Kitchens
25
Mar 2013
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 di Silvia Parcianello

pasqua-1Andate in cucina e cercate la perfezione. Nessun problema, nessuna paura, non voglio impantanarmi in discorsi filosofici o storici, almeno per il momento… o meglio, sì dai, un po’ di filosofia sì, di quella semplice però. Qual è quell’alimento che rappresenta e richiama la vita e la rinascita? A me viene in mente l’uovo, simbolo di primavera e, per motivi ovvi, di rinascita. Ma perché, per creare il più dolce dei miei reportage su Wining sono partita dall’uovo, che di per sé di dolce ha ben poco?? Non ho alcuna intenzione di quadrarlo come ha fatto Carlo Cracco  in un suo noto libro (La quadratura dell’uovo)…solo di cominciare a parlare della base dei più comuni dolci che nel nostro Paese “fanno Pasqua”, ovvero le uova, che con l’arrivo della bella stagione le galline ci regalano in abbondanza. 
Una panoramica completa dei dolci pasquali italiani richiederebbe un sito intero a loro dedicato (e uno di essi già ce l’ha, tra l’altro… www.pastiera.it) e poi, oltre a parlarvene, vorrei lasciare qualche indicazione per prepararli per cui sarò breve e racconterò qualcosa dei più comuni. 
Partiamo dai prodotti di casa… trionfo di uova, zucchero, farina, una preparazione soffice e semplicissima la fugassa non manca mai sulla tavola pasquale in Veneto. Mi vien da dire però  che non manca sulla tavola dell’Italia intera, e neppure sugli scaffali dei supermercati, perché la base della fugassa, arricchita con canditi e quant’altro l’industria dolciaria si sia inventata, nonché da testa, coda e ali, dà vita alla celebre colomba pasquale che tutti noi conosciamo.  In realtà si tratta di un pane pasquale che trova origine nelle prime feste cristiane e che poi è stato addolcito e arricchito con uova, zucchero e burro. Una leggenda racconta che fu un fornaio trevigiano a creare questa focaccia sofficissima e che tradizione volesse che al suo interno si nascondesse l’anello di fidanzamento da donare alla “morosa”.

 
06
Mar 2013
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 di Michela Pierallini
Hypnosis
: I wonder if you can call it that, the feeling of stillness that keeps me anchored to the chair and doesn’t let me see anything but the potato field and sacks of flour to dip my hands into immediately, at gnocchib-01this very moment! But maybe it's better if I start from the beginning. 
I receive an invitation to spend an evening at the Prime Gemme farm, owned by the Ruggeri family, where Mariella Fabbris a well known actress from the Piedmont region will recite the Beato Angelico by Antonio Tabucchi while at the same time preparing the dumplings we're going to eat. Don’t judge me, but I do not know the actress, and thanks to my blissful ignorance not even the Beato Angelico. They are both good reasons to accept, I guess. I call my friend Patti, whose name is really Patrizia Spinelli and who had the misfortune to be my English teacher, and she in turn invites her cousin Alex, Alessandro Pagotto. Coat, shoes and away!
This is not the first time I am a guest of the Prime Gemme. In the summer I enjoyed, and never a word has been so appropriate, a violin and piano concert, and an opera singer so exciting and amazing to make me shudder. Not surprisingly, I gladly accept the invitations I receive from Alberto Ruggeri, owner, together with the family, of Le Colture of Valdobbiadene. His class and good taste is a guarantee for me. Not to mention that his Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG is a fine Prosecco Superiore, elegant and refined which I always drink with joy. The idea for tonight, to be honest, is the work of Cynthia Luxardo, press office of Le Colture a friendly and with a very sunny personality. I can never thank her enough.

 
17
Jan 2013
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di Michela Pierallini
Ipnosi: chissà se si può chiamare così questa sensazione di immobilità che mi tiene ancorata alla sedia e non mi fa vedere altro che il campo di patate e i sacchi di farina dove affonderei le mani subito, ingnocchi-01 quest’istante! Ma forse è meglio se comincio dall’inizio.
Ricevo l’invito a trascorrere una serata all’agriturismo Prime Gemme, di proprietà della famiglia Ruggeri, dove Mariella Fabbris, nota attrice piemontese, reciterà il Beato Angelico di Antonio Tabucchi e nel frattempo preparerà gli gnocchi che andremo a mangiare. Nessuno me ne voglia ma non conosco l’attrice, e grazie alla mia beata ignoranza neanche il Beato Angelico. Sono entrambi ottimi motivi per accettare, direi. Chiamo la mia amica Patti, che in realtà si chiama Patrizia Spinelli e ha avuto la sfortuna di essere la mia insegnante di inglese, e lei a sua volta invita suo cugino Alex, Alessandro Pagotto. Cappotto, scarpe e via! Non è la prima volta che sono ospite dell’agriturismo Prime Gemme. In estate ho goduto, e mai parola è stata tanto appropriata, di un concerto di violino, pianoforte e cantante lirica così coinvolgente e stupefacente da far venire i brividi. Non c’è da stupirsi se accetto volentieri gli inviti che mi arrivano da Alberto Ruggeri, titolare, insieme alla famiglia, dell’azienda agricola Le Colture di Valdobbiadene. La sua classe e il suo buon gusto sono per me una garanzia. Senza dimenticare che il suo Conegliano Valdobbiadene DOCG è un Prosecco Superiore fine, elegante e raffinato che bevo sempre con gioia . L’idea di stasera, a onor del vero, è opera di Cinzia Luxardo, ufficio stampa de Le Colture e ragazza affabile e molto solare. Non la ringrazierò mai abbastanza.

