ingredienti per_la_cenadi Michela Pierallini

Le mie molecole sono le stesse che ci sono in natura, perché dovrei inghiottire qualcosa di chimico e prodotto in laboratorio per stare meglio? Mi trovo ancora una volta a ringraziare i miei genitori che hanno scelto di sacrificare la comodità cittadina per farmi nascere e crescere in aperta campagna. Quando guardo le fotografie della mia infanzia, mi vedo sempre tutta spettinata, con le guanciotte rosse e, il più delle volte, con in mano qualcosa da mangiare. Correvo come una forsennata per sentire il vento in faccia e mettevo in bocca tutti i fiori e le erbe che mi attiravano. E’ così che ho cominciato a conoscere le erbe officinali come il taraxacum (tarassaco in italiano, piscialletto in toscano e radicee in veneto) e la borrago (borraggine in italiano e anche in toscano, in veneto non l’ho mai sentita nominare). Le carote fanno bene alla vista, i mirtilli alla circolazione, i carciofi depurano il fegato e il vino fa buon sangue! Per ogni piatto che mamma metteva in tavola, c’era una proprietà benefica. Sono cresciuta mangiando tutto quello che il panorama gastronomico può dare, e soprattutto quello che l’orto poteva dare, variando ogni giorno e imparando, anzi, comprendendo. Nel tempo ho letto molti libri sulla medicina naturale e mi sono appassionata di fitoterapia fino ad arrivare alla psicosomatica e al Reiki per poi fermarmi. Tutto questo preambolo per dire che conoscevo la medicina ayurvedica ma non avevo mai partecipato a un intero pasto e la cosa, si può immaginare, mi eccitava molto.

Di ritorno dalla visita alla cantina Valetti mi sono rinfrescata con una bella doccia, ho sostituito il comodo jeans con un altrettanto comodo vestito più adatto alla serata, e mi sono avviata verso la saletta dove mi aspettava l’aperitivo a base di acqua termale. E’ la prima volta che bevo acqua al posto del vino, che strane abitudini in questo posto.  Ah già, che sbadata! Ci troviamo all’Hotel Caesius Thermae & spa Resort, in quel di Bardolino, il numero uno nella categoria “I migliori” in Veneto come Hotel per cure salutari. Il dottor Silvano Pomari, specialista in medicina ayurvedica, ci accompagna per una visita guidata al centro benessere. Le luci soft, il legno per terra, i mobili in stile indiano nelle stanze dedicate ai massaggi, il profumo degli aromi, soltanto a guardare mi sento meglio. C’è una particolare attenzione ai dettagli, nella scelta dei colori, dei materiali, niente è lasciato al caso, anche il lettino per i massaggi è volutamente in legno di ciliegio, ma, per la mia solita distrazione, non ho sentito quali siano i motivi. Si può venire qua per intraprendere una terapia personalizzata. Il dottore fa un’anamnesi iniziale e decide quali siano i trattamenti migliori tra il massaggio del corpo con olio, il massaggio alla fronte, al viso, ai piedi, alle mani, il bagno di vapore alle erbe e molto altro ancora.

