di Manuela Zanni 
Cala il sipario a  Castelbuono sulla tredicesima edizione del “DiVino Festival”, la manifestazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche dell’area delle Madonie.  Il borgo medievale  ha accolto dal 2 al 4 agosto, per  la  tredicesima edizione, uno degli eventi enologici  più attesi del calendario dell’estate siciliana, e non solo, il cui focus sono i vini ma anche la valorizzazione dei prodotti del territorio.

La suggestiva cittadina incastonata nelle Madonie, in provincia di Palermo,  ha ospitato per tre giorni degustazioni sotto le stelle, cooking show, concerti, mostre d’arte e incontri culturali con oltre duecento produttori di vino provenienti dalle più importanti cantine siciliane, italiane ed estere, che  hanno confermato la propria presenza al Festival ideato da Dario Guarcello, assessore alle attività produttive, turismo, sport e ambiente del Comune di Castelbuono che ha commentato: “Abbiamo lavorato per un anno per regalarvi l’edizione più ricca di sempre e da domani siamo già a lavoro per l’edizione 2020. La calendarizzazione degli eventi del Comune di Castelbuono è un’attività che non conosce sosta e che ci impegna tutto l’anno per valorizzare in tutte le stagioni il meglio che il territorio madonita può offrire”.
Venerdi 2 agosto l’IRVOS (Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia) ha proposto  una degustazione di vini sperimentali della propria Cantina di Microvinificazione; sabato 3 agosto è stata la volta di un corso di avvicinamento al vino a cura del dottor Antonio Sparacio cui è seguito l’incontro “Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si è mangiato bene. Il rapporto uomo, cibo e  vino” . Al dibattito,  moderato da Daniele Lucca, art director DiVino Festival , sono intervenuti lo chef Gianfranco Vissani, l’attore Moni Ovadia, il dottore e presidente IdiMed, Biagio Agostara  e il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero.


A fine serata il galà del “Premio Internazionale Gusto DiVino Premio Fiasconaro”  che ha visto salire sul palco ospiti illustri che hanno consegnato e ricevuto  i premi consegnati in memoria di Don Mario, fondatore dell’azienda Fiasconaro,  per essersi distinti in ambito enogastronomico  contribuendo, con la passione per il  proprio lavoro, a diffondere ad ampio raggio la cultura enologica e culinaria. L’ultima giornata , domenica 4 agosto, è iniziata con  “la Colazione dei Campioni”al ristorante Nangalarruni in occasione della quale al Brunello, Barbaresco ed Etna Rosso  è stato  abbinato “ pani ca meusa”,   del ristorante Nangalarruni e  le polpette di alici del ristorante Arrhais.
Momento clou della tre giorni   è stata l’apertura dei banchi d’assaggio del Salone del DiVino dalle all’interno del Chiostro di San Francesco, quest’anno anticipata di un paio d’ore, che ha offerto la possibilità ad enopassionati ed operatori del settore di degustare tutte le etichette delle aziende vitivinicole partecipanti.
Di seguito vi segnaliamo alcune etichette, che più ci hanno colpito,  e che noi di Wining abbiamo degustato per voi .

Tamburello  Nero D’Avola 306 . E’ un vino biologico, 100% Nero d’Avola, e prende il nome dal numero della particella catastale in cui ricade il vigneto. Affina 12 mesi in acciaio e almeno 6 mesi in bottiglia. Colore rosso granato. Al naso intensi sentori fruttati di ciliegia, marasca e speziati pepe nero e cannella. In bocca  ritorna il frutto con un  sorso avvolgente dai  tannini morbidi  ed armonici.

Xeravuli Nero d’Avola 2017. Colore  rosso granato. Al naso offre un ampio ventaglio aromatico nonostante abbia ancora bisogno di un po’ di riposo. Ce lo conferma la 2016 che abbiamo assaggiato contestualmente dagli aromi più definiti e dal tannino morbido e vellutato.

