di Alessia Canarino
La Franciacorta è un territorio  storico della Lombardia, in provincia di Brescia, a Sud del Lago d’Iseo: con i suoi 2895 ettari vitati (di cui l’80% Chardonnay, 15% Pinot nero e 5% Pinot bianco) è nel nostro Paese una delle aree più importanti e note in tutto il mondo per la produzione di numerosi ed eccellenti spumanti Metodo Classico, spesso paragonati allo Champagne.
E’ una zona dall’altitudine media di 200 metri, continuamente ventilata, ma caratterizzata da terreni morenici di origine glaciale, dovuti all’avanzamento dei ghiacciai verso l’area settentrionale prealpina, che nella Franciacorta ha lasciato deposizioni fluvioglaciali, rendendo i terreni molto drenanti.
Accanto alle varietà classiche per la produzione di bollicine, da qualche anno il disciplinare contempla anche l’utilizzo di un vitigno autoctono bresciano a bacca bianca, l’Erbamat – che qualcuno ritiene essere un clone di Chardonnay – coltivato in non più di 3 ettari, caratterizzato dalla spiccata acidità.

 

La Franciacorta, denominazione apparsa per la prima volta in documenti risalenti al XIII secolo, in riferimento alle franchae curtes, ovvero zone gestite dal clero e, per questo, esenti da imposte, è stata riconosciuta DOC già nel 1967 – tra le prime DOC d’Italia – e nel 1995 è diventata la prima DOCG italiana per il Metodo Classico.

Solo 118 le aziende vitivinicole, quasi tutte aderenti all’efficiente Consorzio locale, e tutte ben strutturate ed organizzate per l’accoglienza enoturistica.

Ne ho visitate alcune, tra piccole e grandi. Ecco le mie impressioni in breve con gli assaggi dei vini migliori di ciascuna cantina.

Mirabella
Azienda di Rodengo Saiano, fondata nel 1979 da un gruppo di professionisti bresciani, attualmente gestita dalla famiglia Schiavi, conta su 50 ettari vitati in regime biologico. E’ una cantina giovane, fatta di giovani, che con dinamismo guarda anche al futuro: oltre alla totale gestione in biologico dei vigneti, dal 2012 vanta l’utilizzo al 100% di energia da fonti rinnovabili.

Franciacorta DOCG Rosè Brut – 12,5%
Blend di Pinot nero 45%, Chardonnay 45% e Pinot bianco 10%, 36 mesi sui lieviti, è un vino dal colore buccia di cipolla, che vira ai toni del ramato. Al naso ricorda le crostatine di fragola della domenica, nel vassoio di mignon: note di fragolina di bosco, vaniglia, fragranti, di pasta frolla. La bollicina è fine, persistente, elegante. In bocca spicca l’equilibrata morbidezza del sorso che chiude su ritorni di erba fresca.
Da provare con l’insalata di gamberi e arancia.

Berlucchi
Immancabile tappa, lì dove il Franciacorta, nel 1961, fu prodotto per la prima volta, ad opera di Franco Ziliani, che trovò in Guido Berlucchi, il complice perfetto per la realizzazione di un vino Metodo Classico, in territorio bresciano, in un periodo in cui, fino a quel momento, si producevano prevalentemente vini fermi.

Franciacorta DOCG Berlucchi ’61 Saten – 12%
Prodotto da Chardonnay in purezza, la linea ’61 identifica le selezioni della maison Berlucchi. Vinificazione in acciaio e sosta sui lieviti per 24 mesi ed affinamento di due mesi dopo la sboccatura, con il risultato di un saten da 5 atmosfere circa, dal perlage cremoso e persistente. Colore paglierino brillante, al naso si apre con sentori di frutta gialla, dalla papaya alla mela golden. Al gusto, ha sapidità e struttura, con chiusura di note fragranti ed agrumate, di scorzetta d’arancia.
Da Nord a Sud, in abbinamento, il cous cous di pesce.

