di Germana Grasso

Al Fluid tutto ricorda un liquido liquoroso. Non solo il nome o il logo del locale, ma anche i pavimenti, le pareti, i soffitti, il bancone, i tavolini. Musica fusion soffusa, luci smorzate da lampade di design ed un pavimento che rileva le impronte al passaggio. È il primo impatto con questo wine-bar di tendenza nel cuore di Roma, in via del Governo Vecchio 46, a due passi da piazza Navona, che in questi giorni di gelo eccezionale ha un fascino particolare. Soprattutto per i turisti che giocano a palle di neve e porteranno a casa un ricordo unico: scatti della città eterna imbiancata.Immagine 013

Entrare in Fluid è intraprendere un percorso sensoriale, voluto e ricercato. A partire dalla porta in vetro che dilata lo spazio interno su quello esterno o la maniglia-logo a forma di una goccia stilizzata in negativo, disegnata da un designer giapponese, che si adatta alla mano così come gli oggetti d’arredo ideati da Antonio Gaudì.

Seguendo la linea sinuosa del bancone, realizzato con sassi imbrigliati in una rete metallica ed imbandito per “l’apericena”, si giunge al privè ed alla parete interattiva, che acquisisce i movimenti dei clienti e li riporta su sfondo multicolor come se fossero increspature nell’acqua.

Fluid, infatti, nasce dalla fusione tra natura e tecnologia secondo l’idea dei fratelli Ancillai, realizzata dall’architetto catanese Michele Marchese. L’intero arredo si ispira a questa concezione: le pareti di paglia, i tavolini a forma di foglia che sposano il materiale hi-tech con figure naturalistiche, l’albero stilizzato imprigionato nel filo di ferro, che accoglie i clienti all’ingresso.

«L’idea era quella di creare un cocktail e wine bar unico, non solo per la struttura e l’arredo dal design ricercato ed all’avanguardia, ma anche per i prodotti – spiega Adriano Ancillai – tentiamo sempre di puntare sulla novità per invogliare il cliente a venirci a trovare. Per questo ogni anno rinnoviamo la lista dei cocktail. La nostra lista di vini spazia dai rossi ai bianchi, dalle bollicine ai rosè. Abbiamo circa settanta tipi di vodka e rum e gin particolari, introvabili. Siamo stati tra i primi ad indicare la gradazione alcolica accanto ai cocktail ed a proporre i wellness drink, a base di centrifugati di frutta e ortaggi freschi, e gli smoothies drink, a base di yogurt».

Nella saletta vista strada, accomodati su sedute-cubetti di ghiaccio, Adriano Ancillai propone la sua ricetta anti-crisi: essere dinamici, propositivi e puntare sulla qualità. E magari anche diversificare, aggiungiamo. Poiché i tre fratelli Ancillai (Adriano, Manuel e Christian) hanno investito anche in un supermercato, in un laboratorio dolciario ed in una gelateria dove, accanto ai classici prodotti, è possibile gustare l’aperitivo-gelato.

Così come varia è la clientela, composta in parte da romani, che hanno fatto propria l’abitudine dell’aperitivo “alla milanese”, ed in parte da turisti, soprattutto russi ed americani. E poi c’è la cosiddetta clientela fissa, che desidera azzardare e che invoglia ad innovare e a rinnovarsi. 

Tra le novità proposte dal Fluid, sono da provare i cocktail invecchiati in botte di rovere francese, trattata ed avvinata con vino liquoroso, come ad esempio bordeaux o preferibilmente cherry. «Il connubio tra il legno della botte ed il liquore regala aromi particolari», spiega il barman Mattia Perciballi, mentre prepara un cocktail a bassa gradazione alcolica base di vodka, concentrato di limone e di frutti di bosco. Una sorsata di primavera per affrontare questi rigidi giorni romani.    

http://www.fluideventi.com/home.html

Invalid Displayed Gallery

 

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Germana Grasso

Giornalista professionista, sono convinta che la migliore qualità di questo mestiere sia la curiosità, un modo di essere che impregna i pensieri e scaccia la noia. Per curiosità mi sono accostata al mondo del vino e mi sono lasciata affascinare dalla scoperta delle nostre radici. Immagino ogni bottiglia di vino come un'opera, che il produttore lascia andare per il mondo a raccontare di sé. Ho voluto documentarmi per sentire cosa intende comunicare un vino, chi lo produce e la sua/nostra terra. Discendente da tre generazioni di pizzaioli napoletani, amante della buona cucina, ho eletto la comunicazione a stile di vita, passando dalla carta stampata, alla tv al web. L'incontro con Umberto e con Wining, il suo progetto nel cassetto, è stata l'ennesima occasione per confrontarmi con la curiosità e raccontare un mondo vitale, difficile, ma sempre ricco di umanità.

Post correlati