 
27
Dec 2012
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di Silvia Parcianello

capodanno-04La sera di Capodanno è la sera della festa, della musica, delle chiacchiere, della tombola, del cenone interminabile a base di piatti della tradizione e non, purchè siano innovativi e stupiscano i nostri ospiti.
Noi di Wining, non paghi della due giorni natalizia (notoriamente il periodo più impegnativo dal punto di vista enogastronomico), abbiamo pensato di proporre un’idea per il vostro cenone. Ho volutamente lasciato da parte la tradizione perché ogni regione, città, famiglia, gruppo di amici ha la propria ed è giusto che venga conservata. La mia proposta è un menu semplice, deciso con l’estro del momento e con poche portate ma d’effetto.
Un antipasto leggero, di sola verdura, seguito da un risotto dal sapore delicato e lievemente aromatico preparato con un pesce con cui notoriamente si fa la zuppa. E poi eccola, la zuppetta di pesce, trionfo del mare, esaltata da una presa di stimmi di zafferano. Per arrivare poi all’arrosto di carne simbolo della festa. E concludere con una fetta di pandoro accompagnata da una pallina di gelato al cioccolato speziato.
Poi, tra torrone e frutta secca ormai è ora di levare i calici… a  mezzanotte provate a salutare il nuovo anno con delle chips di farina di riso o di mais (va bene anche qualche sfoglia di pane carasau) con una crema di lenticchie e una fetta di cotechino lessato, accompagnate da uno Champagne o da un Franciacorta a prevalenza Pinot Noir. E che sia per tutti voi un gustosissimo 2013!!!

 
20
Dec 2012
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di Patrizia Pittia
oberdan-16Cinque giorni a Natale! La storia che vi voglio raccontare oggi mi ha portato a salire sull’Altopiano del Carso per incontrare un giovane chef la cui fama ha stuzzicato la mia curiosità di reporter/viaggiatore.
Mi sono fatta dare il suo biglietto da visita, ci siamo sentiti e alle 13 in punto sono nel suo locale: la Trattoria Gostilna Bak, a Pesek nel comune di San Dorligo della Valle, a pochi chilometri dell’ex confine sloveno. Lo chef si chiama Tom Oberdan. Il  locale dall’esterno non attira molto l’attenzione, poco appariscente con un grande parcheggio, ma all’entrata tutto cambia: una bella sala dai colori carsolini, tavoli ampi e ben curati, un grande banco bar in legno, il caminetto in pietra. Tom è un bel giovanotto dal volto di bravo ragazzo, che, nonostante il lavoro (e itanti clienti in sala) mi dedica volentieri due ore del suo tempo per questa intervista/ritratto. 
Ma non è tutto: Tom preparerà un primo piatto per il Natale, appositamente per i lettori di Wining. Una ricetta facile, con ingredienti reperibili dal Nord al Sud Italia. 
Intanto ci raggiunge Jana, la dolce moglie che condivide con lui la passione per la cucina. Ecco l’intervista.

 
15
Dec 2012
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di Silvia Parcianello
Foto 14Qual è il modo migliore per impiegare il giorno dell’Immacolata, soprattutto se durante la notte un po’ di neve ha anche reso il paesaggio più magico? Decorare l’albero di Natale! Giusto, ma se l’albero è già lì, bello, con le sue lucine e le palle di vetro, e nel presepe ci sono pecorelle e statuine schierate da giorni, come si può rendere l’atmosfera ancora più magica? Ci vuole qualcosa che coinvolga anche altri sensi…ecco il profumo di un panettone nel forno sarebbe  il massimo.
Premetto che preparare un panettone in casa è un’operazione da pasticceri dilettanti un po’ fulminati, data la lunghezza delle operazioni e tutte le variabili che possono incorrere, dalla peggiore, cioè la morte del lievito a metà dell’opera, a quella contraria ovvero la pasta che lievitando fuoriesce dallo stampo di cartone, come un giocattolo degli anni 80, rendendo il forno un campo di battaglia; dalla temperatura del  forno che abbrustolisce troppo la crosta, al sapore non perfetto, troppo da pane. Altra premessa è che per un risultato decoroso è necessario munirsi di un’impastatrice o di un robot da cucina molto potente perché a un certo punto la pasta diventerà talmente forte che sarà impossibile lavorarla con le mani.

 
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umberto gambinoIo e il vino. Ho voluto cominciare l'avventura di questo sito in onore e in ricordo di mio padre e mio nonno che se ne sono andati (troppo presto) ed erano entrambi viticoltori puri. Fin da piccolo mi hanno trasmesso la passione per il vino genuino, per la vendemmia che era un giorno rituale di festa grande per tutta la famiglia, per i profumi intensi del mosto fresco, per l'emozione di quelle botti enormi che sfioravano il soffitto della cantina e che mi facevano sentire ancora più piccolo...leggi

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