a cura di Daniela De Morgex e Umberto Gambino
Pur con tutto il rispetto per i numerosissimi appassionati della bevanda con la spuma (che piace e rinfresca), noi di Wining (lo dice anche il nome!) siamo soprattutto amanti del buon vino. Perché allora, nel torrido agosto, dovremmo rinunciare ad un bel calice fresco (non solo di temperatura), profumato, accattivante? Meglio poi se si abbina alla perfezione con i piatti estivi.

Perché il vino, nella stagione più calda si può bere, eccome! La nostra bella Italia offre svariate opzioni che spaziano dai bianchi ai rosati, passando per bollicine a profusione fino a qualche isolato esempio (ebbene sì!) di rosso da servire però in un certo modo.

Orsù dunque, il solleone non ci fa paura e perciò, armiamoci di secchiello e cubetti del ghiaccio, di un termometro preciso e … facciamo scorta di vini per le vacanze.

Ecco perciò i consigli di Wining ai lettori per bere bene d’estate, ricavati in gran parte dalle nostre degustazioni degli ultimi mesi in giro per lo stivale, isole comprese.

10 Bianchi,

Colline del Sole – Greco di Tufo 2018
Partiamo dalla Campania con un bianco davvero autentico e territoriale: un Greco di Tufo che fa della sapidità la sua nota caratteristica, vivace, fruttato con le sue pennellate di pesca gialla, albicocca, nocciola, dal sapore lunghissimo e avvolgente.
Perfetto con la “canonica” Caprese.

Fina – Kebrilla 2018 Grillo
Ancora più a sud, il bianco identitario del vigneto siciliano ci porta nel calice una ventata di fiori freschi bianchi, pera e pesca, e un “quid” tropicale che non stona affatto. E’ succoso, seducente, appagante al palato. Camaleontico!
L’ideale è con crudo misto di pesce fresco e gamberi rossi di Mazara

Guido Natalino – Gavi del comune di Gavi La Caplana 2018
Fra i nostri assaggi degli ultimi mesi abbiamo scovato un piemontese un po’ “contro corrente”. Le vigne di Cortese di Gavi si trovano su terreni calcarei e argillosi. Dalle uve raccolte nasce un bianco morbido, avvolgente e strutturato dai profumi di gelosomino e lavanda. Un vino penetrante che non passa inosservato.
Da abbinare a una fresca e ricca insalata di riso da gustare proprio sotto l’ombrellone. 

Montonale – Lugana DOC Orestilla 2017
Restiamo al nord ma sul versante ovest. E’ il classico bianco di lago che nasce dalle uve Turbiana dell’omonimo vigneto, nelle terre interne di Desenzano, rive lombarde del Garda. E’ suadente con i suoi aromi di agrumi, pesca gialla e timo. Vivace in bocca con una notevole vena acida, di grande mineralità.
Con l’orata al sale, sul prato, stile picnic.

Cantina Tramin – Alto Adige Doc Gewürztraminer Nussbaumer 2017
Ancora più a Nord ecco un esempio molto aromatico ed esotico (papaya e pompelmo a profusione), da un bel calice di Traminer Aromatico, etichetta cult altoatesina. Un vino sicuro, verticale, che più tipico non si può, di ampia gittata sensoriale.
Provatelo con scampi alla griglia sulla spiaggia al tramonto (come consiglia la casa).

Vitovska Skerk 2017
Nel “gioiellino” di Skerk si ritrovano nette e riconoscibili ginestra, pesca, fieno e un bell’ ammandorlato finale. Di alcolicità media, offre al sorso bella acidità e tutta la sapidità del territorio carsico. E’ la Vitovska per eccellenza, un autentico vino del territorio!
Si abbina a crostacei, zuppa di pesce o spada alla brace.

Borgo San Daniele – Friuli Isonzo Doc Malvasia 2017
E dopo il bianco della “Venezia-Giulia” non ce lo mettiamo anche un friulano DOC? Questo vino è la perfetta espressione nel calice della Malvasia Istriana, vitigno che nasce da sempre in un territorio di confine. Aromi intensi che rapiscono: mandarino, timo, tiglio, camomilla, sapore lungo, di grande spessore e dinamicità.
Con un antipasto fresco per eccellenza di bresaola e rucola.

