti anni fai Moscato rosa?
Franz: “Dal 1990. In Alto Adige c’era già chi lo produceva ma non dava soddisfazione ed io ho iniziato a farlo  per sfida”.
 

Umberto: quali particolarità ha questo moscato rispetto ad altri?
Franz: “La differenza fra l’Alto Adige e altre zone è l’espressione aromatica dovuta al clima e alle escursioni termiche”.

 
Umberto: quali sono i profumi tipici?
Franz: “L’odore di rosa, le rose originali non quelle moderne, e poi buccia d’arancia, fragola, lampone, noce moscata, albicocca, diversi piccoli frutti. E’ fragrante”.
 
Umberto: è solo un vino da dessert? Come lo abbiniamo?
Franz: “Va bene come vino da dessert ma lo puoi bere anche con i salumi senza conservanti. I conservanti nei salumi rovinano il vino. Il grasso e il pepato ci stanno divinamente, anche sushi e salsa di soia, il piccantino e il salato si sposano benissimo, così come il semifreddo ai mirtilli neri”.
 

Umberto: è un vino femminile?
Franz: “Più che femminile direi “effettivo” sul genere femminile”.
 

Quest’uomo mi piace. Il moscato rosa invece non lo so, devo ancora assaggiarlo. 
 
Cambio di scena. Eccomi seduta in mezzo ad un giardino fiabesco, direttamente dal vigneto alla tavola, insieme a tutta la famiglia di Franz. “Questa è panzanella vera!”, esclamo felice. Sono rare le occasioni in cui mi offrono la panzanella giusta, di solito sono piatti dove appare del pane bagnato ma che si avvicina all’originale soltanto per il nome. Pane e salame, panzanella e risotto con gamberi sgusciati. Nel calice il Moscato rosa fresco, per tutto il pasto. 
 
Mi sorprendo a bere Moscato Rosa e a farmi riempire più volte il bicchiere. Se avessi avuto la carta dei vini non l’avrei scelto invece è una bevuta piacevole e sorprendente. Maledetti pregiudizi!
 
Ovunque io guardi trovo equilibrio, quiete, gioia, serenità, profumi di lavanda, rosmarino e salvia. Respiro arte e armonia, dalla macchina da scrivere sul davanzale della finestra al carro dei pompieri,  dalle mucche colorate da collezione ai tavoli in legno e pietre decorate. Il legno è il materiale principe, soprattutto nella  cantina privata di Franz dove mi colpisce un piccolo scrittoio con il pennino e il calamaio.
 
Il piatto dei dolci è qualcosa di strabiliante e non potrò mai dimenticare, per ovvi motivi, la salsa piccantissima sulla torta al cioccolato. La salsa mi ha infuocato e il moscato mi ha rinfrescato.
 
Non mi lascio scappare l’occasione di percorrere una stradina ripidissima e piena di sassi sdrucciolosi che porta al canneto di bambù. Lo definirei  un piccolo luogo sacro dove far tacere la mente e rigenerare anima e cuore. 
 
Come due scolarette, mano nella mano e pronte alla risata fragorosa, io e Maria Luisa Manna, moglie di Franz, ce la raccontiamo sulla via. Se avessi la lampada con il genio dei desideri, non saprei che cosa chiedere. Sto bene, sono in pace con me stessa e con il mondo. 
 
Non ho ancora bevuto i vini di Franz Haas ma ne sto godendo l’essenza originaria, la fonte da cui nascono. Franz è un uomo profondo, studioso di fisica quantistica, ricercatore, contemplatore e appassionato. Maria Luisa è una scintilla cosmica, l’esplosione della parte più luminosa dell’universo, è energia che cammina e danza e sicuramente: è una splendida musa ispiratrice. 
 
I vini di Franz sono molto conosciuti e riconoscibili, grazie alle etichette disegnate dal famoso artista Riccardo Schweizer. Immagini intramontabili, “quasi non avessero collocazione spazio-temporale”, dico io.
 
Sto aspettando che una delle bottiglie di Franz che ho in cantina, mi chiami al momento giusto per essere bevuta, so che è capace di farlo. Insieme, attraverso la giusta vibrazione, ci completeremo in un attimo infinito.
 
P.S. un ringraziamento particolare va a Sofia, figlia talentuosa di Franz e Maria Luisa, perché con la sua pazienza certosina ha trasformato una torta con i frutti di bosco in un vero capolavoro.
Link: www.franz-haas.it

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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