di Daniela De Morgex
Si è conclusa la XVI edizione di Vinòforum, la rassegna del gusto che ha ormai a Roma il suo appuntamento consolidato, con oltre 2500 etichette di vini, temporary restaurants, degustazioni enoiche e di piatti “stellati”, oltre a seminari ed incontri sul tema enogastronomico.

Nel nuovo verdeggiante sito scelto quest’anno per l’evento, il Parco di Tor di Quinto, il vino è comunque il protagonista assoluto, con le migliori aziende vinicole nazionali ed estere qui presentate al pubblico da vari distributori tra cui il Team’s Macoratti, di cui ho incontrato per una chiacchierata il sales manager, Alessio Macoratti. Si tratta dell’agenzia di famiglia, la più grande agenzia di distribuzione del settore di Roma e del Lazio. Giustamente orgoglioso, mi sciorina subito i suoi numeri: 13 agenti, 40 marchi tra vini, liquori e dolciumi, oltre a 1450 clienti Ho.Re.Ca. a cui offre da sempre calorosa ospitalità presso il suo stand ampio e confortevole, subito vicino l’ingresso della manifestazione.
Parliamo di un’agenzia storica, la più grande a Roma nata nel 1985, con grandi numeri ma anche con grandi responsabilità. Leader nella capitale col maggior numero di prodotti offerti perché, spiega Alessio, i ristoratori romani sono abituati per tradizione e per necessità data l’affluenza turistica, a dover e voler avere a disposizione la più ampia varietà di prodotti alimentari. Si duole però del fatto che qui abbiamo anche il minor consumo di produzioni locali a differenza delle altre regioni italiane. Ad esempio, nelle carte dei vini troviamo tutte le denominazioni e troppo spesso non quelle laziali. Negli ultimi anni però si sta lievemente invertendo la tendenza grazie alla riscoperta delle nostre eccellenze territoriali nonché ad una ricerca di maggiore qualità da parte di alcuni produttori vinicoli illuminati.

Intervista ad Alessio Macoratti: “Vi svelo i vini preferiti dai romani” 

E’ la prima volta che Wining.it decide di intervistare un’agenzia di distribuzione di vini e pertanto ho voluto scegliere quella più rappresentativa e rilevante sul territorio romano, l’affabilità e la disponibilità di Alessio hanno poi fatto il resto.

Ormai sei veramente da molto tempo in questo settore: cosa attrae ogni anno la gente sempre più numerosa in manifestazioni come questa? E con quali aspettative secondo te?
Vinòforum è ormai alla sua XVI edizione e la gente viene perché trova qui un’atmosfera goliardica, in un ambiente gradevole, sotto il cielo della nostra bellissima Roma. Noi come Team’s ci siamo sempre adoperati per ricevere i clienti visitatori nel miglior modo possibile, facendo loro assaggiare sempre novità in un approccio informale, insieme ai loro familiari ed amici, poiché di solito la quotidianità di un ristoratore è impegnativa e stressante. Questo è anche il luogo dove cerchiamo di migliorare le nostre pubbliche relazioni, in un ambiente rilassante e amichevole poiché riteniamo che i rapporti umani, nel mondo del vino, siano fondamentali. In un settore dove non esiste una leadership assoluta, è il rapporto umano a fare la differenza (oltre alla qualità, da cui non prescindiamo!): in pratica gli acquirenti diventano nostri clienti perché i nostri agenti sono più bravi di altri a creare legami umani.

Quali sono oggi i vini preferiti dai Millennials, dalla fascia di età intermedia e dagli over 50…? Cosa cercano in un calice?
Il palato si evolve col tempo pertanto il gusto segue il progredire dell’età. All’inizio i molto freschi e fruttati per poi progredire con quelli via via meno ruffiani, per pervenire alla scelta finale di note decisamente più mature e raffinate.

