di Patrizia Pittia
Dovete sapere - cari lettori - che ai piedi delle Alpi Giulie, nella parte orientale del Friuli, ai confini sloveni e in provincia di Udine si trova un piccolo comune, Faedis, che da cinque anni organizza una manifestazione dal titolo "Alla corte di Refosco di Faedis": due giorni di degustazioni nelle cantine e la possibilità di pranzare nei ristoranti della zona con i vini in abbinamento. Il tutto grazie alla tenacia di un gruppo di produttori. Nel 1998 è nata l’Associazione Volontari fra i produttori del Refosco di Faedis, fortemente voluta da una donna certamente da ammirare tantissimo: è Flavia di Gaspero che ho l’onore e il piacere di conoscere da diversi anni: Con lei ho seguito tutte le vicissitudini e gli iter burocratici per riuscire ad ottenere, prima il reinserimento nel 2006 nella Doc Colli Orientali e, nel 2011, il riconoscimento della sottozona Refosco di Faedis. La Doc comprende i comuni di Attimis, Tarcento, Torreano, Povoletto. Così, oggi, in una domenica di fine aprile, mi avvio verso Faedis a far visita all’azienda di Flavia e ad altri produttori per degustare questo interessante Refosco.
Finalmente una bella giornata di sole. Faedis è a circa una quindicina di minuti da Udine: dal centro del paese prendo la strada per Cividale del Friuli. Trovo il torrente Grivò e lo costeggio. Il panorama è stupendo: prati in fiore e davanti a me le Prealpi Giulie che dominano il paese, in parte pianeggiante e in parte collinare. Arrivata a destinazione, all'azienda Di Gaspero, ecco un cortile ampio con una vecchia casa contadina e, a fianco, una nuova ristrutturazione usata per accogliere i clienti trasformata in sala degustazione.
Flavia mi viene incontro con il solito sorriso che la contraddistingue. E' felice di vedermi. Nell'ampia sala la degustazione è già in corso. Mi accomodo ad un lato del tavolo, prendo il mio blocco di appunti e chiedo a Flavia di farmi assaggiare alcune annate di Refosco e, nel frattempo, di raccontarmi la storia di questo vitigno.
di Valentina Casetta
Ed ecco che a distanza di tempo mi trovo nuovamente a varcare la soglia del Foro Boario di Nizza Monferrato. E’ una grande emozione perché qui, qualche tempo fa, ho degustato la mia prima memorabile
verticale ed ho conosciuto i componenti dell’Associazione Produttori del Nizza. Il Foro Boario è una struttura a base rettangolare, un tempo adibita al commercio del bestiame, che è stata recentemente ristrutturata e che personalmente ritengo molto gradevole ancor più oggi vestita a festa.
L’Associazione Produttori del Nizza è nata nel 2002 con lo scopo di elevare la qualità media della produzione dei propri associati e promuovere questa nuova denominazione. All’Associazione hanno aderito oltre 40 produttori e sono due i nuovi soci nel 2013: Vitaliano Maccario della Pico Maccario e l’azienda L’Armangia che produce Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg dal 2004.
Con una procedura molto innovativa l’Associazione promuove tra gli associati periodiche degustazioni dei vini prodotti dai soci stessi. La degustazione, rigorosamente alla cieca, è guidata a turno da uno o più soci dell’Associazione designati dal Presidente e ha lo scopo di accertare l’idoneità dei vini alla denominazione “Nizza”, individuando correzioni di eventuali imperfezioni o indicando possibili miglioramenti da comunicare ai soci.
Il Nizza è una Barbera d’Asti Superiore Docg prodotta, a partire dal 2000, in una zona ristretta che comprende 18 comuni intorno a Nizza Monferrato. Tale zona è delimitata nell’ambito della vasta area di produzione della Barbera d’Asti che comprende 169 comuni di cui 118 in provincia di Asti e 51 in provincia di Alessandria.
Attualmente il periodo di affinamento della Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg è di 18 mesi e durante detto periodo è obbligatoria una permanenza di almeno sei mesi in botti di legno, lasciando, per i rimanenti 12 mesi, a ciascun produttore la possibilità di modulare l’utilizzo del legno e l’affinamento in cantina in funzione delle uve di partenza e del vino che si vuole ottenere.
di Umberto Gambino "Sicilia En Primeur" non è solo l’evento che permette di assaggiare i vini siciliani delle nuove annate (in questo caso il 2012) ma è anche l'occasione unica per "sentire" - con tutti i sensi - a che punto sono le bottiglie già in commercio delle cantine più rappresentative dell'isola consorziate in Assovini. Per chi ama i vini siciliani (come il sottoscritto, che “gioca in casa") un appuntamento da non perdere. Gli assaggi che vi sottopongo sono stati fatti sia nel corso della "due giorni" di tasting "face to face" con i produttori, nel bellissimo chiostro del Grand Hotel borsa di Palermo, sia durante gli affascinanti "tour" sul territorio, direttamente nelle singole aziende visitate dai giornalisti divisi in cinque gruppi.
