di Mariangela Bonfanti
Parlando di “vino e salute” esiste una distinzione di genere? La risposta che ci viene data dalla medicina è sì. A ribadirlo, durante una conferenza che si è tenuta nell’inedita location della cantina Santi, a Illasi di Verona, è la dottoressa Monica Montopoli, ricercatrice dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM), centro di eccellenza scientifica, a Padova, dove 150 ricercatori provenienti da ogni parte del mondo studiano le cure delle malattie più temute.
L’incontro, intitolato “Gli effetti benefici del vino sulle donne”, è stato organizzato da Tiziana Mori, responsabile marketing del Gruppo Italiano Vini di Verona, in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario e con l’Associazione Donne del Vino del Veneto.
Da tempo sono note le proprietà del vino rosso per contrastare le malattie cardiovascolari. I più recenti studi scientifici sulle azioni benefiche di alcuni componenti  – quali polifenoli, antociani e resveratrolo – sono tuttora in via di sviluppo per dimostrare che il loro potere antiossidante e anti infiammatorio agisce favorevolmente sulla salute femminile.
Alcuni esempi: riduzione delle fratture della testa del femore, aumento della densità ossea, protezione della mucosa gastrica; hanno inoltre un rilevante effetto estrogenico che aiuta le donne durante la menopausa. I vini rossi veneti, Amarone e Ripasso, si arricchiscono di questi preziosi composti salutari durante i mesi dell’appassimento naturale in cassetta delle uve. E’ proprio in questa importante fase che gli acini potenziano la loro concentrazione di composti polifenolici. Il vino viene considerato quasi un farmaco e come tale esige una somministrazione in dosi stabilite: 1 o 2 bicchieri al giorno ai pasti.Un piacere salutare di cui non privarsi.
Perciò, “meglio rivolgersi ad una buona cantina”, ha consigliato la dottoressa Montopoli, “che agli integratori presenti sul mercato”. L’efficacia di un buon bicchiere supera l’assunzione in pillole. Inutile sottolineare la soddisfazione per il programma che prevedeva in scaletta, dopo il tour in vigna e in cantina, anche la degustazione di alcuni vini, soprattutto rossi!

La visita nella storica Cantina Santi

L’ultracentenaria presenza dell’azienda fondata da Carlo Santi è stata, fin dal suo inizio, orientata al valore della tradizione dei vini tipici della zona: Amarone, Valpolicella, Recioto, Soave, Bardolino.
La casa vinicola si trova tuttora nell’incantevole borgo di Illasi, a ridosso dei Monti Lessini, all’estremità orientale della provincia di Verona. Entrata nel 1974 nel Gruppo Italiano Vini, la cantina è stata completamente riprogettata e ristrutturata creando un unico sistema che si “autocontamina”  nelle diverse fasi di creazione del vino.
La visita, guidata dall’enologo Cristian Ridolfi, ha seguito l’iter partendo dal vigneto attiguo alla cantina per proseguire nella zona dell’appassimento delle uve, della vinificazione con la spiegazione delle diverse tipologie di contenitori e dell’affinamento, passando tra le maestose botti di diverse essenze, rovere, ciliegio e castagno. Antico e moderno sono sorprendentemente accostati in un percorso entusiasmante per gli enoappassionati che possono persino mettere alla prova le proprie capacità olfattive lungo due pareti di tester. Sembra un gioco infilare i nasi nelle ampolle di vetro, dare un nome all’aroma selezionato e confrontare la risposta nascosta sotto lo sportellino corrispondente. 
La cantina sotterranea regala un autentico tuffo nel passato con le botti storiche segretamente avvolte dalla luce soffusa delle lanterne. Al termine della visita, l’attesa degustazione di una selezione di vini prodotti dall’azienda. 

La degustazione 
Ventale-Valpolicella Superiore
Il legame di questo vino con la terra in cui nasce è nei suoi aromi fragranti e intensi: la ciliegia matura, la mora di rovo, spezie dolci, sentori di cacao che sembrano portati dalla piacevole ventilazione, ventale per l’appunto, che caratterizza la Vallata di Illasi. Un bouquet ampio, confermato all’assaggio. Ottimo l’accostamento con i formaggi semi stagionati.

Santico – Amarone della Valpolicella Classico 2013
Ciliegia e frutti di bosco in armonia coni sentori di cacao e la prugna in equilibrio con i tannini delicati. Quella del 2013 viene ricordata come l’annata inaspettata dell’Amarone, caratterizzata da anomale variazioni climatiche che influirono sulla produzione delle uve. Il vino, di qualità elevata, presenta interessanti evoluzioni durante l’invecchiamento.

Solane-Valpolicella Ripasso Classico Superiore
Il primo impatto al palato è il tannino imponente. Vino di carattere dal profumo intenso di frutta rossa, con note di spezie raffinate e vaniglia. Molto persistente in bocca. Solane è il nome dialettale dei locali senza soffitto dove venivano posti i graticci ben esposti al sole per l’appassimento delle uve.

Infinito – Bardolino Chiaretto
Questa versione in rosa del Bardolino avvolge con i suoi profumi eleganti, decisi e fruttati, si distinguono il ribes bianco e il melograno. E’ un vino corposo dal gusto equilibrato, sapido e fresco. Molto adatto con antipasti e primi piatti a base di pesce.

Sortesele – Pinot Grigio Valdadige
Dai vigneti della Val d’Adige situati tra il Trentino e il Veneto, questo vino bianco ben strutturato di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, sorprende l’olfatto e il gusto con aromi e sentori decisamente fruttati: pera e albicocca su tutti. Buona persistenza gustativa. Servito a 10-12°C è un eccellente aperitivo .     

Cristian Ridolfi, wine maker Santi, con Tiziana Mori, responsabile marketing GIV

             

1 risposta

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Mariangela Bonfanti

Vivo a Verona. Il vino e la buona tavola hanno incontrato la mia storia professionale di giornalista svariate volte. Ho iniziato giovanissima a scrivere e a condurre programmi radio e TV negli anni '80. Erano ancora lontani i tempi dei cuochi in televisione e dei canali tematici dedicati alla cultura del vino e della cucina, ma il programma che conducevo su Rai 3 dal titolo "E'gradito il dialetto"si concludeva con tavole imbandite intervistando sommelier e chef al lavoro tra i fornelli. Mi sono sempre divisa tra il pubblico delle platee e quello delle televisioni,Telenuovo e Telearena le due emittenti veronesi dove ho lavorato fino al 2010 occupandomi di cronaca e di trasmissioni sulla salute e il benessere. Nelle molte edizioni di Vinitaly di cui ho presentato gli eventi per Verona Fiere ho avuto modo di conoscere tante cantine e le loro storie che mi hanno affascinata. Sono entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino nel 2012 occupandomi dello sviluppo del brand di un'azienda agricola della Valpolicella. Un' esperienza che mi ha consentito di acquisire buone competenze anche nel campo della produzione e del marketing del vino. Ma le passioni ritornano sempre e grazie proprio alle Donne del Vino ho ritrovato ciò che più amo fare: la giornalista che documenta le cose belle della vita e che fanno stare bene; il mondo del vino e' sicuramente una di queste.

Post correlati