(U.G.) Prendete un giovane imprenditore, mettetegli accanto uno chef e un pasticcere di lungo corso più uno staff motivato e, presupposto essenziale, un ex capannone industriale convertito in struttura versatile e polifunzionale. Nasce così Food Bunker, la nuova scuola di formazione per appassionati di cucina e aspiranti chef, alle porte di Nepi (Viterbo), ma a 20 minuti scarsi da Roma Nord: siamo al Km 36,400 della Cassia Veientana.
Ci piace molto parlare di un’iniziativa nuova e ben organizzata nel mondo della gastronomia, sempre più trendy e decisamente molto seguita dai più giovani. Una ventata di freschezza che apre nuovi orizzonti (leggi: scuola in prospettiva inserimento nel mondo della ristorazione) e che si propone come esperimento alternativo per i numerosi cuochi amatoriali del territorio.

Ma chi sono i protagonisti di Food Bunker? L’imprenditore “visionario” (come si autodefinisce) è Stefano De Vincenti, 33 anni appena: è lui che ha deciso di riconvertire i luoghi delle precedenti attività familiari (magazzino per la distribuzione di giornali e riviste), trasformando un capannone industriale in uno spazio di grande atmosfera, sostenibile e dal design inconfondibile. La struttura è stata realizzata secondo i più moderni criteri di eco sostenibilità. Originali gli arredi dell’aula magna e gli spazi di relax outdoor, tutti realizzati con pallet di riciclo; tavole e condutture da cantiere arricchiscono le pareti espositive, dando un tocco moderno “stile industrial” a tutti gli ambienti. Illuminazione a Led, per garantire il risparmio energetico. Non mancano le telecamere, collocate sopra le postazioni di lavoro degli aspiranti chef, per poter trasmettere in tempo reale, su grande schermo, tutti i passaggi del lavoro in cucina.

Chiaro il motto di Food Bunker:Food Bunker vuole essere un luogo aperto, che si rivolge a chiunque ami la cucina”. Sarà un progetto didattico finalizzato a coltivare passioni e talenti, volendo trasmettere non solo tecniche e saperi, ma anche un approccio responsabile e sano nei confronti del cibo e dei metodi di lavorazione.

L’Aula Magna è aperta a esperienze esterne: al servizio di tutte le realtà e alle aziende che cercano un luogo suggestivo e moderno per poter raccontare i propri prodotti e il loro lavoro. Lo stesso spazio può convertirsi facilmente in una vera e propria sala di ristorante per cene, degustazioni ed eventi a tema. L’aula è insonorizzata, per garantire la massima concentrazione a docenti e studenti, grazie alla collaborazione con un’azienda leader nel campo della progettazione acustica.

Ecco però il cuore e l’anima di Food Bunker, raccontati in un’intervista esclusiva dal suo inventore e propulsore, Stefano De Vincenti.

Stefano De Vincenti

Prima di dedicarti alla cucina qual era il tuo lavoro?
Proveniamo dal settore della distribuzione di quotidiani. Mio padre ha fondato l’azienda 31 anni fa. Io poi sono subentrato insieme ai miei azioni fratelli.
Qual è stata la scintilla che ti ha fatto scattare la passione per il food, per il mondo della cucina? Sicuramente avere accanto un grande amico, proprietario di una pasticceria e panificazione, ha amplificato molto una passione che già sentivo dentro. Poi, frequentando corsi in giro per l’Italia, in varie scuole, non ho potuto fare altro che sposare questo mondo in tutta la sua bellezza e complessità.
Quindi, hai frequentato corsi di cucina?
Certamente. Provenendo da una realtà aziendale familiare, sono sempre convinto che bisogna sporcarsi le mani in tutto ciò che si vuole. Quindi sono partito dal basso.
Quali sono i piatti che ti riescono meglio?
Sicuramente i primi: ho una buona mano.
In famiglia ti hanno sostenuto nei tuoi progetti anche un po’ visionari?
Certamente. Mi hanno dato un grosso aiuto, sposando in toto i miei progetti, perché hanno constatato che c’era una grande passione dietro. Si sono pienamente convinti e mi hanno sostenuto nella realizzazione del Food Bunker. Sono veramente contento per quello che abbiamo fatto fino adesso.
Perché il nome Food Bunker?
Ho pensato alla rivalutazione degli spazi che abbiamo fatto all’ interno del nostro capannone industriale, pensando più che altro alla location che ci avrebbe ospitato. Perciò Food Bunker.
E’ un nome che fa pensare a qualcosa di chiuso, davvero blindato …
Ma che contiene anche qualcosa di prezioso, cioè l’amore per il cibo.
Qual è l’obiettivo come numero di iscritti ai vostri corsi per il primo anno di attività?
Essendo consci del fatto che siamo gli ultimi arrivati, ci dobbiamo far conoscere. Però abbiamo già molti feedback positivi per i corsi monotematici. I corsi avranno la durata di un giorno per gli amatoriali, tre giorni per i corsi “spot” con i grandi chef e pasticceri, fino a quelli “professionali”, di tre mesi, per quelli che vogliono intraprendere questo tipo di lavoro: si svolgeranno per tre mesi, tutti i giorni della settimana, esclusi sabato e domenica, otto ore al giorno, un’autentica full immersion, in base al corso scelto, sia di cucina che di pasticceria.
E non e tutto. Avete pensato anche alla logistica degli spostamenti da e per la scuola.
Ci tengo a precisare che metteremo a disposizione dei nostri corsisti numerosi servizi: navette che li vanno a prendere nei vari punti di dislocamento, a Roma, presso stazioni della metropolitana, o a Viterbo; e in più un servizio di accoglienza in una struttura di nostra proprietà, vicina al Food Bunker, da noi ristrutturata e trasformata in foresteria in grado di accogliere 10 corsisti. La retta per i residenti – che così eviteranno i viaggi continui – è compresa tra 600 e 700 euro al mese. Noi crediamo molto nel seguire i nostri allievi a 360 ° perché ci rendiamo conto che oggi i genitori fanno grandi sacrifici per incentivare le passioni dei loto figli e perciò siamo ben contenti di poterli seguire in tutto e per tutto.

Chi sono i vostri docenti?
Innanzitutto lo chef Salvo Cravero e il maestro pasticcere Salvo Leanza. Poi possiamo contare su Paolo Trippini, chef dell’omonimo ristorante a Civitella del Lago, e su altri maestri gourmet come Lele Usai e Iside De Cesare. Per quanto riguarda la pasticceria avremo Omar Busi da Bologna e il toscano Luca Mannori.
Quali sono i vostri rapporti con gli chef della Capitale?
A Roma ci sono molti chef stellati, ma la cosa più bella e inaspettata per noi è stata la grande risposta degli chef che non hanno mai calcato il palcoscenico gourmet di Roma che, con tutti i suoi difetti, è pur sempre Roma. Ospiteremo perciò – lo dico con grande gioia – molti chef stellati che non sono della nostra regione ma che desiderano confrontarsi con un mercato come il nostro.

E allora. In bocca al lupo per l’avventura di Stefano e company. Buon Food Bunker! 

Food Bunker Srls – SS Cassia Km 36,400 – Zona industriale Settevene – 01036 Nepi (VT)
Tel: +39 0761.527728 – Cell: +39 338 1773689
www. foodbunker.it 
info@foodbunker.it