di Umberto Gambino
Il  mio primo contatto con i vini di Tenuta Gatti risale all’edizione eoliana di Sicilia en primeur: due anni fa. Fu l’assaggio di un Nocera rosato, in anteprima, a Vulcano, ad accendere la lampadina.

Riscrivo perciò le mie note di allora prese pari pari dal reportage

Tenuta Gatti – Paula Igp Terre Siciliane Rosato 2012
Signore e signori giù il cappello! E’ questa la vera azienda “rivelazione” di Sicilia en primeur. Il signor Nicolas Gatti Russo, vignaiolo italo-argentino in stile bio, di Librizzi, sui Monti Nebrodi (nel Messinese), ha sfoderato, fra gli altri, questo rosato da “maestro vinaio” dedicato alla moglie Paula. Uve Nocera in purezza, color rosa buccia di cipolla e un naso che dire interessante è poco: fragoline, lamponi, crema pasticcera e poi una bocca elegante, sapida, morbida, equilibrata, persistente dal bel retrogusto proprio cerasuolo. Sennò che rosato sarebbe? Altro che vino Jolly! Vera sorpresa.

Grande curiosità, no? Fin da allora, mi sono detto: devo conoscere il signor Nicolas Gatti Russo. E dopo due anni l’occasione mi si è presentata su un piatto d’argento, grazie all’edizione di #SiciliaEP16. Eccomi finalmente nella terra del Mamertino di Milazzo Doc, sulle lievi colline di Librizzi, alle pendici dei Monti Nebrodi. Siamo nel Nord-Est della Sicilia, in un’area che si trova al centro di un ideale triangolo fra i territori delle Doc Faro, Etna, e Malvasia delle Lipari. Le ceneri del vulcano in eruzione piovono anche sui vigneti di Nicolas.

Ma chi è Nicolas? Lui si racconta così, con quel suo modo simpatico di parlare dalle zeta addolcite, tipico dei sudamericani: “Sono nato a Librizzi e a soli 13 mesi sono stato portato in Argentina, a Buenos Ayres, affidato ai miei genitori adottivi, i Russo, che vivevano già in Sudamerica. Mi sono sposato con Paula e ho avuto tre figli. La mia professione? Prima ingegnere aeronautico, poi manager alla Siemens: settori completamente diversi dalla viticoltura”.

La svolta che ha cambiato completamente la vita di Nicolas è del 2003.
“Allora avevo 52 anni. Decisi che dovevo conoscere finalmente chi era il mio padre naturale. Così, con moglie e figli tornai in Sicilia. Grande fu la mia sorpresa nello scoprire che ero figlio di Francesco Gatti, imprenditore agricolo di Librizzi, discendente di una famiglia nobile del luogo. Nei fatti ero l’erede unico di tutto quello che vedete qui intorno”.
E tutto quello che vediamo (io e gli altri colleghi giornalisti) è una estesa tenuta agricola di 217 ettari il cui simbolo nello stemma è un gatto (sì, proprio un gatto che trovi raffigurato dappertutto dentro e fuori il casale: stampato nelle brocche, nei piatti, nei bicchieri) ritratto a passeggiare sulle onde, sormontato da tre stelline dorate.

Tenuta Gatti è davvero vasta: boschi, campi coltivati, vigneti quasi a perdita d’occhio, su e giù per le colline. Uno spettacolo! E sullo sfondo il mare che si staglia verso quel lembo di terra che si chiama Capo Milazzo. Siamo a circa 500 metri di altitudine. Non solo vigneti, anche agrumeti, castagneti, noccioleti, uliveti (ben 66 ettari, la parte agricola più consistente). Al centro della tenuta c’è un piccolo borgo di case ben tenute e completamente ristrutturate da Nicolas, mantenendone però l’aspetto esteriore originario. D’altronde la famiglia Gatti fin dal 1825 è proprietaria di tutto il terreno in contrada Cuprani. Nel borgo, due secoli fa, lavoravano circa 80 famiglie che vivevano nelle case sparse per il territorio.

30-DSC_8783Tornato a casa 13 anni fa, ovviamente Nicolas è rimasto nella sua terra, la campagna di Librizzi, decidendo di rinnovare totalmente la cantina e tutti i vigneti. Per fare il vino bene, in un certo modo, valorizzando la terra e le uve del territorio, si è affidato a Emilano Falsini, un bravo enologo fiorentino che vanta esperienze anche in California, Argentina (guarda caso!) e Nuova Zelanda. Emiliano però ha una particolare predilezione per le vigne e i vitigni siciliani che conosce quasi di più e meglio che quelli chiantigiani. Fra le aziende di cui è consulente, per rimanere in Sicilia, Girolamo Russo e Graci sull’Etna, Paolo Calì nella zona del Cerasuolo di Vittoria, Enza La Fauci (Faro Doc) e Masseria del Feudo (Caltanissetta).

I buoni risultati con Tenuta Gatti non si sono fatti attendere e sono assolutamente convincenti: non più una sorpresa, bensì una realtà consolidata. Il primo vino commercializzato da Nicolas, nel 2008, è stato il Mamertino Rosso Curpanè, da Nero d’Avola e Nocera. Già dal 1992 (prima del ritorno di Nicolas) l’azienda era stata convertita integralmente al biologico. E il Nocera? Il Nocera è un vitigno da cui si ottengono vini di grande acidità, poveri di tannini, ma ricchi di aromi di frutta rossa fresca. E’ una varietà autoctona del Messinese molto flessibile: è alla base del Mamertino Doc Rosso, ma anche del Faro Doc. Pochi produttori vinificano il Nocera in purezza: Gatti è uno di questi.