Terre di Gratia Dama Rosa 2018 . Rosato da Perricone. E’ questo il caso di un vino che, proprio perché figlio della Natura, muta ogni anno, proponendo in questa occasione un’annata più aggraziata e gentile a cominciare dal colore rosa tenue per continuare con i  sentori floreali equilibrati e concludere in bocca con un sorso sapido e fresco dalla piacevole persistenza.

Possente Acini di Nero 2018. Sorprendere sembra essere la parola d’ordine della cantina Possente di Alcamo. E stavolta ci riesce con una bella interpretazione di Nero d’Avola in purezza dal colore rubino intenso con un olfatto dai bei profumi speziati e di frutti rossi e con un sorso dal tannino armonico ed equilibrato che  persiste al palato.

Patrì Grillo 2018.  Sembra che la cantina Patrì , di Riesi in provincia di Caltanissetta, abbia preso alla lettera il detto “ l’occhio vuole la sua parte” sfoggiando delle etichette che possono definirsi dei veri e propri quadri in miniatura. Ma poiché, continuando a citare detti, “l’abito non fa il monaco”, abbiamo voluto sincerarci che il contenuto della bottiglia fosse all’altezza di tanta bellezza esteriore e siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla corrispondenza tra contenuto e contenitore. In particolare ci ha colpiti il Grillo Sicilia Doc 2018, un vino figlio della notte, come ben racconta l’etichetta che rappresenta la vendemmia notturna. Il colore è di un bel giallo paglierino, al naso emergono note floreali e di frutta esotica. In bocca una spiccata mineralità e sapidità contribuiscono a regalare un sorso fresco e persistente.

Tenuta InCarrozza – Alicante  Rosato 2018. Un esempio raro se non unico di vinificazione in rosa dell’Alicante, vitigno originario della Spagna perfettamente integrato nel territorio del Vulcano . Il risultato è un vino dal colore  rosa buccia di cipolla con un naso piacevole dai frutti rossi e spezie dolci come vaniglia e cannella dal sorso fresco ed equilibrato che fa desiderare il successivo.

Di Bella – Esperides –Rose dello Jato 2018.   Questa nuova realtà nell’alta Valle dello Jato sta già facendo parlare di sé. In questo caso lo fa con una new entry, un rosato da nero d’avola che, nonostante un colore rosa Provenza lasci immaginare una corredo aromatico meno complesso presenta uno spettro olfattivo di grande personalità . Al naso rose e piccoli frutti rossi preparano il palato a ricevere un sorso fresco e centrato dalla piacevole sapidità e persistenza.

Tenuta Morreale Agnello Vigna di Sopra Zibibbo Secco 2018. Un bell’esempio di Zibibbo prodotto dalla famiglia Morreale Agnello la cui azienda  èsituata in provincia di Agrigento a pochi chilometri dalla splendida Valle dei Templi .  Colore giallo paglierino intenso. Naso pulito con intensi profumi di fiori  e frutti a polpa bianca e note agrumate . In bocca il sorso è fresco ed equilibrato e chiude con un bel finale sapido e persistente.

Tenuta Valle delle Ferle – Cerasuolo di Vittoria 2016. 

Un’azienda che sorge a pochi chilometri da Caltagirone zona vocata alla coltivazione della Docg del Cerasuolo di Vittoria. Tra le etichette assaggiate, spicca proprio il Cerasuolo , dal colore rosso rubino intenso con sentori di frutta rossa matura e lievi note speziate. In bocca ha un sorso di grande personalità e armonia che persiste al palato oltre che  al ricordo.

Marino – Krenè 2018. I vini della Cantina Marino, sita nell’areale camporealese, nel tempo hanno acquisito una crescente qualità grazie alla quale sono stati insigniti di diversi riconoscimenti per alcune delle loro etichette. Tra quelle assaggiate noi suggeriamo il Krenè, un blend di Catarratto e Zibibbo dal colore giallo paglierino, con un olfatto piacevole ed armonico di fiori e sentori erbacei e un sorso centrato ed equilibrato dalla buona sapidità e persistenza.