di Manuela Zanni
Il mal tempo  che si è abbattuto sulla Sicilia lo scorso fine settimana  non ha fermato il Divino Festival a Castelbuono, una delle più attese kermesse dell’estate siciliana  che coinvolge appassionati e esperti di enogastronomia. La manifestazione, alla sua dodicesima edizione, è nata da un’idea di Dario Guarcello, attualmente assessore al Comune di Castelbuono, ed oggi  deve la sua realizzazione al presidente Luca Martini, il vice presidente Patrick De Nisi e il direttore artistico Daniele Lucca.

Tre giorni, dal 3 al 5 agosto, fitti di  appuntamenti che hanno  riempito le strade del piccolo borgo medievale e le sue piazze principali di  winelovers e addetti ai lavori accorsi numerosi per la manifestazione.

Momento clou dell’evento si è svolto sabato 4 agosto in piazza Margherita in occasione del Convegno  sul “Turismo Enogastronomico per la crescita di un territorio, quando il vino è Buono, Pulito e Giusto” cui ha preso parte Carlo Petrini, fondatore di  Slow food, il  sindaco di Castelbuono Mario Cicero,  Sergio Staino vignettista-giornalista, Luca Martini presidente Divino Festival, il dirigente regionale Dario Cartabellotta, la giornalista Marisa Fumagalli e  il prof. Cardinale Presidente della società italiana di storia della medicina.

Piazza Castello è stata, invece, la location dedicata, come di consueto, al  Premio Internazionale Gusto Divino, che quest’anno più che mai può vantare la presenza di grandi professionisti del settore e della comunicazione  approdati a Castelbuono. La cerimonia di consegna del Premio Internazionale Gusto Divino,  riconoscimento destinato a chi si è contraddistinto nel settore eno-gastronomico quest’anno ha avuto due guest star: lo chef stellato Davide Oldani e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini. Entrambi hanno ricevuto la Menzione Speciale titolata a ‘Don Mario Fiasconaro’, fondatore dell’azienda dolciaria castelbuonese oggi famosa nel mondo e mecenate anche di questa edizione 2018 del  DiVino Festival. Dopo Oldani e Petrini  sono saliti sul palco a ritirare il Premio Internazionale Gusto Divino 2018 anche Charlie Arturaola, sommelier e wine educatori, Livia Chiriotti, direttore editoriale di Pasticceria Internazionale, Francesco Condoluci, capo redattore della testata Economy, Paolo Di Stefano, inviato della redazione cultura del Corriere della Sera, Marco Romano, vicedirettore responsabile del Giornale di Sicilia, Fabiana Scarica, giovane chef vincitrice di Top Chef 2017, Giovanni Sinesi, sommelier  e Sergio Staino, scrittore, disegnatore, fumettista.

Tanti i momenti di cultura per questa XII edizione del DiVino Festival, dalla mostra “Dalla vigna alla vignetta” del grande fumettista Sergio Staino, presso il Centro Sud, alla proiezione di “The Duel of Wine”, il film omaggio al vino italiano con l’eclettico sommelier americano Charlie Arturaola, in Piazza Castello la sera di venerdì 3 agosto.

Oltre alle masterclass svoltesi  presso i ristoranti  partner dell’evento, il Ristorante Nangalarruni, l’Osteria kilometro Zero e il Ristorante Palazzaccio che hanno messo a disposizione i loro locali e cucine per fare delle degustazioni guidate con abbinamenti, il vero fiore all’occhiello della manifestazione è stato, come ogni anno, la degustazione di giorno 5 agosto presso il Chiostro di San Francesco, in occasione della quale ben 200 cantine, hanno richiamato tutti gli enoappassionati accorsi numerosi nonostante la minaccia di mal tempo.

Tra le tante bottiglie in degustazione, ecco i nostri 10 migliori assaggi al Divino Festival. 

Pietracava – Sofalè 2017. Moscato secco.  Giallo paglierino con riflessi brillanti. Naso immediato di erbe

mediterranee addolcite da sentori floreali di camomilla e fiori d’arancio e da delicate note agrumate di cedro bianco e pompelmo rosa. In bocca sprigiona un sorso elegante e armonioso con un bel finale  fresco e sapido. Un inno alla sobrietà.

 

 

Tenuta Gatti – Catarratto 2017. Giallo paglierino vivace. Naso di fiori bianchi e macedonia di pesche, pere e melone bianco. Bocca dal sorso fragrante reso vibrante da una intensa mineralità che ne allunga la persistenza. Una bella sorpresa da per brindare in riva al mare.

 

Terre di Gratia – Dama Rosa 2017 -Perricone rosè. Colore rosa carico con riflessi brillanti. Naso intenso di melograno, fragoline di bosco, rose e viole. In bocca esplode con freschezza e sapidità che ne fa agognare ogni sorso. Permane più a lungo in bocca che nel bicchiere.

Porta del Vento – Lyr 2017- Perricone spumante blanc de noir metodo classico. Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Naso elegante di crosta di pane ingentilito da note di frutta a polpa gialla matura e fiori bianchi. In bocca il sorso è accattivante e di grande personalità. Un calice di classe per molti ma non per tutti.

Possente – 5 Inverni 2013. Catarratto macerato. Colore giallo oro vivido. Naso entusiasmante di asfalto rovente che ricorda lunghe passeggiate estive. Poi si addolcisce con refoli floreali e note fruttate di fico d’India e mela cotogna. In bocca esplode e ammanta il palato con  vibrante vivacità.Vi lascerà esterrefatti.

Tenute Lombardo – Fiore di Nero 2017. Rosato da Nero d’Avola. Colore rosa carico. Naso intenso di frutti di bosco, melograno e lichi. In bocca il sorso è ricco e corposo e vi lascerà desiderosi di ripetere il sorso.

Tenuta di Fessina – ‘A Puddara 2016. Carricante in purezza. Giallo paglierino carico. Naso intenso di pietra focaia ingentilito da note tenui floreali e di frutta a polpa bianca matura. In bocca è un trionfo di mineralità che dona personalità ad ogni sorso facendovi agognare il successivo.

Baglio del Cristo di Campobello – Lusirà 2014. Syrah in purezza. Rosso rubino intenso. Naso elegante dalla forte intensità aromatica che va dai sentori di frutta rossa matura, prugne e tamarindo a quelle di spezie dolci come vaniglia, cannella e fava tonka. In bocca il tannino accarezza il palato e lo seduce avvolgendolo con garbo. Un vino che affascina per la sua raffinata e discreta capacità seduttiva.

Abbazia Santa Anastasia – Sensinverso 2017. Nero d’Avola Biodinamico. Rosso rubino con riflessi violacei. Al naso  spiccano sentori fruttati di lampone e ciliegia, floreali di viola e rosa e   finale di frutta secca tostata. Al palato ritornano i frutti rossi con  tannini morbidi e ben levigati e finale  fresco e persistente. Impossibile restare indifferenti.

Tasca d’Almerita -Buonora 2016. Carricante in purezza. Colore giallo paglierino brillante. Naso elegante di frutta e fiori equilibrati da note minerali e sulfuree. In bocca il sorso è pieno e armonico grazie ad una spiccata  freschezza e mineralità. Piacevolmente sorprendente.