Ferghettina
Azienda familiare di  Adro, fondata nel 1991 dalla famiglia Gatti, in pochi anni, partendo dalla produzione di poche bottiglie in un’azienda in affitto, ha raggiunto un patrimonio vitato di 100 ettari, dislocati in 11 diversi comuni, con la produzione di circa 400 mila bottiglie/anno.

Franciacorta DOCG Rosè Brut 2013 – 12,5%
Riconoscibile dalla forma della bottiglia a base quadrata, in effetti, questa scelta ha ben poco di marketing e tanto di funzionale: nella fase di affinamento sulle fecce, il lato quadrato della bottiglia, garantisce un rapporto di contatto con la superficie maggiore rispetto alla bottiglia a base tonda, arricchendo il vino con più spiccate note di lievito. Il vino è ottenuto da Pinot nero in purezza, che, nonostante la sua suscettibilità agli attacchi fungini, qui, in Franciacorta, beneficia della continua brezza del Lago d’Iseo. Dopo un periodo di permanenza sui lieviti di 48 mesi, il vino è pronto per la sboccatura. Il colore è chiaretto, brillante, con bollicine eleganti e persistenti. Piccoli frutti rossi, rosa canina e arancia rossa al naso, anticipati dalle note di crosta di pane. Al sorso è sapido, agile, persistente, con ritorni agrumati.
Una ricetta campana in abbinamento, valicando ogni confine geografico e culturale: tagliolini al limone

Mosnel
Se Berlucchi è il padre della Franciacorta, senza dubbio, Emanuela Barzanò Barboglio è la madre, tra i soci fondatori del Consorzio per la tutela del Franciacorta. Fu lei che, nel 1968, prese in mano le redini dell’azienda Mosnel, (nome derivante dalle “musne”, ovvero pietraio) con la produzione di spumante metodo Charmat, per non concorrere con l’amico Berlucchi, che nello stesso periodo produceva vino con Metodo Classico. Fino al 1992, la produzione dell’azienda Mosnel si è concentrata su vini spumante, rifermentati in autoclave, poi l’adesione al Consorzio del Franciacorta e al suo disciplinare, indusse la famiglia Barzanò a produrre bollicine metodo classico.

Franciacorta DOCG EBB 2013 extra brut – 12%
Da Chardonnay in purezza, tradizionalmente passato in legno di secondo e terzo passaggio, la selezione EBB (omaggio ad Emanuela Barzanò Barboglio, madre degli attuali proprietari) proviene da 5 vigneti storici dell’azienda ed affina 36 mesi sui lieviti. Dal colore oro lucente, il naso elegante si esprime con note floreali e delicate, che richiamano gli agrumi. Il perlage delicato rende il sorso persistente, allungandolo con note di agrumi canditi e delicate di brioche. Una lasagna bianca con asparagi e prosciutto può regalare emozioni gustative.

Barone Pizzini
Fondata nel 1870 dal Barone Pizzini, dagli anni ‘Novanta la proprietà è gestita da un gruppo di imprenditori, prevalentemente lombardi. Con i vigneti totalmente gestiti in biologico ed una cantina costruita secondo i criteri della bioedilizia, Barone Pizzini è passata agli onori della cronaca per aver vinto il riconoscimento come miglior Franciacorta rosè biologico nel 2012, all’International Wine Challenge.

Franciacorta DOCG Animante Brut – 12%
Chardonnay 78% Pinot nero 18% Pinot bianco 4%, circa 30 mesi sui lieviti. Al naso sbuffi minerali ricordano la natura morenica dei terreni, che si intrecciano con note di timo, menta e foglia di limone. Al sorso si esprime con una spiccata freschezza ed elegante equilibrio. Il perlage fine prolunga le sensazioni fragranti dei lieviti.
Con una frittura di calamaretti, su una terrazza affacciata sul lago d’Iseo…

In conclusione: Prosit per un’estate all’insegna delle bollicine Metodo Classico italiane.

www.franciacorta.net