Suavia – Soave DOC Classico 2018

Raccontano sia il vino delle terrazze fiorite nelle notti d’estate o delle piazze storiche. E’ la Garganega in purezza, fresca, che vinifica solo in acciaio e si esprime netta con le sue note di mela, pera e mandarino. Freschissimo e inebriante, dal finale sapido.
Sulla veranda, ammirando il tramonto, con piatti di pasta a base di bottarga.

Siddura – Vermentino di Gallura DOCG Superiore Maìa 2017
Maìa in gallurese significa magia. E questo bel vino dorato è proprio magico. Delicato e complesso allo stesso tempo, profuma di ananas, pera, agrumi cangianti e il sorso esprime quella mineralità e sapidità che sono il marker della Gallura, terra verde e ventosa. 
Per chi ama i sapori esotici, a tutto sushi.

Il Colombaio di Santa Chiara – Vernaccia di San Gimignano DOCG 2016 Riserva
Torniamo sul continente per apprezzare un bianco toscano così strutturato da poterlo scambiare tranquillamente per un “rosso travestito”. La nobile Vernaccia fermenta per 12 mesi in botti di rovere e ne viene arricchita. Nel calice esprime albicocca e tinte balsamiche mentre il palato gode per freschezza e struttura. 
L’accoppiata vincente è con un bel pesce da taglio al forno, ovviamente a cena con amici.

Temperatura di servizio per i bianchi. Un po’ più freddi della temperatura di servizio ordinaria (passando dai 12 fino ai 10 gradi, non meno). Tenete poi la bottiglia stappata in un secchiello col ghiaccio per preservare il vino dal rialzo della temperatura.

6 Bollicine

Adami – Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante Dry Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino 2018
Al di là del lunghissimo “nome+denominazione” non si può prescindere da un’etichetta rappresentativa della bolla più venduta nel mondo. E’ profumato, vivace, carino, solleticante il palato, e scorre che è un piacere. Ha appena vinto la Corona della guida Vinibuoni d’Italia del Touring Club prossima edizione 2020. Che dire di più?
Con antipasti salati, fra un tuffo e l’altro.

Firriato – Gaudensius Blanc de Noir Etna DOC
L’Etna non è solo la punta di diamante enologica della Sicilia ma promette di diventare anche territorio di spumanti eccellenti. E’ il caso di questo Nerello Mascalese vinificato in bianco da Firriato, il metodo classico etneo che ci piace così tanto da essere diventato uno dei nostri “spumanti del cuore”. Non è la prima volta che lo proponiamo fra le nostre scelte e non siamo i soli a preferirlo: anche la guida Vinibuoni d’Italia lo ha insignito della Corona. Esprime un perlage cremoso, fine e persistente. Al naso è un susseguirsi di spezie, pesca e ananas, cioccolato bianco, liquirizia e nocciola e arancia candita. Nel sorso intenso e fragrante, si ritrova tutta le verve minerale del vulcano.
Abbinamenti regionali: pasta con le sarde o nero di seppia.

Enrico Serafino – Alta Langa Docg Spumante Brut Oudeis Millesimato 2015
Un territorio che negli ultimi anni si sta affermando grazie alla passione e al carattere dei suoi spumanti metodo classico è quello dell’Alta Langa. Tornando in Piemonte, proponiamo questa bottiglia di gran classe, assaggiata in più occasioni, sempre con piena soddisfazione. Da uve Pinot Nero e Chardonnay, riposa 36 mesi sui lieviti. Sa di miele, fiori gialli, pane tostato con una spruzzata delicata di crema pasticcera. In bocca è citrico, avvolgente, elegante con un bel finale minerale e balsamico. Una bolla che seduce e conquista, inesorabilmente. Giocoso e divertente.
Da abbinare a una tartare di Fassona alla piemontese.

Monsupello – Brut Millesimato 2014
Annata di grazia la 2014 in Lombardia. Anche nell’Oltrepò Pavese, con l’esaltazione del Pinot Nero “versione perlage”. Naso evoluto, con note di vaniglia, di lieviti e di crosta di pane. E’ morbido, aromatico, lungo e con bollicine fini, numerose e persistenti.
Con un tagliere misto di affettati e formaggi freschi.

