di Silvia Parcianello

Donatella, Silvia, Graziella, Chiara, Monia, Nadia, Erika, Luisella. E ancora Alice, Luciana, Emma, Patrizia, Laura. Sono solo alcune delle appassionate di vino e del buon vivere che, due fine settimana fa, si sono date appuntamento nella dolce e, per l’occasione, ventosa, terra di Toscana, a Montalcino, patria di uno dei vini più eleganti del mondo.

Il primo convegno della Fisar in Rosa. Da tutta Italia le sommelier Fisar hanno raggiunto Montalcino, per conoscersi, confrontarsi, programmare nuove attività e per approfondire la meravigliosa materia che è la cultura del vino. Non c’era posto più indicato della cantina Casato Prime Donne, azienda di Donatella Cinelli Colombini, tra le più quotate del territorio, ma soprattutto luogo in cui a fare il vino sono sole donne, enologa compresa.

Donatella Cinelli Colombini è una signora dalla simpatia contagiosa e dalla passione travolgente per la sua attività e i suoi prodotti. Il Casato Prime Donne sembra una bandiera delle pari opportunità nel mondo del vino, da sempre appannaggio maschile, forse nata nel 1998, quando Donatella assunse un’enotecnica perché i ragazzi neodiplomati alla Scuola Enologica di Siena andavano prenotati con largo anticipo. Non si tratta però di una presa di posizione femminista: è piuttosto una curiosità, un valore aggiunto di questa cantina; che nelle botti ritenute più promettenti appende un cuoricino rosso; che crea una linea di Brunello pensato al femminile, il Brunello di Montalcino Prime Donne, da un panel di quattro grandi esperte come Rosemary George, Master of Wine britannica, Astrid Schwarz, enotecaria tedesca, Daniela Scrobogna, sommelier e docente italiana e Marina Thompson, PR italo-statunitense. Una squadra di donne che lavorano per creare un vino che piaccia agli uomini:, un inno alla femminilità non al femminismo.

In questa cornice abbiamo potuto assaggiare i Brunelli che verranno, direttamente dalle botti, grazie alla professionalità di Barbara, l’enotecnica. Vendemmie 2014, 2013, 2012 che ogni anno aggiungono profumi, struttura, eleganza, allo scalpitante frutto del Sangiovese Brunello. Abbiamo potuto godere dei meravigliosi panorami della Val d’Orcia e assaggiato alcuni vini di questa giovane Denominazione alla Fattoria del Colle a Trequanda, sotto la guida di Donatella Cinelli Colombini. Ci siamo gelate mani e piedi per visitare la tenuta e le cantine, abbiamo gustato la saporita cucina della Val di Chiana nel ristorante, eleggendo la carne chianina a regina della serata, consorte del Brunello. Abbiamo conosciuto Alice Lupi, autrice del libro “Il vino è spiritoso”, abbiamo festeggiato le prime Degustatrici Ufficiali Fisar, Chiara, Mariella, Monia e Silvia (che ha l’onore di scrivere ciò che state leggendo). Abbiamo parlato di progetti, obiettivi, passione. Quella che ognuna di noi mette quando comunica la cultura del vino, come espressione del territorio, promuovendone un uso moderato e consapevole con grande attenzione alla qualità.

E’ stato bello vedere tra noi tante giovani donne, alcune ancora corsiste, che si appassionano a questo mondo. E’ bello constatare che l’altra metà del cielo riveste un ruolo importante in questo mondo che fino a pochi anni fa era riservato agli uomini. Ancora più bello è che con gli uomini le donne del vino interagiscono, portano idee, creatività, femminilità. Lo scopo del gioco non è mai contrapporsi ma esaltare ciascuno le caratteristiche dell’altro.

Luisella Rubin, referente nazionale Fisar in Rosa ci dà appuntamento al prossimo Vinitaly, perché la strada è segnata e le ragazze del vino hanno tutta l’intenzione di percorrerla.

LINKS

www.fisar.org

www.cinellicolombini.it

 

 

 

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A proposito dell'autore

Silvia Parcianello

Trentasei anni, trevigiana, capelli rossi e lentiggini, tendenza all'anticonformismo. Sommelier Fisar dal 2010, dal 2012 collaboro anche con la guida "Ristoranti Che Passione". Una laurea in giurisprudenza e un lavoro in banca sono riusciti, solo in parte, a darmi rigore perché in ogni cosa cerco piacere ed emozione. Sia questo istruire un mutuo, degustare un vino, sfinirmi in piscina e dare il massimo in una gara di nuoto, provare e recensire un ristorante. O scrivere un pezzo per Wining. Il cibo e il vino sono per me sentimento, nutrimento, passione. Amo i sapori decisi, le grandi acidità e le grandi dolcezze, i piatti tradizionali con pochi artifici, i prodotti di stagione e del mezzogiorno d'Italia. In casa mia è difficile trovare un pomodoro a dicembre, non fosse altro perché sa di plastica. Si racconta che cucini piuttosto bene, ma solo per chi amo . Se sento il bisogno di nutrire una persona invitandola a cena significa che mi è entrata nel cuore. Nell'era del web e dei social resto legata alle sensazioni, che spero di riuscire a trasmettere con foto e scritti. Perché per me la gioia più grande è emozionare.

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