Insomma, che cosa viene fuori dalla decima edizione di Sicilia Ep? E soprattutto da questo tasting? Prima le conclusioni, poi il dettaglio dei migliori 42 assaggi.
1. Piccola nota da girare agli organizzatori e ad Assovini: secondo il mio punto di vista, sono state certamente più interessanti e "vere" le degustazioni "in the country" proprio perché inserite in un contesto che permette al giornalista visitatore (in perfetto "stile Wining") di vivere e capire "dal di dentro" i territori dai quali nascono poi determinati vini.
2. Forse solo in questa bellissima isola/continente si può apprezzare l'effetto dei differenti "terroir" su ogni vitigno. Ma è chiaro: io sono sfacciatamente di parte!
di Michela Pierallini Non è per niente facile, non lo è per niente! Ero così contenta di avere carta bianca e scrivere di sexy wines che non ho pensato a quanto difficile potesse rivelarsi. Sono qui che cerco di descrivere le mie emozioni e tutte le sensazioni di calore ed estasi che arrivano davanti al piatto e con il calice in mano ma c’è un codice di pudore che frena a più non posso. Non è semplice mantenere ciò che si chiama buon gusto, mi sento una funambola che rischia di cadere nel banale e scivolare nel volgare.
Ovviamente non sto scoprendo l’acqua calda e nessuno mi ha chiesto di scrivere, mi sono proposta io perché avevo voglia di esprimere quella parte goduriosa che spesso viene messa in panchina e mai chiamata a giocare. Sono un essere umano, il corpo è ciò che ho a disposizione per sperimentare la vita terrena e i cinque sensi sono i miei strumenti. E’ la mia dote, li ho dalla nascita e voglio usarli tutti. Vista, udito, olfatto, gusto e tatto, aggiungo anche un pizzico di sesto senso femminile e siamo a posto. Infilare le mani nel piatto, toccare, impastare, annusare sono tutte azioni che mi danno piacere da sempre e so di essere in numerosa compagnia. Si cresce e si fanno i conti con gli estrogeni, che sono stimolati anche attraverso il cibo e il vino. Chiamiamolo desiderio femminile.
di Umberto Gambino
Dalla decima edizione di "Sicilia En Primeur" svoltasi a Palermo ecco il mio personale tasting delle nuove annate 2012 dei vini siciliani presentati dai produttori aderenti ad Assovini. Qualche piccola istruzione per l'uso. Non tutte le aziende hanno portato in degustazione le nuove etichette. Qualcuna ha preferito "passare" per quest'anno. Differenti i significati per le due tipologie: i bianchi si sono dimostrati in generale più pronti dei rossi. E' naturale che sia così ad un "en primeur" e qualche azienda siciliana preferisce non partecipare a questo evento annuale proprio per questo motivo: per evitare di dover presentare campioni di rosso da vasca (o ancora in affinamento) comunque troppo indietro nella loro naturale evoluzione. Nonostante ciò, ho trovato quest'anno sempre più Grillo a discapito degli Insolia e sempre una sorprendente uniformità nell'interpretazione territoriale dei bianchi che, nella sequenza di degustazione presentata, sembrano molto simili, per freschezza di frutto e sapidità: la costante è che l'effetto marino si sente, per i bianchi, in tutte le zone della Sicilia, anche in quelle più centrali. Discorso diverso però per i rossi: ho notato la quasi scomparsa degli internazionali (ad eccezione del Syrah che in Sicilia si esprime ai massimi livelli) e la tenace "resistenza" dei Nero d'Avola nonostante l'incalzare dei tanti otimi vitigni made in Etna (Nerello mascalese sugli scudi). Molto buone anche le interpretazioni diverse dei Frappato e della Docg Cerasuolo di Vittoria. Nessuna nuova annata presentata per le tipologie dolci e spumanti. Ma questo sarà un capitolo successivo su Wining, con il tasting delle annate già in commercio e dei vini assaggiati là dove sono nati: cioé nelle loro cantine. I voti sono strettamente soggettivi e, come sempre, emozionali.
Bianchi 2012
Colomba Platino - Duca di Salaparuta
Insolia. Naso pulito, semplice, floreale, seguito da un fresco agrumato. Bocca sapida, ricca, di media persistenza. 81/100
Cubìa - Cusumano
Insolia. Sentori di frutta bianca, gesso ed erba tagliata. Al sorso è citrico più che sapido con un buon retrogusto agrumato. Ancora segnato dal breve passaggio in botti grandi: per questo sarà in commercio fra un anno. 83/100
Io e il vino. Ho voluto cominciare l'avventura di questo sito in onore e in ricordo di mio padre e mio nonno che se ne sono andati (troppo presto) ed erano entrambi viticoltori puri. Fin da piccolo mi hanno trasmesso la passione per il vino genuino, per la vendemmia che era un giorno rituale di festa grande per tutta la famiglia, per i profumi intensi del mosto fresco, per l'emozione di quelle botti enormi che sfioravano il soffitto della cantina e che mi facevano sentire ancora più piccolo...leggi
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