di Marina Alaimo “Acino Ebbro”
E’ tempo di vendemmia, croce e delizia dei produttori, un momento storicamente legato a sentimenti gioiosi, di festa, ma anche di stress per la massima attenzione che richiede ogni manovra.
A Fontanavecchia, Libero Rillo ha già raccolto la Falanghina, mentre l’Aglianico viene vendemmiato un po’ alla volta, attendendo per ogni appezzamento il giusto tempo di maturazione. Siamo a Torrecuso, a circa 300 metri sul livello del mare, il paesaggio intorno rimanda bellezza disegnata dal patto eterno e virtuoso mantenuto tra l’agricoltura e la natura del luogo. Dolci colline si alternano riconoscendo la maestosità del Monte Taburno, mentre i boschi accarezzano i campi, le vigne, gli oliveti. La varietà di forme e colori rafforza l’armonia dei luoghi, ritrovata anche tra i pensieri mano a mano che si risalgono i tornanti che conducono fin qui. Poche case, ritmi lenti che aumentano la battuta in tempo di vendemmia, forzando quella quiete che in genere regna sovrana.

Grappoli di Aglianico

Libero Rillo è presidente del Consorzio di Tutela Vini del Sannio dal 2010 e, con la sua squadra, ha portato grande crescita: da 30.000 ettari certificati in partenza, se ne registrano attualmente 90.000. Cambiamenti non solo di numeri, ma anche in termini di qualità che hanno rivalutato moltissimo i vini del Sannio sul mercato e acceso l’interesse delle carte dei vini dell’alta ristorazione.
In totale sinergia con l’enologo Angelo Pizzi, ha dato il via a una silenziosa rivoluzione dell’idea della Falanghina che da vino giornaliero, facilone, quasi da poco, ha raggiunto invece toni altissimi. Potremmo dire che come il mondo del tennis sia totalmente cambiato dopo la finale di Wimbledon tra Borg e McEnroe, allo stesso modo l’attenzione dedicata alla Falanghina da Libero Rillo abbia stravolto le sorti di questo vino bianco dalle potenzialità notevoli.

Sono tre le interpretazioni che la cantina di famiglia rivolge al vitigno storico di questo territorio: da quella base, semplice e diretta, ai due cru, Libero e Facetus, molto coinvolgenti e capaci di sfidare i tempi rompendo i luoghi comuni.
Sono 65.000 le bottiglie di Falanghina del Sannio Fontanavecchia, etichetta base in uscita adesso sul mercato con l’annata 2017, molto tipica, ancora tesa  e ferma sul frutto, vuole i suoi giusti tempi.

Di tutt’altra veste e interpretazione la Falanghina del Sannio  Facetus 2012, prevista sul mercato a gennaio. E’ un grande vino bianco, di massima espressione, capace di sfidare il tempo con quella calma sicura, riconducibile alla personalità del suo produttore. Ne produce dalle quattro alle cinquemila bottiglie, a seconda dell’annata, e solo nelle migliori. La vigna ha vent’anni, si è naturalmente adattata al meglio al terreno e all’esposizione a Nord. Una piccolissima parte fa macerazione a freddo e l’affinamento avviene in barrique per tre anni. La Guida Espresso Vini 2019 l’ha introdotta tra i 100 migliori vini d’Italia. E ci siamo. E’ un vino che occupa la mente dopo giorni che l’hai incontrato. Oro brillante nel bicchiere, è vino di luce in tutti i suoi aspetti. Profondo e dinamico, apre sui toni del mandarino, poi i fiori di acacia, anice stellato, pesca gialla, sorso pieno, setoso e fresco, ha ritmo e vivacità che si allunga sui toni sapidi. La sua energia invoglia a conservare qualche bottiglia in cantina e il prezzo quasi ridicolo favorisce l’investimento: 13 euro a scaffale.

Falanghina del Sannio Libero 2007 è l’altro cru che ha ricevuto i Tre Bicchieri Gambero Rosso. Uno spettacolo! Molto diversa dalla precedente, e a sua volta fa pensare alla solarità. Il metodo di produzione cambia: un 10% delle uve viene appassita, un’altra piccola parte fermenta in barrique e l’affinamento segue a sua volta i tre anni in botte piccola. Ha coraggio, non teme il tempo, la sua energia le consente ancora lunga vita. Avvolge sia al naso che all’assaggio, mantenendo alta l’attenzione che sulle prime battute si sofferma sui toni della cenere e della lavanda, poi spazia all’infinito, tocca i colori del miele, della genziana, con tocchi appena fumè. Il sorso è importante e l’acidità integra assicura il giusto vigore, mantenendo un andamento elegante e fiero. Gran bel vino dell’emozione, che rompe ogni luogo comune e vecchio pregiudizio verso questo bianco del quale, a questo punto, possiamo dire di sapere veramente poco. Le bottiglie prodotte sono appena 2000 ed il suo costo allo scaffale e di 20 euro.

Fontanavecchia è in via Fontanavecchia a Torrecuso (BN): agriturismo con cucina su prenotazione. Tel 0824 876275 
www.fontanavecchia.info