Quadra Franciacorta – Franciacorta Docg Satèn Millesimato Brut Qsaten 2014
Dal genio di Mario Falcetti, questa bollicina è uno dei rari esempio di blend in cui figura il Pinot Bianco. E’ perciò un blanc de blancs a tutti gli effetti. Questo nasce da un 80% Chardonnay e 20% Pinot Bianco e riposa 46 mesi sui lieviti. La pressione più morbida facilita l’effetto tipicamente cremoso del Satèn. E’ un vino carezzevole, morbido e allo stesso tempo di spessore, ricco di aromaticità e note esotiche. Penetrante!
Cozze e vongole, cotte o a crudo.

Letrari – Trentodoc Riserva zero 2012
Uno dei migliori spumanti del Trentodoc, bollicine di montagna: grande freschezza, profumi e carattere (anche un po’ duro, ma leale, così come i suoi produttori). Questo però è uno spumante assai simpatico, da uve Chardonnay e Pinot Nero che permangono 36 mesi sui lieviti. Perlage fine e persistente. Profumi di crosta di pane, vaniglia, mela e pera fresca. In bocca si esalta e si espande con grande eleganza. E’ un vino simpaticissimo, così come la sua produttrice e creatrice: Lucia Letrari. Inebriante!
A tutto pasto, sia con carne che con pesce anche elaborati. 

Temperatura di servizio. Servire freddi (in un range dai 6 agli 8 gradi) e tenere durante il pasto nel secchiello del ghiaccio.

2 Rosati

Sono i vini jolly e per l’estate vanno benissimo.

Cascina Castlet – Castlet Rosé 2018
Torniamo ancora in Piemonte, con il rosato di Mariuccia Borio da Castigliole d’Asti. Il vino è 80% Barbera, 20% Nebbiolo. Rosa cerasuolo chiaro nel bicchiere. Profumi di lampone, ribes, fragola. Sorso vivace, di buona freschezza, con un pizzico di dolcezza finale che riporta al lampone. Autentico!
Da abbinare a sformati di pasta o riso ben conditi.

Ceraudo – Val di Neto Igt Rosato Grayasusi etichetta argento 2018
Potrebbe sembrare impossibile ma è vero. La Calabria propone (non da oggi) ottimi vini rosati. Questo dell’azienda Ceraudo (in quel di Strongoli, vicino alla costa ionica calabrese) lo abbiamo scoperto una decina di anni fa. Nasce da uve Gaglioppo. Il vino fa un breve passaggio in legno. Al naso è una sequenza di vaniglia, nocciole, liquirizia, menta, cioccolato after eight. Bevetelo e ri-bevetelo. Soddisferà il palato.
Classico vino da cenetta con carne alla brace o grigliata

Temperatura di servizio. Abbassate la temperatura a non meno di 10-12 gradi. Va bene un secchiello con acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio. 

2 Rossi

Paltrinieri – Lambrusco di Sorbara Doc Rosso Frizzante Piria 2018
Lo inseriamo fra i rossi, pur essendo frizzante. Da uve Lambrusco al 70% Sorbara e al 30% Salamino è l’emblema della qualità/prezzo estiva: solo 6 euro! Profumi di piccoli frutti rossi e violetta, è carezzevole e morbido al sorso. C’è da giurare: qui il calice si svuota e si riempie in un battibaleno. Rosso frizzante.
Buono con gli aperitivi o con la mortadella a tocchetti.

Maccario Dringenberg – Rossese di Dolceacqua Doc Luvaira 2017
Dalle uve Rossese raccolte nei vigneti terrazzati delle colline di San Biagio della Cima, è un rosso dai profumi intensi di violetta, lampone, marasca e melagrana: un profluvio di frutti rossi. Molto fresco; grazie alla moderata quantità di tannini, è un abbinamento piacevole a piatti di pesce e non solo. Vellutato!
Ghiotta di stoccafisso o baccalà con le patate.

Temperatura di servizio. I rossi d’estate vanno serviti dopo averli rinfrescati fino a 12-14 gradi in un secchiello con acqua fredda e cubetti di ghiaccio.

Sconsigliamo di bere vini rossi importanti e invecchiati che andrebbero aperti una o due ore prima del consumo. Non mettete mai le bottiglie di rosso in frigo: significherebbe, poi, dire addio nel calice agli aromi e al gusto.
Ma, come potete vedere, il vino d’estate si beve. E con grande piacere!