Io stasera sono qui per abbinare il Chiaretto alla cena ayurvedica e non vedo l’ora di giocare! Il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi, ci da il benvenuto con queste parole:
“Benvenuti a tutti, questa è la quarta Anteprima Bardolino. La prima volta che l’abbiamo chiamata così ci sembrava di essere velleitari perché già altri consorzi lo facevano con i loro vini, in realtà è un evento interessante e la vostra presenza numerosa è una conferma. Il Bardolino è un vino giovane, si beve presto, è giusto presentarlo in questo periodo” e, conclude con una battuta: “L’aperitivo è stato fatto con l’acqua perché le cantine son tutte vuote”. Il dottor Pomari introduce la cena così: “Vorrei che questa sera fosse un’esperienza per voi, intesa come conoscenza. Non si tratta solo di cucina, qui la cucina diventa medicina. Io odio la parola nutraceutica, che significa nutrizione farmaceutica. Questo fa parte delle leggi della natura. L’ayurveda in india è nata prima di Cristo, dal contatto ravvicinato con la natura. Tutto è cura, anche attraverso il cibo. Ayurveda è una parola composta da Ayu, vita, e Veda, conoscenza, perciò è la scienza della conoscenza della vita, intesa, quest’ultima, come interazione continua tra corpo, organi di senso, anima e mente”.
Il vino non è in tavola perché questa cucina non lo vuole. Provo ad abbinare il Bardolino Chiaretto dell’azienda Vinicio Bronzo e il Bardolino Chiaretto spumante brut Graffio della cantina Caorsa ad alcuni piatti e devo dire che non mi dispiacciono. Prende il sopravvento, però, la voglia di restare immersa nella cena ayurvedica e continuo a bere la tisana, ottima sia calda sia fredda. Lo chef Emanuele Selvi cucina in diretta davanti a noi, le prelibatezze che ci sono servite. S’identificano sei gusti, ognuno con un’azione specifica:dolce, acido, salato, piccante, amaro e astringente. Ogni elemento nel piatto ha una funzione. L’antipasto è un’insalata di asparagi verdi, indivia riccia e germogli di crescione all’olio extravergine d’oliva del Garda e zenzero. Veramente molto buona e rinfrescante. A seguire una zuppetta di tarassaco con riso rosso, cocco e peperoncino. L’ho adorata, così come amo il tarassaco in tutte le sue forme. Arrivano piccoli cannelloni vegetariani su crema di carciofi e timo. Il bello di questi piatti è che non puoi trangugiarli, sei chiamato a masticare lentamente per assaporare spezie ed erbe che s’intrecciano in un’esplosione di gusto, in bocca. Questa cucina è fatta su misura per me.
Angelo Peretti ci presenta il piatto successivo, anzi, dovrei dire che non lo presenta per niente! Ci troviamo nel bel mezzo di un gioco, dove dobbiamo indovinare gli ingredienti del secondo. Queste cose si che mi piacciono: sono una fan del gioco didattico, è nel divertimento che sta l’apprendimento! Ed è anche un modo per unire i commensali. Volti sconosciuti, da poco presentati, seduti allo stesso tavolo, uniti da un obiettivo comune: vincere. Sono pronta con la macchina fotografica per immortalare il piatto e in corso d’opera si scarica la batteria. Che peccato. E che problema c’è?! Chiedo a Ezio Zigliani, inviato per Food&beverage, seduto al tavolo con noi, di fare qualche scatto al posto mio. Il problema è recuperare queste foto perché Ezio è imprendibile, sempre in giro da una città all’altra.
Siamo convinti di vincere ma non è così. Pazienza, ci siamo tanto divertiti ed io ho anche scoperto che esiste la senape nera. Questa mi mancava. Il Dottor Pomari ci dice: ”Questo gioco è nato con lo spirito di riabituarci a pensare a ciò che stiamo mangiando, riabituarci all’attenzione di ciò che abbiamo nel piatto”. Esperimento riuscitissimo, direi. Per trovare gli ingredienti ho in pratica sezionato tutto fino a infilare le mani nella salsina per capire se i bruscoli neri fossero dati da una foglia sminuzzata o da un granello di qualche seme. Meraviglioso! Non manca il dessert, molto particolare, arzigogolato, se mi concedete il termine che mi piace tanto. Un tortino di datteri e cocco con composizione di frutta e marmellata di zenzero. Ve lo confesso: mi sono innamorata. Lo zenzero mi è sempre piaciuto ma trasformato in marmellata mi ha mandato in estasi. E così anche il mango chutney. Mi trovo a scorrere mentalmente i libri di cucina indiana che ho a casa perché la prima cosa che farò sarà proprio questa marmellata. Felici e contenti andiamo a brindare con il Chiaretto davanti alla piscina. Il Consorzio ha organizzato un weekend davvero intrigante e ricco di spunti. Il Bardolino è rosso e il Chiaretto è rosa. Ora tutto è molto più chiaro! O chiaretto?

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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