Degustazione dei vini di Tenuta Gatti

Di solito Nicolas preferisce far assaggiare ai suoi ospiti due annate consecutive per ogni tipologia di vino. E così è stato anche con noi. Io non ve li racconto tutti, ma solo quelli per me più interessanti.

Catalina 2014 Mamertino Doc (Inzolia 60%, Grillo 40%)
Questo Mamertino in versione bianco è dedicato alla figlia. Svela una fresca pulizia di aromi a piccole tinte (gelsomino, pera, melone e salvia) mentre il gusto viaggia progressivo, sapido e di buona piacevolezza. Il primo sorso chiama subito il secondo. Si apprezza bene la purezza del frutto, integro e ben lavorato in vigna, in un’annata (2014) che per i vini siciliani è stata ottima.

Nocera Rosato 2015 Paula
Dedicato alla moglie. Rosa salmone nel calice, fragoline al naso, morbido e di buona intensità in bocca. Un rosato ben fatto che completa la gamma dei vini.

Martiniano 2010 – Nero d’Avola 70% Cabernet Sauvignon 30%
Si mostra ricco di balsamicità (menta, ginepro) alternato a spezie come liquirizia, pepe e vaniglia e in più una parte vegetale ancora fresca come timo e menta. Al gusto è vivace, in cerca di equilibrio con tannini ancora presenti e prepotenti.

Curpanè 2011 Mamertino Doc –  Nero d’Avola 70% Nocera 30%
Affinamento per 12 mesi in botti e tonneaux, poi 4 mesi di bottiglia. La parte balsamica si fonde bene con quella fruttata, valorizzate da una spinta aromatica. Sa di cannella, pepe, vaniglia e poi la nota resinosa conferita dal Nocera, quella fresca dei frutti di bosco più tipica del Nero d’Avola. Molto piacevole da bere, grazie al perfetto equilibrio e alla finezza dei tannini setosi. E’ il quadro d’autore più riuscito in vigna e cantina della premiata ditta Gatti-Falsini.

Franco 2010 Cabernet Sauvignon Merlot
Vinificazione: 12 mesi di barrique e 4 mesi di bottiglia. Naso tipicamente vegetale, poi more su  sfondo balsamico. In bocca buon equilibrio, intensità, ma non lunghissimo.

Sicé 2012 Nocera in purezza
E’ il “vino-manifesto” di Gatti. Affina per 12 mesi in tonneaux e botti grandi, poi rimane altri 6 mesi in bottiglia. Molto balsamico e resinoso al naso. Al gusto è (nonostante le caratteristiche del vitigno) tannico, morbido, senza spigoli, anche se rimane a metà strada. Forse non è stata questa l’annata migliore per il Nocera in purezza.

Conclusioni

Ho assaggiato bei vini, molto ben fatti, che lasciano trasparire l’assoluta dedizione alla terra e ai suoi prodotti da parte del viticoltore italo-argentino e ho scoperto una bella storia di ritorno alle origini. Tuttavia il buon Nicolas non tralascia il suo dispiacere per la ridotta partecipazione verso una reale valorizzazione della Doc Mamertino (“siamo pochissimi produttori, cinque o sei, dovremmo convincere altri nella zona ad entrare nella Doc”) e del vitigno Nocera (“l’unica vera uva tipica della provincia di Messina”).
La frase cult di Nicolas Gatti Russo, che denota genuinità, ma anche ambizione e voglia di fare, è:

“Sto imparando a fare l’agricoltore, il mio lavoro era un altro. Ogni anno ho l’ansia di capire quale vino otterrò dalle uve che raccogliamo e portiamo in cantina al tempo della vendemmia. E’ come se ogni anno mi nascesse un nuovo figlio. Questo mi appassiona veramente parecchio. Martiniano è il figlio più piccolo. Curpanè dedicato a mio padre che era un amante dei malati di Cupranì (agricoltura e arte). Franco, dedicato al figlio più grande; Catalina a mia figlia. Il Nocera l’ho  chiamato Sicè, che è un’esclamazione: cioè il Nocera c’è. E’ il vitigno più rappresentativo per l’azienda e di tutta la provincia messinese. Ebbene, io ho un’idea fissa in testa: far conoscere il Nocera al mondo”.

Caro Nicolas, la tua più che una storia è una fiaba a lieto la fine. Sono certo che riuscirai a far conoscere il Nocera e il Mamertino nel mondo intero! Complimenti e vai avanti così.

Info
Tenuta Gatti di Nicolas Gatti Russo – Contrada Cuprani – 98064 – Librizzi (ME)  – 329 1834237 – Fax 0941 368173
Email: info@tenutagatti.com
www.tenutagatti.com

Uliveto (66 ettari). Le cultivar sono: Ogliarola Messinese, Verdello, Santagatese, Biancolilla, Nocellara MessineseSan Benedetto e altre. L’età media degli ulivi è di 80 anni. L’olio ha un nome che è tutto un programma di goduria: “Mi scialo”.

Vigneto (17 ettari). I vitigni allevati sono: Nero d’AvolaNocera, Cabernet SauvignonSauvignon BlancMerlotPinot NeroInzoliaGrillo Cataratto.

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“C’è un modo radical-chic e astratto di parlare di vino in cui usiamo le note di degustazione: faremo un discorso per pochi e allontaneremo il potenziale consumatore. Bisogna invece aiutare le persone ad essere consapevoli di cosa bevono: perciò parliamo meno del vino sotto il profilo tecnico e più di quello che c’è dietro”. Umberto Gambino

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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