Come vedi il fenomeno Prosecco?
Il Prosecco vive da tempo un grandissimo momento, è il vino più venduto al mondo ed è molto rappresentativo del nostro Paese. Dal punto di vista commerciale ha invece avuto un prezzo abbastanza altalenante, al rialzo per esempio con la mediocre vendemmia 2017, e al ribasso quando sono stati allargati i territori di produzione della DOC nel 2009 facendone entrare in commercio ormai tutta la produzione: purtroppo sono, secondo me, eventi che non creano valore. Aggiungiamo il fatto che a differenza dei francesi, la nostra produzione di Prosecco è il doppio di quella dello Champagne (che si attesta intorno a 300 milioni di bottiglie/anno) ma il loro fatturato risulta essere il quadruplo rispetto al nostro.

Cosa ne pensi del Prosecco Rosé?   
La considero un’ottima intuizione. Il rosé nasce in Francia come moda e consumo, ma attualmente la richiesta della categoria rosato sta crescendo ovunque; pertanto il Prosecco Rosato rappresenterà una bella opportunità commerciale che speriamo di saper cogliere al meglio.

Il Lazio ha 3 DOCG e non molte DOC: quale pensi sia quella con le maggiori chances di rilancio e sviluppo?
Una su tutti, il Cesanese. E’ un autoctono del Lazio, difficile da vinificare ma con altissime potenzialità. Ritengo che la “malapolitica” e la cattiva gestione manageriale non abbiamo mai creato una forza trainante, un’azienda leader capace di far emergere questa denominazione, a differenza invece del Frascati che ha avuto cantine importanti come Fontana Candida o il Gotto d’Oro che lo hanno reso famoso nel mondo.

Perché le bollicine sono così tanto richieste ?
Perché si tratta di una beva facile, di bassa gradazione alcolica e molto piacevole; perché se si tratta di un Prosecco magari leggermente abboccato come un extradry lo è ancor di più specie tra i più giovani; perché l’anidride carbonica deterge bene la bocca durante un pasto; perché è la base dell’aperitivo più richiesto in Italia, lo Spritz…

Quali sono i vini esteri più richiesti e venduti a Roma?
Decisamente lo Champagne. Poi la Francia in genere, specie Borgogna e Chablis, nonostante i prezzi si elevino ogni anno di circa un 15-20%. Noi importiamo molte tipologie dalla Germania, Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda e Cile, ma si tratta in fondo di una richiesta ancora di nicchia.

Intervista al Vinòforum

Esistono ancora, come in passato, problemi nei pagamenti da parte dei ristoratori? Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate oggi nella distribuzione?
Nei tempi ormai trascorsi esistevano pagamenti con dilazioni anche a 7/8 mesi, ma in seguito, con il DL del 24 gennaio 2012 che ha introdotto una nuova regolamentazione in merito ai nuovi termini di pagamento nella cessione dei prodotti agroalimentari, tutti i prodotti sottoposti ad accisa devono essere pagati entro 60 giorni ad eccezione di quelli col sistema di pagamento alla consegna. E la Team’s Macoratti utilizza appunto questo sistema di “titolo allo scarico” che permette di favorire importanti sconti al cliente e commercialmente di poter concentrare il nostro tempo sulla promozione dei prodotti in genere e sulla divulgazione del prodotto enoico, in particolare attraverso eventi dedicati.

Un suggerimento sui vini del futuro…
Il clima sta mutando e con esso anche i vini, la cui gradazione alcolica si sta innalzando spontaneamente senza l’intervento umano in cantina. Ma le istanze sono diverse: come dicevo prima, i giovani cercano prodotti “facili”, gli addetti al settore e gli appassionati, invece, vini più secchi e verticali. Di certo non più i barricati-a-tutti-i-costi come nei tempi passati, ma vini che siano la migliore espressione del territorio di provenienza e con il minor numero di  possibile di interventi da parte degli enologi.

Quale pensi sia quindi il futuro di Vinòforum? Ed eventualmente, cosa suggerisci per rendere questo appuntamento romano più attraente e distintivo rispetto alle altre tantissime kermesse di vino che occupano ormai tutti i fine settimana della nostra penisola?
Vinòforum è e rimarrà la manifestazione dei romani, io amo definirlo come “il salotto buono del vino a Roma”. Riunisce anche un bel numero di chefs stellati, è quindi anche food di alto livello. E ci piacerebbe restasse così…

www.lospaziodelgusto.it