vetro-contenitore-ideale-vinoNoi appassionati lo sapevamo già: non c’è niente di meglio di una bottiglia di vetro per conservare il vino.

Negli ultimi mesi, però, si è parlato spesso (forse provocatoriamente) di “bag in box”, tetrapack, cartonati e simili come contenitori alternativi, ma ben presto è arrivata la risposta di “Assovetro”, il consorzio che raggruppa i produttori italiani di bottiglie. Una controffensiva supportata da un sondaggio e dal parere di due ricerche condotte da altrettante università. Ecco in sintesi, come e perché il vetro vince sempre la sfida del miglior contenitore per il vino.

Prima di tutto la bottiglia conserva inalterato nel tempo il gusto del vino . Poi, perché non ha bisogno di trattamenti particolari per difendere le caratteristiche del liquido contenuto. Terzo motivo: il vetro rispetta l’ambiente dato che è riciclabile al 100%”.

Un sondaggio condotto dalla stessa “Assovetro” conferma che per 9 consumatori su 10 la bottiglia è il miglior contenitore possibile per il vino. I motivi di questa scelta? Non solo perché conserva il sapore di ciò che contiene ma anche per il “fattore salute”: il vetro agisce come barriera naturale contrapposta alle possibili infiltrazioni microbiche, mantenendo perfettamente al suo interno il vino e conservandone le sue qualità organolettiche. E, aggiungiamo noi: ci sarà pure una motivazione scientifica abbondantemente provata se gli stessi produttori ricorrono all’affinamento in bottiglia di tantissimi vini prima di ancora di immetterli sul mercato.

Come anticipato, la dimostrazione arriva anche da differenti studi realizzati dall’Università di Pisa e dalla Tuscia di Viterbo. I dati forniti dall’ateneo toscano hanno messo in evidenza come un tipo di vino, conservato per sei mesi in BiB (contenitori di cartone muniti internamente di una vescica realizzata in materiale polimerico) presenti una diminuzione nelle concentrazioni di alcuni dei suoi componenti più preziosi per la salute del consumatore”. La ricerca è stata coordinata dal professor Gianpaolo Andrich, ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’ateneo pisano.

L’indagine dell’università viterbese ha invece appurato che nei contenitori alternativi (non vetrosi) si stabilisce “una condizione ossidativa che può provocare profonde alterazioni sia del colore del vino sia degli aromi naturali in esso contenuti con la comparsa di molecole olfattivamente sgradevoli”.

Coordinatore di quest’ultimo approfondimento è stato il professor Marco Esti,

ordinario di enologia all’Università della Tuscia.

 

Links di approfondimento: www.assovetro.it ; www.unipi.it ; www.unitus.it