di Silvia Parcianello
12-Lipari al tramontoLe Eolie sono blu e nere, regali che  Nettuno ha fatto a Vulcano. Mare che riluce e ruggisce, pietra che affiora, nera di lava e di profondità della terra.

Andate alle Eolie e scordatevi le grandi spiagge bianche e le distese di ombrelloni, il mare dolce e accogliente, la folla ovunque. Preparatevi invece a scoprire un Mediterraneo ai confini con il mito, in cui la natura prepotente fa pensare davvero che da un momento all’altro Nettuno possa comparire con il suo tridente dalle profondità del mare. Mare che precipita, nero, affascinante e misterioso.

Andate alle Eolie e lasciatevi tentare dalla dolcezza, questa volta sì, dei sapori. Mangiate granite finchè nel sangue avrete più ghiaccio e mandorle che plasma. Provate il pesce di questo mare scuro e salato, saporito come nessun altro. Perdetevi nei profumi di zagara e di macchia mediterranea passeggiando al buio per Stromboli e Filicudi. Non spaventatevi davanti alle  dimensioni di cannoli e arancini ma affondateci i denti, il naso, i sensi.  Assaporate i vini che solo il dio Vulcano sa offrivi, sapidi e minerali, affascinanti e dal grande carattere, chè al mondo non esiste microclima più singolare del versante di un vulcano gettato in mezzo al mare.

Sette isole e sette vini. Così immagino che un grande vino siciliano possa rappresentare ognuna di esse.

LIPARI 01-planeta

Cominciamo dalla più grande, quella che di solito accoglie il visitatore e lo prepara a ciò che arriverà dopo. L’unica dove circolino automobili, una sorta di tramite tra la frenesia della Sicilia e i ritmi lenti delle piccole isole. Rilassiamoci, guardiamo il mare, cominciamo a sentire dove siamo con un calice di Brut Metodo Classico Planeta Sicilia Doc da uve Carricante in purezza. Uno spumante metodo classico che viene dall’Etna, fresco e citrino al naso ma grasso di minerali al palato, dal perlage raffinato e persistente e dal gusto finale di macchia mediterranea. Perfetto con molti piatti, anche dove altri spumanti non possono arrivare, per esempio con fritture dal gusto marcato. E suvvia, mangiatevelo questo arancino! Non siete nel posto giusto per pensare al girovita.

PANAREA

09-Cala Junco a Panarea Da Lipari si prosegue per Panarea, la mondana, la dolce. Di giorno un incrocio di strade con qualche negozio esclusivo, un panificio dal profumo in cui ci si può perdere, le calette nascoste, come cala Junco, sassi neri di forma bizzarra e mare trasparente. Di sera la bella vita, le terrazze arabeggianti che degradano verso il blu, la musica fino all’alba, il profumo delle briosce da intingere nella granita dopo aver ballato tutta la notte. Dolce, sensuale, sensazionale. Come la Malvasia delle Lipari Passito Doc di Carlo Hauner, 95% Malvasia delle Lipari, 5% Corinto Nero, dal colore ambrato come il sole della prima sera, dal profumo che ricorda atmosfere orientali, datteri, fichi secchi, albicocche disidratate, miele e spezie dolci. Al palato è armonica, sostenuta da acidità e mineralità e di grande dolcezza. Cassata, cannoli, pasta di mandorle o pecorino piccante con miele di arancio.

STROMBOLI

03-Stromboli Il cono dello Stromboli si staglia guardando verso Nord, il profilo  del vulcano ancora attivo è inconfondibile. Andate a nuotare al largo (ma non troppo), resterete impressionati. Il versante del vulcano prosegue immergendosi, scosceso e buio per centinaia di metri e vi sembrerà di essere a bagno in un mare primordiale avvolto dal mito. Scendete a terra e sarete in un paesino incantevole, case bianche e bouganvillee, all’ombra di Iddu, il vulcano, che ogni quarto d’ora sbuffa. Ancora più suggestivo di sera. A Stromboli non esiste luce pubblica, è solo la Via Lattea che illumina la notte, profumata di ginestra e capperi. Stromboli è unica, violenta e affascinante, come un calice di Etna Bianco Doc Arcurìa di Graci, dai profumi floreali di ginestra e agrumi e dalla beva potente e minerale. Con una tagliata di tonno in crosta di pistacchio di Bronte.

SALINA

02-Alba a SalinaEccoci a Salina, isola verde, dal doppio cono dei vulcani spenti. Le acque attorno all’isola sono meno scure della vicina Stromboli, ricche di pesci: sembra di stare in un acquario. Si attracca al piccolo porto di Santa Marina e si sceglie con che cosa solleticare i propri sensi. Pane cunzato? Sia nella versione classica con pomodoro, alici e primo sale, oltre all’ottimo olio siciliano che nelle versioni più elaborate, con tonno e melanzane suggerisco un vino del luogo. Salina Bianco Igt di Hauner, Inzolia e Catarratto. Una spiccata salinità accompagna profumi di agrumi e frutta esotica, melone bianco ed erbe aromatiche.

VULCANO – Eccoci nell’isola più selvaggia, quella che spesso è oggetto di lievi scossoni e borbottii da parte dell’attività del sottosuolo. Piccoli geyser, laghetti termali e terra nera. Si dice che l’isola di Vulcano sia una succursale delle fucine del dio della Guerra (al secolo Vulcano, appunto), che aveva la sede centrale nel cuore dell’Etna. E’ proprio l’Etna a regalarci il vino da abbinare a questa isola. Cavanera Ronco delle Coturnie Etna Rosso di Firriato. Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, elegantissimi vitigni autoctoni dell’Etna si fondono in un vino che sa di frutti rossi e spezie, con la nota floreale della rosa ad accompagnare quella di pietra focaia tipica del territorio. Potente, corposo, persistente con dei tannini seducenti che richiamano la presenza del dio Vulcano e dei pecorini speziati e stagionati.

FILICUDI e ALICUDI

06-Filicudi Esterne alle rotte abituali, spostate verso occidente, e per questo meno mondane delle isole precedenti, presentano intatta la bellezza della natura e l’ospitalità tipiche di questi luoghi. Andate in queste isole per la forza del mare, il profumo delle erbe, la gentilezza della gente. Due vini mi vengono in mente. Il vivace e petillant Tinchitè di Feudo Arancio, da uve Grillo, molto fruttato, nettarina e papaia. Ottimo come aperitivo, di piacevole freschezza. Da provare, invece, con piatti di pesce di carattere, il Pietramarina Etna Bianco Doc Superiore di Benanti. Al naso è intenso e aromatico: note di zagara e mela che si fondono alle erbe aromatiche e alla salinità; al palato è piacevolmente acido con retrogusto di mandorla. Da notare che si esprime al meglio a quattro anni dalla vendemmia, come a volerci indicare che i frutti del vulcano sono preziosi e vanno attesi il giusto tempo.

05-Granita di mandorla e brioscia a Panarea

Non ne avete abbastanza? Vi va una granita? Andate a L’Elica a Panarea, per quella ai gelsi neri o a Lapillo Gelato a Stromboli per quella al fico. Al girovita ci penserete un’altra volta.

LINK
www.planeta.it
www.hauner.it
www.graci.eu
www.firriato.it
www.feudoarancio.it
www.vinicolabenanti.it