di Michela Pierallini
 “Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei” (Theodore Roosevelt).
Queste sono le parole che mi sono rimbalzate in testa quando ho visto il packaging figomoro-14del FigoMoro da Caneva. Bravi, davvero bravi! Niente è lasciato al caso. C’è una cura del dettaglio che traspare in ogni angolazione: dalla scatolina a forma di foglia di fico, depositata, alle confezioni dei singoli prodotti, ai nomi scelti per i preparati. Avete presente quell’albero di fichi che è sempre stato nell’orto? Quando i frutti sono maturi li mangiamo, o li essicchiamo, oppure li trasformiamo per farne marmellata. Di solito nelle case non si azzardano prelibatezze diverse. Un giorno, invece, qualcuno ha avuto una buona idea e fortunatamente l’ha condivisa con tutti i proprietari di queste piante, che si sono uniti e hanno dato vita al Consorzio del FigoMoro da Caneva. 
Chi mi conosce sa che sono una goduriosa e che salirei sul ramo più alto dell’albero pur di mangiare fino all’ultimo frutto, anzi, falso frutto. Chi è appassionato ricorda il sapore intenso e dolce del fico: non ha bisogno di nessuna descrizione. Il Figo Moro, poi, è buonissimo, si mangia tutto intero, con la sua buccia fine e delicata ed è meglio sperimentarlo che leggerlo. 

Stare qui a scrivere di fichi sarebbe comunque riduttivo: il mio intento è proprio segnalare la storia del Consorzio del FigoMoro da Caneva, perché se lo merita. Parlando di fichi i giochi di parole nascono spontanei, “figo” “figata” “fighissimo” e company, ma non sarei originale perché ogni idea che può venirmi in mente, il Consorzio l’ha già realizzata. Perciò sono rimasta molto colpita positivamente.
In un periodo dove trovo in giro molta aria fritta vestita di tutto punto, finalmente qualcosa di vero e ben fatto! Questa storia mi ha anche affascinata per le molte analogie con la vita quotidiana di ognuno di noi, dove spesso ci commiseriamo per non avere quello che vorremmo e che, probabilmente a causa delle contingenze economiche, non possiamo permetterci. Guardando sempre a ciò che non abbiamo, finiamo per perdere di vista quello che invece è disponibile e che potremmo utilizzare. Il Consorzio del FigoMoro da Caneva ne è la prova, oltre a evidenziare il concetto da me più volte espresso, dove cooperazione e collaborazione sono vincenti. 
In sintesi accade questo. A Caneva ci sono persone che possiedono frutteti più o meno grandi. Un giorno decidono di utilizzare i frutti in qualche modo, anziché vivere di marmellata o lasciarli cadere a terra sprecando cotanto “bendiddio”: perciò si uniscono, formano il Consorzio del FigoMoro da Caneva e grazie all’uso intelligente del marketing creano un logo, inventano nomi simpatici per le preparazioni e packaging freschi, moderni e accattivanti. Il brain storming, i ricordi e qualche libro della nonna, individuano molteplici possibilità di usare il FigoMoro in cucina: nascono così il “Preparato per cucina” seguito da tutte le salse, dolci e piccanti. La prova del gelato è soddisfacente, tanto che per due volte il gelato di FigoMoro vince il primo premio a Longarone e Orvieto. Io l’ho assaggiato nella versione con le noci e un topping di salsa figolina (fico e nocciolina) e ne confermo la bontà.
Sono partite così le collaborazioni con i laboratori e le pasticcerie. Ho avuto la fortuna di incontrare Loris De Bortoli , titolare della pasticceria Crema e Cioccolata a Fiume Veneto, che ha creato “le Giuliette”: biscottini di pasta frolla, molto delicata e gustosissima, con un ripieno di confettura di FigoMoro. Chi ha inventato il detto “una ciliegia tira l’altra”, non aveva ancora assaggiato questi pasticcini deliziosi. La mano leggera di Loris e la sua creatività sono un connubio eccezionale con il FigoMoro e non solo! L’arte di Loris è ben espressa anche con il vino. Qualcuno di voi ha sicuramente goduto delle praline ripiene di Ramandolo o Picolit.
Faccio un passo indietro e torno al FigoMoro soltanto per darvi l’indirizzo del sito internet dove trovate tutto: storia, fotografie, ricette, addirittura l’E-commerce per acquistare da casa. Come dicevo prima, ogni mia descrizione sarebbe superflua.
Una ricetta però ve la lascio, perché sul sito non c’è e sono sicura di farvi venire l’acquolina in bocca! L’ho avuta direttamente da una gentilissima produttrice di FigoMoro.
Sugo per 6 persone:  300 g di insaccato di salsiccia – 2 cipolle – sale – 50 g di sedano – olio EVO – 2 bicchieri di vino bianco – 250 g di preparato per cucina di FigoMoro – ricotta affumicata.
Preparazione. Soffriggere la cipolla affettata sottile nell’ olio. Aggiungere la salsiccia. A metà cottura unire il vino bianco ed il sedano tagliato finissimo. Appena il tutto è cotto mettere il preparato per cucina e cuocere ancora per 10/15 minuti mescolando bene. Alla fine passare al frullatore ad immersione per rendere il tutto cremoso. A parte preparare gli gnocchetti di patate e appena pronti aggiungere il sugo e impiattare. Su ogni piatto grattugiare un po’ di ricotta affumicata e una spolverata di pepe. Et voilà! Servire caldo.

Links:

www.figomoro.it
www.cremacioccolata.it 

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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